Como parlare da barrio, piccola lista di espressioni per sopravvivere a un dialogo naco

Questa settimana è successo un curioso incidente, che ha dato origine a questo articolo. Mi ha scritto la mia amica Claudia per Whatsapp, il messaggio “come steroids?” L’ho subito interpretato in “come steto?” che in Veneto significa come stai? e le ho risposto. Questo non per dire che sono super intelligente. La cosa curiosa è che io avevo subito pensato che lei lo avesse scritto volontariamente, e non fosse stato un errore di battitura che ha attivato l’autocorrettore, o il semplice fatto che i cellulari non hanno la tastiera in Veneto. Come ho subito detto a Claudia, mi sono abituato a fare questo tipo di interpretazioni, perché in Messico sono all’ordine del giorno, e di questo parlo nell’articolo. 

Normalmente questo tipo di parlata si chiama frases de barrio o per chi non lo apprezza (mi metto in questa lista) Hablar naco. Barrio è il quartiere popolare, come le borgate romane, e in generale provoca un certo tipo di orgoglio provenire o “sopravvivere” all’ambiente di barrio. Per questo quando una persona è snob o non sa mangiare o vivere anche a costo di scendere a compromessi, gli si dice che “le falta barrio”, gli manca barrio, ne avrebbe bisogno. Come in ogni micro ambiente socioeconomico, si sviluppa un linguaggio locale. Questa subcultura è stata resa degna e messa sotto i riflettori con i film di Pedro Infante e in particolare col suo personaggio Pepe El Toro. Lì per la prima volta sono finite in un film le frasi che nel barrio messicano sono il pane di tutti i giorni. Come nascono queste frasi? 

Un primo processo potrebbe essere il completamento. Esempio, se uno deve dire sì, può rispondere Simona. La parola è inutilmente lunga ma nella prima parte si identifica ancora il suo significato originale.

Un secondo processo è la storpiatura. No si storpia in Nel, che si usa per risposte negative, e per completamento da lì in Nelsol. Alla stessa maniera, se uno vi dice ya te la sandwich, è per dire ya te la sabes, cioè già lo sai, già te puoi immaginare.

Un terzo processo importantissimo è la rima o l’assonanza. Riprendiamo l’esempio del Simona: la risposta completa è Simona la mona pelona. Significa Simona la scimmia pelata. Non c’entra un cazzo, ma se un messicano vi dice questo, sta dicendo sì. 

Ho cercato un po’ in Google e ho trovato una vera miniera, perciò l’unica cosa che farò sarà organizzarla e renderla comprensibile per gli italiani. Come altre volte, anche questo articolo sarà in continua espansione, aggiungendo le vostre proposte o se scopro altre espressioni. 

Piccola nota, pensavo di cercare di tradurre all’italiana ogni espressione equivalente ma mi rendo conto che è inutile oltre che un lavoro lunghissimo. Primo, alcune frasi non hanno proprio senso, e le tradurrò esattamente per mostrarlo. Secondo, l’importante è la rima e se le traduco è proprio quello che si perde. Terzo, alcune frasi sono intraducibili o fanno riferimento a marche, città o tradizioni messicane. Quindi, per quanto questa lista potrebbe essere utile, diventerà comprensibile solo se vivete in Messico o avete GRANDE esperienza di questo paese. Tradurrò solo quelle più simpatiche o che lasciano intendere il senso.

A huevo(per forza!): a huex, a web, a hueso, Agüelo, soy tu nieto! sono tuo nipote!

Bien (bene, ricordate che i messicani sono incapaci di distinguere la b dalla v, perciò suona come “vien”): Vientos huracanados del norte y del sur con tendencias a la baja. Yo pense que ya estabas morongas, pero nopales, estas bien vivorolas. 

Calmate: Sereno moreno! No te calientes cazuela! Non scaldarti pentolino! No te calientes plancha! …ferro da stiro! Calmantes montes! Aguanta candela! Comunicame tu ardor! Se ve que andas bien ardilla! Quieto prieto! 

Carnal (fratello, amico): carnival

Chido (figo, ottimo): Chido, Liro, Ramiro y el vampiro Clodomiro! Chido one, Tehuacan! 

Como estás?: Como estanques? Como estanques mi pescado? Come vasche mio pesce?

Claro: clarines Clarinetti 

Despedirse (saluti finali): Hay la bestia peluda! Como dijo el gran Tom Boy, yo ya me voy! Como dijo el Santo Papa, chin, chin Jalapa! Como dijo el cirujano (chirurgo), parto sin dolor! Este osito de peluche, ya se va para su estuche! Questo orsetto di peluche se ne va alla sua confezione! Este muñeco cambia de aparador! Questo bambolotto cambia di vetrina! Cada chango a su mecate! Ogni scimmi alla sua corda! Ahi nos vemos cocodrilo! Como dijo el gran queso al rato regreso! Si tienen lavadora ahí lavemos! Se avete lavatrici, lì laviamo, suona come ci vediamo Me multiplico por Serapio Rendon! 

Estás bien mamado (Sei proprio forte o forzuto): Estás bien mama Dolores! Estás bien tronado! Eres pura vitamina! Eres el capitan platano! Estás bien Quaker mi avena! Estás bien Arnoldo Suarez Najera! Estás bien troncho Poncho! 

Ya te la sabes! Già lo sai: yo te la Sandwich, ya te la sabanas

SÌ: simon, Simona la mona pelona, Yes en ingles, Takanaka en Japones! 

Luego te veo (ti vedo dopo): Luego te Viceroy! 

Me despido (ti saluto e me ne vado): Como dijo el resorte: me restiro! Come ha detto la molla, mi allungo!

Me late (mi va, mi piace): Me late un restoran! Me late cacahuate! Camara conchinchin! 

Neta (davvero? O precisamente): la neta del planeta

Ni madres(assolutamente no): ni mais

No: nel, nelson, nel pastel

Tomala con calma (prendila con calma): leve la nieve (lieve la neve)

Que onda? (Come va?): Que ondita con el pandita? Que Honduras con las verduras que andan bajas las temperaturas? Que Honduras mi Nicaragua? Que ondon, Ramon? Que hongo, jorongo, tepetongo, morongo? 

Que pasó? (Cos’è successo, come va?): Que Pachuca por Toluca? Que Pachuca por Acambaro? Que pasotes con esos zapatotes? Che grandi passi con quegli scarponi?

Que pedo? (Che scorreggia, uguale a que pasó) Que pez, marques? Que pez, acuaman? Que Pedro Pablo? 

Que tranza? (Come va?) Que tranza, Carranza? Que transita por tu avenida? Que transita por tus venas? Que trampa, cazador? 

Sorprendersi: Ay Jonas dijo la ballena cuando lo sintio en el hombligo. Ah Giona disse la balena quando lo sentì nell’ombelico. Asustame pantera! Espantame panteon! Spaventami cimitero!

Te veo al rato (ti vedo più tardi): Te veo al raton le gusta el queso y a la ardilla la tortilla! Al raton vaquero! 

Voy al baño (vado al bagno): Voy a cambiarle el agua al perico! Voy a cambiarle el agua a las aceitunas! Vado a cambiare l’acqua all’uccello, alle olive Orinita vengo! (Da Ahorita)

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2 risposte a Como parlare da barrio, piccola lista di espressioni per sopravvivere a un dialogo naco

  1. Jacopo ha detto:

    Grande! Bella idea, due appunti a caldo: su mando manca il classico mamey e io ni mais più che al barrio l’ho sempre associati ai bambini o al tentativo di non dire groserías davanti a loro, tipo porco zio ma senza porco.

    Mi piace

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