I predatori della fattura perduta

Mi rendo conto di quanto fossi ignorante solo quando metto a confronto le mie conoscenze di ora con quello che sapevo prima di installarmi in Messico. In particolare, un campo a me completamente sconosciuto era quello fiscale. Sì, sapevo che esistevano cose orribili chiamate fatture, ma non sapevo a cosa servissero, tantomeno intendevo la necessità di un commercialista. Povero, ignorante disgraziato. 

Ho conosciuto molti professori che lavorano…be’, diciamo in maniera “informale” nel senso che lavorano in nero e vivono di puro contante. Potrebbe sembrare una genialità, una furbata vivere alle spalle del fisco, ma non è così. I soldi veri si fanno quando uno diventa “formale”, e comincia a dichiarare le tasse. Questo perché se sei un libero professionista in regola con tutto, puoi firmare contratti con scuole, università e istituti. E magari eviti di dare lezione in un garage. 

Come fare? Bisogna “darse de alta” in Hacienda, cioè il fisco messicano. Essendo anche questo un processo burocratico (tramite) sarà una spina nel culo. Ma se siete agli inizi, avete sicuramente un sacco di tempo libero quindi potete permettervi di prendere appuntamento e perdere tre o quattro ore. Per poi farvi dire che è caduto il sistema e che dovete prender un altro appuntamento. Sorriso falso.


Una volta che avrete fatto una firma con una penna elettrica, vi forniranno una firma digitale, un file che userete quando volete produrre delle fatture di pagamento. Poi dovete procurarvi un Contador, un commercialista. Ce ne sono a bizzeffe. Fatto questo, potete tranquillamente cercare una scuola seria che vi chieda di mandare fatture ad ogni stipendio (ed ecco l’utilità del commercialista) ma conosco gente che procede da sola a fare le fatture, quindi non deve essere qualcosa di impossibile. Ah, dal 2014 tutte le fatture sono digitali, prima erano un librettino da compilare e strappare. Ora dovete cominciare a fatturare, giustificare le spese e cercare di ridurre le tasse che dovrete pagare a fine anno. Credo che l’anno 2013 l’ho passato da ingenuo e mi è arrivata una salassata di tasse, quindi per chi se lo domandasse, vi dico che cosa può fatturare un professore. Si possono fatturare libri e cartoleria, elettronica e informatica, ristoranti e caffè. Vestiti no, perché chiaramente i professori danno lezione nudi. Benzina sì. Medicine no, siamo eterni e immortali. Degli splendidi esseri mitologici ignudi.

Ah, un consiglio, tenete sempre sott’occhio le entrate e le uscite, non fidatevi di aver ricevuto una somma di denaro, controllate cifra per cifra, telefonate, rompete i coglioni. Gli errori sono frequenti e le frodi pure. Di quattro imprese che mi hanno pagato o mi pagano chiedendo fattura, due hanno avuto “movimenti strani” e quantità non corrette. Ieri ho scoperto un aggiustamento finanziario degno di Lupin. E ho capito che ho fatto bene a mandare quattro email alla settimana, per otto settimane consecutive, per insistere e chiedere delucidazioni. Alla fine non mi stavano rubando niente, ma avevano fatto un errore e avevano cercato di rimediare facendone uno peggiore. Non potevano rispondere con chiarezza alle mie mail, perché avrebbero dovuto ammettere che non sanno fare il loro lavoro. Quindi, occhi aperti!
(Immagine da internet)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in insegnante, La mia avventura e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a I predatori della fattura perduta

  1. Michele ha detto:

    Oggi finalmente ho conosciuto Denis, un grande. Ecco, volevo condividerlo con i lettori del suo blog 🙂

    Liked by 2 people

  2. Darío ha detto:

    Grazie per l’articolo, che mi tornerà utilissimo tra non molto, primero Dios. Qui in Italia la fattura elettronica è obbligatoria solo nei confronti della Pubblica Amministrazione (scuola pubblica, ministeri, tribunali…). Emettere fattura non è niente di che, c’è un programma apposito e con un minimo di rodaggio, ce la si fa. Invece mi incuriosiva sapere qual è la percentuale di pressione fiscale totale? Per es. io so che di ogni fattura emessa mi rimane in tasca netto circa il 35%: se emetto una fattura di €1.000, circa 650 se ne vanno in tasse, imposte e contributi e 350 sono il mio guadagno. Bello, no? In Messico invece?

    Mi piace

    • consuelomurgia ha detto:

      Ti trasferisci in Messico?

      Mi piace

      • Darío ha detto:

        Absoluta y totalmente! Ce lo avevamo in programma io e mia moglie (che è messicana) fin da quando siamo venuti in Italia nel 2008, ci eravamo dati 10 anni per provare a vedere come andava. Beh, 10 anni sono passati ed è andata decisamente malissimo. Quindi l’anno prossimo armi e bagagli, moglie, figli e cane, ci trasferiamo a vivere in Messico: Merida, Yucatan. Primero Dios.

        Liked by 1 persona

    • merkaura ha detto:

      Tra iva isr e un’altra cosa credo che le imposte arrivino al 30% quindi molto più basso, ma fatturare permette di smaltire ancora di più, perciò la situazione fiscale per gli onesti è comunque migliore di quella italiana, o almeno mi sembra! Continuo ad essere abbastanza capra in materia

      Liked by 1 persona

  3. consuelomurgia ha detto:

    Ma nessuna scuola o università ti fa contratti da lavoratore dipendente?

    Mi piace

    • merkaura ha detto:

      Tristemente no, sempre e solo sono contratti come libero professionista. Per avere un contratto come dipendente, sarebbe la Sep cioè l’educazione pubblica, bisognerebbe fare un concorso pubblico. Un mio amico si è piazzato, è praticamente ha il culo al caldo per tutta la vita!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...