El despachador, il benzinaio

Traffico di gente, traffico di macchine. Traffico di taxi, file enormi ovunque. La settimana santa è una breve e dolce pausa nel tram tram di disperati e disperazione della selva urbana. Le file si assottigliano, anche le “file” che non conoscevo in Italia, come le file al bancomat, le file dal benzinaio. Normalmente faccio benzina alle 6 e un quarto della mattina, ma vi giuro che devo sempre aspettare una o due macchine prima di essere servito. Per forza di cose, la relazione con quello che ti fornisce la benzina deve essere spiccia e improvvisata, ma sempre obbligatoria. Non ho mai visto una pompa di benzina self-service, potrebbe essere che esistano ma non ho avuto la fortuna di incontrarle. Così, sempre bisogna servirsi di un “despachador” di benzina. 

Despachar è un verbo spagnolo che si può tradurre con spacciare o fornire, anche se secondo alcuni il termine più formale è “asistentes de servicio automotriz”. Hanno l’età più varia, da adolescenti fino a sessantenni, sempre uomini. Come sempre offrono dei servizi extra che in teoria sono inclusi nella visita, come il controllo della pressione delle ruote, il lavaggio dei vetri, il controllo dell’olio. La leggenda metropolitana racconta che non vengono pagati e che vivono di pure mance, ma non è vero. Hanno un contratto regolare, vengono mal pagati e arrotondano (MOLTO BENE) con le mance. Questa mancia è “quasi obbligatoria” come quella del ristorante, ma solo a livello morale, non per quello legale. Usciresti da un ristorante messicano senza lasciare mancia? No, se non vuoi che la prossima volta che ci torni ti sputino nel piatto. Ecco, lo stesso per la pompa di benzina. Ah, ai messicani fa ridere questo nome, perché gli suona come “la chiappa di benzene”.

Dicevo, in settimana santa c’è meno gente, quindi appena sono arrivato dal benzinaio, ho trovato una delle pompe libere. Il despachador ha visto che mi avvicinavo e ha cominciato a fare i gesti come quelli che aiutano gli aerei ad atterrare. Già così mi ha fatto ridere. Appena arrivato mi chiama Jovenazo (giovinastro) e mi chiede che tipo di benzina e quanto, ma lo fa dondolandosi in maniera strana. Quando si allontana vedo che non si sta dondolando. STA BALLANDO. Sono da poco passate le sei, non è ancora uscito il sole e lui è già su di giri. Quando ritorna per chiedermi i soldi e se voglio la fattura, continua a muoversi. Poi si allontana per andare alla macchina per fatturare e comincia pure a cantare. La versione messicana, copiata in spagnolo di “Parlami di te, bella signora”. E fa proprio “háblame de ti bella señora”. Gianni Morandi era un chingon anche per i messicani, pure se non lo conoscevano. Ritorna con la fattura e mi si avvicina a ritmo di ballo. Inutile dire che si è meritato una bella mancia.
(Immagine da internet)

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