Evoluzione di un gruppo di studenti, ironicamente descritta

Quando avete la possibilità di gestire autonomamente gli studenti, potreste aver notato una sorta di evoluzione nella dinamica del gruppo. Stavolta scrivo per scherzarci un po’ su, descrivendone le fasi di evoluzione.

FASE 1 IL RACCOLTO
In questo primo momento, avete una mandria di studenti ben intenzionati, sorridenti, ottimisti e paganti a tempo. Si inizia ridendo e scherzando, con gente che con orgoglio malcelato ti dice che già mastica un po’ di italiano, quando invece sa solo pronunciarti male il menù di Italianni’s. Güey, se mi dici fettuccini ti spacco la faccia, altro che corso di italiano. Il numero degli iscritti è alto e così pure le entrate economiche, se il vostro pagamento dipende dal contributo di ogni singolo studente o se la scuola in cui lavorate vi paga di più quando avete un gruppo numeroso. Questo idillio di sorrisi e prosperità dura poco, in genere 2-3 mesi se gli studenti non hanno l’obbligo di seguire un corso e solo lo fanno per gusto proprio. A questa fase, seguono due possibili evoluzioni.

FASE 2-A, ABORTO SPONTANEO
Ebbene sì, rapidamente come si è creato il gruppo può collassare. Questo succede quando si scopre che quello che hanno contrattato è un corso di lingua e non delle lezioni di ceramica o un periodo di chiacchiere con uno straniero simpatico. Può sembrare assurdo, ma c’è davvero gente che pensa di poter imparare una lingua senza conoscerne minimamente la struttura grammaticale. Ho lavorato per due imprese che si smerciavano come “metodo alternativo, senza grammatica, senza studio”. Be’, semplicemente non funzionano. Pochi genietti possono imparare una lingua per intuito, la maggior parte della gente ha bisogno di esercizio, conoscenza delle regole e studio. Pensate a quando usare l’articolo Lo, quando usare un ausiliare rispetto ad un altro, quando usare e quando no il congiuntivo…servono delle leggi grammaticali, da conoscere. Altrimenti avrete solo un pappagallo che sa che “zaino” usa l’articolo lo, ma che ti dice “il studente”. 

Una differente motivazione al collasso è l’uscita a catena dei “superamicici”. Quando una persona è interessata ad un corso, ne parla con gli amici, entrano in massa, poi esce uno e con la stessa rapidità se ne vanno tutti insieme. Lemmings paganti.

FASE 2-B, IL GRANO E LA PULA
Passati i primi mesi, se il gruppo non collassa, si separa il grano dalla pula. Gli studenti reali, quelli che sul serio vogliono imparare, restano e cominciano a sforzarsi veramente. Gli altri, gli spettatori inconsapevoli, lasciano il gruppo. Questo non è nulla di tragico, anzi: ora si può veramente lavorare, avendo finalmente un ritmo adeguato e non dovendo sempre ripetere la stessa cosa per quel/la ragazzo/a che sta lì per scaldare il banco. A volte mi fanno addirittura promesse, tipo “per dicembre voglio saper chiacchierare”, o “finirò il libro e faccio l’esame ufficiale”. Esiste anche un metodo empirico: se uno studente ha il livello necessario per poter leggere questo articolo, congratulazioni! Sei un chingon, un cazzutissimo e orgoglioso chicco di grano!

Un momento di cambiamento forte nei gruppi avviene in primavera. Non per lo sbocciare dei fiori ma perché alcune persone avevano preso il corso come “proposito di capodanno”, una promessa fatta a se stessi per cercare di migliorare. Le diete e i corsi di lingua in genere non superano febbraio!

FASE 3 PUNTA DI DIAMANTE
Pochi alunni riescono a raggiungere l’ultimo scalino, ed è quello virtualmente dello studente eterno. La grammatica finisce, ma lo studente non si sente ancora sicuro delle proprie abilità, a torto o a ragione. Vuole continuare con la pratica, facendo esercizi, facendo attività di conversazione, ripassando, entrando in altri gruppi, provando altri libri, leggendo romanzi. È felice e soddisfatto del proprio risultato ma ama migliorare, possibilmente all’infinito. Anche e soprattutto in vista di questi studenti, le mie lezioni sono sempre con contributi di storia e cultura, perché non voglio che sia “solo” un corso di lingua. Se c’è qualcosa che rende eterna la gloria italiana, è il suo passato e il punto di vista che ti dà l’approcciarsi ad un pensiero culturale e ad una forma di vivere che ha sconfitto i secoli. Uno studente che ama questo tipo di progresso personale, che si interessa e che impara qualcosa di nuovo ogni settimana, avrà uno stimolo in più per non abbandonare mai. Aggiungiamo l’apporto personale: se il professore è anche simpatico, è un gusto imparare e continuate con le lezioni. Un buon professore è una buona persona, ma attenti, non vale il contrario: essere una buona persona non ti fa automaticamente un buon prof. L’unica cosa che può distruggere questo tipo di apprendimento continuo sono dei limiti fisici, come un trasferimento o un trasloco, o dei limiti esterni, come la pessima gestione di un direttore di scuola che manda in figa anni e anni di onorato servizio del professore. 

Alcuni studenti che ho li conosco da ormai 5 anni. Chiaramente li considero già degli amici e non più dei clienti. 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Io, insegnante e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Evoluzione di un gruppo di studenti, ironicamente descritta

  1. R. Mena ha detto:

    Allora credo che sono un chingon, un cazzutissimo e orgoglioso chicco di grano!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...