Gasolinazo e sciacalli, veri o mediatici

La settimana passata ci sono stati confusione e panico diffusi tanto in reti sociali come nel tamtam quotidiano, vorrei dare qualche informazione in più per chi non ne fosse tanto al corrente, o per chi sta ascoltando qualcosa ma non ci capisce un’acca. 
Il petrolio in Messico è una questione nazionale, quasi patriottica. Cardenas, presidente messicano degli anni ’30, lo nazionalizzò, espropriando impianti e infrastrutture alle numerose compagnie petrolifere straniere presenti nel paese, e questo atto divenne una vittoria della nazione, al punto da meritarsi un giorno specifico di celebrazione e una mega statua lungo Refoma (Fuente de Petroleos).


Chiaramente, negli anni ’30 non c’erano molti automobilisti. Quando la benzina divenne una risorsa di consumo per quasi tutta la popolazione, con l’espandersi dell’uso della macchina privata, il prezzo della benzina divenne sempre più una questione di paniere basico. In Messico, però, il prezzo è politico, cioè stabilito dal governo. Sono in alcuni giorni precisi, il governo può decidere di alzare il prezzo, stabilendo una nuova quota. Questi incrementi vengono chiamati popolarmente “gasolinazo”, un neologismo, composto dalla parola messicana per benzina combinata a quella di cazzotto. 
Per chi è cresciuto in Europa, vedere il prezzo della benzina salire o scendere anche di molto non deve sembrare un’apocalisse. Ma in Messico, il prezzo era fisso per la maggior parte del tempo. La situazione è cambiata con l’attuale presidente e la sua riforma energetica. Effettivamente, Petroleos Mexicanos, Pemex, l’azienda nazionale, con il tempo si è trovata in un’obsolescenza sempre più marcata. Mancanza di investimenti, di interesse, l’onnipresente corruzione e un magnamagna ben immaginabile hanno ridotto quest’impresa, un tempo modello di efficienza, in un colabrodo con frequenti incidenti, esplosioni letali e fughe lungo molti tratti degli oleodotti. La recente riforma energetica ha aperto ancora una volta le porte del paese alle imprese straniere, e ha il progetto di rendere Pemex un’azienda che deve competere con le altre, non più sovvenzionata e “politica” come prima. Per far ciò, il governo ha deciso alcuni giorni di adeguamento, prima di lasciare il prezzo della benzina alla deriva, libero di alzarsi e abbassarsi secondo le regole del mercato. II primo gennaio è stato il primo gazolinazo e ha aumentato il prezzo della benzina del 20%. Ci aspettano altre due date fatali, la prima e la seconda settimana di febbraio. Poi, in date differenti dipendendo da quale regione del paese, il prezzo verrà “sganciato”. 


Già l’aumento del 20% ha creato confusione. Sapendo la data fatidica, le pompe di benzina sono state prese d’assalto durante gli ultimi giorni di dicembre. Quando si è arrivati al nuovo prezzo, sono partite le manifestazioni e le iniziative di boicottaggio. Alcune stazioni di servizio solo state bloccate dalla gente, altre sono state attaccate, poche per fortuna. Le imprese hanno preso dei provvedimenti, quindi certe pompe di benzina sono chiuse per il momento, in via cautelare. 

La parte negativa è stata la comparsa di sciacallaggio e assalti a supermercati e centri commerciali, e qui comincia la nebbia dell’incertezza. Sì, perché se da una parte possiamo credere che una parte della popolazione può avere tranquillamente approfittato della situazione (l’occasione fa l’uomo ladro, si dice nel Belpaese), dall’altra c’è il sospetto fondato che alcuni furti siano stati “programmati” dal Governo. Diciamo che un gruppo di dieci persone comincia a derubare un negozio (pagati dai politici). Vista l’impunità, altre decine di persone (non pagate da nessuno, semplici ladri di giornata) saccheggiano il posto, portandosi via tutto quel che possono. La cosa triste è che si sono filmati anche poliziotti mentre saccheggiavano. 


Iniziativa del governo o no, alcuni buontemponi si son dati alla microcriminalità approfittando dei quindici minuti di anarchia. Ma c’è di peggio. Sono girate voci di attacchi, incendi, sparatorie, polizia antisommossa che attaccava con violenza, bande armate. Tutto falso. Mentre cenavamo, mio cognato ha telefonato a mia moglie per chiedere dove eravamo perché il microbusero, l’autista del bus, stava commentando che nel posto dove lavoriamo alcuni avevano incendiato delle case durante una sommossa popolare. Cazzate. Allora perché la gente ha fatto girare questa informazione falsa? E perché il governo pagherebbe qualcuno per saccheggiare i negozi? Per creare panico e per distrarre. La gente spaventata chiude il negozio, non esce di casa e soprattutto non manifesta contro il Governo. Nel mio caso personale, quattro persone hanno cancellato la loro lezione perché “si diceva” che le strade stavano per essere bloccate, mentre anche questa era una notizia falsa. 
Capite allora la complessità del periodo, da una parte abbiamo un gazolinazo in un paese dove il reddito minimo è di ottanta pesos al giorno, meno di quattro euro, dall’altra abbiamo un governo e una popolazione in attrito sempre più forte, che usano dichiarazioni pubbliche, manifestazioni e armi informatiche in questo conflitto che si sta gonfiando giorno per giorno. L’ultima volta che avevo visto una situazione simile è stato dopo il sequestro di Ayotzinapa, poi come sempre, tutto si è calmato. C’è però una fondamentale differenza: il gazolinazo sta colpendo le tasche e le pance dei messicani, un obbiettivo molto più sensibile delle loro coscienze. E il gazolinazo non è finito, sta solo cominciando.
Unica nota positiva: la comparsa del dolcissimo saqueadorcito (saccheggiatorello), un cagnolino assaltatore. 

http://eldeforma.com/2017/01/11/ya-encontraron-saqueadorcito-se-llama-max-y-vive-en-chetumal/

(Immagini da internet)

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2 risposte a Gasolinazo e sciacalli, veri o mediatici

  1. Salvietta ha detto:

    Ti ha mancato dire che al essere il petrolio considerato una risorsa Messicana è stata per tanti anni la base del valore del peso Messicano. Più dell 50% del reddito di Pemex andaba diretto alle casse della nazione e il produttore più importante era il ”crudo” e l’unica raffinatora di benzina era Pemex. Un alto vantaggio era che la benzina era sovvenzionata per il governo. Adesso che si è aperto la possibilità di avere più dite sterne il valore della benzina non sarà più sovvenzionato il governo solo chiederanno le tasse agli sterni e il paese no vedrà mai questo soldi 😛

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  2. Silvietta ha detto:

    *oddio il correttore, mi cambia le parole!!!! 😦

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