Alla ricerca del tempo perduto, o come lasciare Facebook (non sto plagiando Proust)

Per una serie di strane coincidenze sto vivendo un periodo bizzarro. Ma strano buono stavolta, non strano tipo porca-puttana-speriamo-finisca-presto. Credo che la cosa migliore sia spiegare i singoli punti.


– Due settimane fa ho fatto scoprire Black Mirror a mia moglie. Per chi di voi non avesse visto l’ultima stagione e volesse vederla, stiamo per entrare in un allarme spoiler quindi la parte che vi consiglio di non leggere sarà racchiusa fra questi suoni fastidiosi: LALALALALALALALALALALA. Bene, benvenuto a chi è rimasto. Dicevo, in un capitolo si ipotizza un social network in cui si danno punti alle persone. E si ricevono. Se il postino ti sta sul cazzo gli dai 1/5, se è fantastico 5/5. Lo stesso farà lui. Il tuo punteggio totale è una media di tutti i voti che hai ricevuto. Una persona normale ha fra 2 e 3, chi è super popolare raggiunge i 4 punti. Questi punti influenzano la tua vita per ricevere sconti, vantaggi, giudicare le persone appena viste, nei colloqui di lavoro. La protagonista è ossessionata dal punteggio e sviluppa un’identità ipocrita e melensa per guadagnare più punti possibili, mentre dentro di lei è una perra. Alla fine scivolerà in un baratro da incubo che la distruggerà socialmente e personalmente. Mi ha impressionato. LALALALALALALALALALALA

– Sto leggendo un libro bellissimo che si chiama PlenaMente (chiaro gioco di parole, tipo PienaMente). L’anno scorso mia suocera (e commercialista) mi ha avvisato che stavo guadagnando troppo e spendendo troppo poco. Ebbene sì, per il fisco può esistere anche questa categoria di contribuente. Conseguenza, avrei pagato un chingo di tasse. Mi ha suggerito di comprare il più possibile materiale da poter fatturare. Cancelleria non posso, d’altronde non mi servono 500 matite. Allora ho comprato libri. Dato che (come sempre) mi sentivo molto stressato, sono andato nel settore “psicologia”, pericolosamente vicino ai libri di auto-aiuto come “perché pensi di essere una gallina se sei nato Aquila” e altre mamadas del genere. Così ho comprato tre libri sullo stress e la migliore gestione del tempo (e della pazienza). Ho cominciato subito a leggerne uno, del “famoso” Deepak Chopra ma quando sono arrivato alla frase “continuate a guardare dentro di voi fino a che sentirete che una colonna con la punta di color giallo lattiginoso si illumina” ho buttato questa merda pseudo-esoterica. Due settimane fa ho cominciato a leggere PlenaMente ed è bellissimo. Senza incrostazioni filosofico-religiose inutili, ti spiega alcune maniere di essere più presente nella tua vita. Vi è mai capitato che state mangiando qualcosa, fate per prendere l’ultimo boccone e…non c’è più? Lo avete già mangiato senza rendervene conto. O che state guidando soprappensiero e di colpo “Toh, sono già arrivato”. O peggio, siete distratti e involontariamente prendete la strada che ogni giorno vi porta al lavoro? Ecco, la maggior parte del nostro tempo noi non lo stiamo vivendo. Tristissimo, ma mentre abbiamo il presente davanti, la nostra testa schizza continuamente verso il passato e il futuro, mai al presente. Provate per credere, per una decina di minuti classificate quel che state pensando in presente passato e futuro, vedrete cosa succede. Viviamo al presente in rarissime occasioni, quando riceviamo una sorpresa, quando facciamo l’amore, quando ci facciamo male, quando parliamo con una persona a cui vogliamo bene. E a volte, neanche in quelle occasioni. Così, il libro propone varie maniere di vivere appieno la giornata, in un ciclo di 8 settimane di esercizi, obbligando la mente a rimanere dove deve essere, cioè nel momento che stiamo vivendo proprio ora. Cibo, luoghi, persone diventano all’improvviso più “densi” e profondi. E gli incidenti stradali diventano molto meno probabili perché state prestando la massima attenzione. 

