La Gruta

Stavolta vorrei scrivere una cosa che potrebbe sembrare un annuncio pubblicitario, ma che in realtà è solo un mega suggerimento per i turisti e per gli italo-messicani che ancora non lo conoscono: il ristorante La Gruta. 

Tutti conoscono Teotihuacan. È un sito archeologico bellissimo, famosissimo e tanti altri -issimi. Andare in Messico e non visitare Teotihuacan è come andare al bagno e non pulirsi le mani prima di uscire. Lo puoi fare, certo, ma deve farti pena, perché sei una persona di merda.

Dicevamo? Ah sì. A lato di teotihiacan, a cinque minuti in macchina si incontra una grotta naturale. Dei geni del marketing di più di un secolo fa hanno pensato bene di trasformare questa grotta in un ristorante. A rendere questo facile, ci sono delle aperture nella volta, che rende abbastanza luminoso l’interno. Certo, le lampadine aiutano molto. 


Si accede alla Gruta attraverso delle scale e la troverete quasi sempre strapiena. Effettivamente è un buon consiglio prenotare con qualche giorno di anticipo! L’ambiente è falso rustico, con tavole e sedie stile vecchiotto, candele ai tavoli. Un corpo di ballo si esibisce in un palco e ci sono dei musicisti dal vivo, a ciclo continuo fanno qualche pezzo differente, tanto messicano quanto…preispanico, o qualsiasi cosa vogliano sembrare che sia. Diciamo esotico, per rendere l’idea. 


Il cibo è buono e abbondante. Finora ho mangiato lì alambre, mixiotes (mmmm, mixiotes…sbavo) e costillas, mi sembra. Tutto buono. Hanno anche cose più eleganti, come excamoles, larve di formiche buonissime. O almeno così mi hanno detto. Stupidamente continuo ad essere tirchio quando le incontro, ma arriverà il giorno in cui finalmente proverò anche questo piatto. Ah, questi sono mixiotes.


Era uno dei ristoranti preferiti da Porfirio Diaz. E se non siete fan di Don Porfy, non importa, potete comunque immaginarvi l’importanza storica di questo aneddoto. 

Punto negativo? Sembrerebbe di no. Invece sì, uno ce n’è. Forse per essere la stagione, ma la prima volta che ci siamo stati uno sciamo di api entrava dalla fessura naturale che si trova in un lato della grotta. Le nostre tavole erano proprio lì. Quindi, come suggerimento, se siete in stagione calda e vi danno la possibilità di decidere le tavole, prendetene una lontana dal foro con la luce, per evitare di dover condividere il vostro cafe de olla con un plotone di pinches api Maya. Ape Maya del cartone, non di Yucatàn.

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Una risposta a La Gruta

  1. Abril Maria Del Valle ha detto:

    Prueba los excamoles! No sabes de lo que te pierdes 🤗 Yo soy de Oaxaca y aunque parezca increíble me daba ñañaras probarlos (como si en Oaxaca no tuviéramos bastante “comida rara” jajaja) pero bueno los probé en Querétaro en un restaurante “pipirisnais” y no sabes qué delicia!!! Lo más chistoso es que quien me convenció a probarlos fue mi esposo Italiano! Jejejeje
    Muchos saludos! y felicidades por el blog nos gusta cómo escribes sobre nuestro México 🇲🇽
    Abril & Co.

    Mi piace

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