Guadalajara, la perla dell’Occidente

Guadalajara è una città che ho sentito nominare molto spesso da quando vivo in Messico. È super importante per questa nazione e stranamente è completamente sconosciuta al resto del mondo. Le uniche volte che ne avevo sentito parlare prima di arrivare qui è stato nel telefilm Two and a half men (Due uomini e mezzo) dove il protagonista più stupido diceva varie volte che ha studiato medicina all’Università di Guadalajara, in Messico. E non lo diceva come un complimento, era per dire che ha studiato in un posto di pessima qualità. Comunque, da quando mi hanno messo la pulce all’orecchio e sentivo parlare di questa città dal nome lunghissimo, mi è partita la curiosità di conoscerla che con il tempo è aumentata. Un mese fa finalmente ci siamo andati, approfittando di settimana santa.
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È una città bellissima. Il centro città è tenuto molto bene, pulito, sicuro e visitabile tranquillamente a piedi. Il simbolo della città e il suo vero cuore è (come prevedibile) la cattedrale. Quest’ultima ha una forma molto strana, infatti l’edificio centrale è affiancato da due torri molto alte, dandole una struttura quasi a M.

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In un certo senso, è quasi il logo della città perché anche le farmacie della catena “Farmacia Guadalajara” lo schematizzano. Altra stranezza: di solito la cattedrale dà su una piazza su cui c’è anche l’edificio di governo, no? Be’, la cattedrale tapatia ha una piazza per ogni lato, creando una croce Latina di piazze. Perciò, una cattedrale al centro di quattro piazze, ognuna circondata da edifici di governo, monumenti o musei.

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Per un certo periodo, si è pensato di innalzare Guadalajara a capitale della repubblica. Ve lo immaginate!! Effettivamente la città ha la capienza per poter ospitare mega eventi e summit internazionali, e le infrastrutture vengono usate con frequenza per gli eventi internazionali sportivi e culturali, come la fiera del libro.

Un abitante della città di Guadalajara, e per estensione un abitante dello stato di Jalisco, viene chiamato Tapatio. Questo termina deriva, come sempre, da una parola nahuatl, tapatiotl, che significa “tre pezzi” e indicava tre mucchietti di dieci semi di cacao ognuno, la moneta dell’epoca. Come dire che se in Giappone ci fosse un’estinzione di massa, poi i sopravvissuti si chiamerebbero Yen.

Famosissimo è il teatro Degollado, in stile neoclassico, enorme e che ti fa sentire di fronte ad un templo greco. Non l’abbiamo visitato all’interno quindi vi consiglio di andarci voi e poi dirmi cosa ne pensate!

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Un monumento centrale (geograficamente e metaforicamente) è la Rotonda degli uomini illustri, dove si mostrano i cittadini più importanti della storia della città. Sinceramente, da italiani non riconoscerete nessuno. L’unico “famoso” è il muralista Orozco, artista che giustamente potrete apprezzare nel Palazzo Nazionale (con un ENORME mural su Hidalgo) e all’Hospicio Cabañas.

Quest’ultimo era in origine un orfanotrofio, poi è passato per vari usi fino a giungere ad essere museo di arte moderna. Un altro museo simpatico è il Museo regional, dove vedrete lo scheletro intero di un mammut. Poi potete uscire tranquillamente perché il resto dell’esposizione fa cagare. I pezzi, i reperti e i quadri sono esposti in un disordine voluto (può realmente esistere una cosa del genere?) e l’idea che ti resta è quella di vedere la collezione privata del mona del villaggio. Però ha un mammut, ed è un gran bel però.
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Se uscite un po’ dal centro potrete ammirare altri due punti forti della città; camminando per quindici minuti, arriverete infatti all’università di Guadalajara ma soprattutto al Templo Expiatorio, una chiesa moderna (è della fine del ‘900) ma in stile neogotico, meravigliosa.

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Vi consiglio, quando la visitate, di conoscere Guadalajara anche con lo stomaco. La città infatti offre alcune specialità introvabili nel resto della repubblica. Partiamo dalla bibita chiamata tejuino. È una bevanda leggermente alcolica data dalla fermentazione del mais a cui si aggiunge piloncillo limone e sale. Se la bevete con ghiaccio è molto rinfrescante e buonissima. Altro piatto tipico è la torta ahogada, di cui ho già parlato in precedenza. Pure i pozole hanno delle varietà uniche in questa zona, come il pozole in stile Jalisco (PORCA TROIA CHE FANTASIA CON I NOMI) e il pozole verde. Un’ultima curiosità culinaria è la Jericalla. È una specie di panna cotta.

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Si dice che le suore che lavoravano nell’orfanotrofio cittadino (il già citato Hospicio Cabañas) preparassero regolarmente una cremina per i bambini. Un giorno una suora si dimenticò le creme nel forno e queste si bruciacchiarono in superficie. Stranamente, il risultato era buono lo stesso, anzi il gusto era migliorato, quindi cominciarono a bruciarle intenzionalmente da quel momento. Il nome del dolce deriva da quello del paesino originario della suora idiota che ha bruciato un’intera vassoiata di creme. Invece di pigliarla a sberle si è beccata la gloria. Fortunella.

 

Dalla città partono dei bus turistici che portano in altre località del bellissimo stato di Jalisco, come il famoso paesino di Tequila e altri villaggi, ma questo sarà tema di un altro articolo!

Ah ragazzi, sto dando più impulso possibile anche alla parte grafica del progetto Messicando, cioè il profilo Instagram collegato. Ora sto pubblicando una foto al giorno, se volete iscrivervi lo trovate con lo stesso nome, messicando, o per il mio nickname, Denis de Mirabea, spero che vi piaceranno gli scorci e gli scatti quotidiani di questo strano ma meraviglioso paese.

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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2 risposte a Guadalajara, la perla dell’Occidente

  1. Darío ha detto:

    E i mariachi al soldo, non li hai incontrati? 😮

    Mi piace

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