– Non sono solo uno scrittore di blog, mi piace anche leggerne. Uno dei miei blog preferiti è gestito da una ragazza che vive a Barcellona e che è proprio brava a scrivere, e domenica ho ricevuto la notifica del suo articolo, questo. Non voglio rubarvi la sorpresa, vi consiglio di leggervelo. Mi ha fatto pensare tantissimo, al punto da convincermi. Quindi…

– Ho rinunciato a Facebook. Era ormai diventata un’orribile mania. Ci ero sempre attaccato, era la prima e l’ultima cosa che vedevo durante la giornata, mi distraeva alla guida, pure quando parlavo con la gente, mi dava fastidio durante i film, lo controllavo anche durante le lezioni ed ero (sono) sempre affamato di approvazione. Per farvi capire quanto era patologica la situazione vi basti pensare che da quando ho cancellato l’applicazione, continuo a sbloccare il cellulare per cercare…cosa? Ormai è diventato un istinto di cui devo liberarmi. Due o tre volte al giorno penso qualcosa e realizzo “Questo devo pubblicarlo!”. Porca troia, stavo proprio messo male. Non ho chiuso il profilo perché è pieno di foto e perché voglio mantenerlo per poter continuare a pubblicare come autore nella pagina di Estoy Messicando. Perciò, se sei arrivato a questo articolo tramite la pagina Facebook, tranquillo, tutto continuerà a funzionare come prima, l’articolo lo vedrai mercoledì o giovedì orario italiano. Se sei fra i miei contatti personali di Facebook invece, chiedimi pure il contatto di Whatsapp se vuoi o hai bisogno che rimaniamo in contatto frequente. (La foto me l’ha mandata mia moglie, non sono così sfigato da mettere mi piace ai miei stessi link, o non ancora almeno)

Mi piace questo nuovo periodo. La giornata è lunghissima e ho smesso di urlare e bestemmiare da solo quando guido. Sono più felice. Detto questo, ho bisogno di un consiglio tecnico: ho cancellato Facebook da cellulare e IPad, ma Facebook si “aggiorna” tutti i giorni sul mio cellulare e continua a re-installarsi da solo!! Come faccio a mantenerlo fuori del tutto? Grazie a chi mi aiuta! Sono un vecchio e la tecnologia mi spaventa. Cof cof. 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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4 risposte a Alla ricerca del tempo perduto, o come lasciare Facebook (non sto plagiando Proust)

  1. Darío ha detto:

    Sul mio cellulare seguo questo percorso: impostazioni>app>facebook>disinstalla. In alternativa, puoi scaricare una app apposita che gestisce la altre app (tipo: App Manager) e da lì selezionare e disinstallare tutto quel che vuoi.
    Comunque hai ragione, a me influisce tanto sul lavoro (facendo essenzialmente lavoro d’ufficio alla godinez-via) e un po’ anche a casa, dove a volte mi devo imporre di staccarmi dal cellulare per essere presente con i figli e con la moglie. Triste, a pensarci
    Che poi Facebook, guardi, guardi, scorri, scorri, sorriso, click, e ricominci… per intere mezze ore! Davvero senza senso!

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  2. giuliacalli ha detto:

    Sono felice di averti ispirato questo cambio positivo, davvero! È una disintossicazione necessaria, e da come descrivi la tua routine, nel tuo caso era MOLTO necessaria 😀
    Stranissima questa cosa di Facebook che continua a reinstallarsi, ma come dice Darío dovresti poter seguire quei passi e disinstallarlo del tutto. Togliere Facebook dal cellulare secondo me è già il primo passo grosso e determinante. Da desktop non ha lo stesso fascino ipnotizzatore 😉

    Molto interessanti anche le considerazioni sul libro PlenaMente: io sto facendo un percorso simile ma con un’app che si chiama HeadSpace. 10 minuti al giorno di meditazione guidata per imparare a concentrarsi sul presente ed educare la mente a concentrarsi. Bello, te lo consiglio, ci sono 10 lezioni gratis.

    In bocca al lupo per questo nuovo inizio di detox 😉

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