Cohetes

Si festeggia mangiando, si festeggia bevendo, si festeggia ballando (non io). E si festeggia facendo esplodere qualcosa. Da quando la polvere da sparo è entrata nella storia, è stata subito usata come strumento ricreativo. Vedere e ascoltare qualcosa saltare in aria è divertente. In Italia si fa soprattutto a capodanno, quando fioccano petardi e “bombe”, la maggior parte illegali. Il Messico ama la pirotecnia, violentemente. Le feste di paese sono costellate da fischi continui, sibili che a ritmi forsennati rompono il chiacchiericcio della gente o il silenzio della sera. In genere questo attacco dura due, tre giorni. Non solo capodanno, ma anche Pasqua, il giorno della Guadalupe, e chiaramente per la festa dell’indipendenza e della rivoluzione. A volte, si lanciano cohetes senza nessun motivo. 


Spesso sono i bambini a usarli. Cos’è un cohete? È un micro razzo, lo accendi, sale qualche metro poi fa una piccola esplosione. Punto. Non è colorato, in genere lascia solo una piccola nuvoletta bianca. 

Sembra che questo amore sia antico. Nel libro “Pendejadas celebres de la historia Mexicana”, si parla di un politico messicano dell’epoca della colonia, che fece una visita in Spagna durante delle feste. Il re spagnolo gli chiese “Cosa staranno facendo i messicani in questo momento?” “Staranno sparando cohetes, sua altezza”. Tre giorni dopo, al momento del ritorno in Messico, il Re chiese “Cosa si starà facendo ora, in Messico?” “Ancora si staranno sparando cohetes, sua altezza”

È diventata notizia mondiale l’incidente avvenuto ieri, a Tultepec nell’Edomex, a nord di Città del Messico. Un tianguis (un mercato) specializzato in fuochi artificiali, è saltato in aria. Per ora si contano 32 morti, 59 feriti e 12 dispersi, ma come sempre i numeri cambieranno con l’avanzare del tempo. In agosto, il Direttore generale per la pirotecnia dell’Edomex aveva dichiarato che quello era il mercato più sicuro di tutta l’America Latina. Effettivamente, era rispettata una distanza di sicurezza fra i vari negozi e veniva usato materiale ignifugo e refrattario per separarli, inoltre era vietato fumare e collaudare i petardi direttamente in loco, ma a quanto pare qualche divieto non è stato rispettato. Tultepec produce l’80% dei fuochi che si vendono in Messico, e più di metà dei suoi abitanti vive grazie a questo mercato. Viste le dimensioni di cui stiamo parlando, non vi sorprenderete scoprendo che sono saltate in aria 300 tonnellate di esplosivo, dando uno “spettacolo” durato più di un’ora.

 Speriamo che si incontrino presto le responsabilità e soprattutto i responsabili.

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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2 risposte a Cohetes

  1. consuelomurgia ha detto:

    Ciao Denis, mi fa piacere sapere che stai bene! Appena ho sentito la notizia al telegiornale, ho scritto ai miei suoceri e a mia cognata, visto che vivono relativamente vicino a Tultepec, ma per fortuna non sono frequentatori di quel mercato. Mia cognata mi ha detto che questa sarebbe la terza esplosione dell’anno e che comunque ogni anno succede qualche incidente lì. Una sua ex compagna di corso ha perso i genitori proprio in quest’ultima grande esplosione.

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  2. Michele ha detto:

    Io ho sempre detto alla mia ragazza che Citta’ del Messico mi sembra Napoli. Premetto che ho origini napoletane (nato in provincia), quindi non intendo offendere nessuno, e so’ di cosa sto parlando.

    Dicevo, mi sembra Napoli perche’…perche’ a Napoli i matromini si fanno alla grande, c’e’ gente che si indebita pur di fare un grande evento. La gente e’ molto credente, il cibo e’ decisamante piu’ ricco e gustoso, e le gente e’ molto accogliente e ospitale. E poi, si usano tanto i fuochi d’artificio. chi non ricorda la “bomba di maradona” tanto per citarne una….Anyway, qualcuno dira’..non racconti niente di nuovo, sicuramente il sud Italia rappresenta molto di piu’ la cultura latina(con pregi e difetti) che per esempio il nord italia.

    Riguardo a questa tragedia…be’ e’ surreale che solo alcuni mesi fa’ e’ stato considerato il piu’ sicuro del LatinAmerica. Questa cosa del piu grande, piu bello, piu’ importante del LatinaAMerica…e’ ricorrente in Messico, mi sembra.

    Ho piu volte letto e sentito frasi del tipo: Il centro finanziaro piu importante, il centro commerciale piu’grande, il mercato piu’…e cosi via..
    Non so se questi aggettivi si sono auto-assegnati oppure sono reali. Come al solito la verita’ stara’ nel mezzo e sicuramente il fatto di essere molto patriottici, tutt’altro rispetto agli Italiani per esempio, aiuta.

    Non voglio far arrabbiare nessuno, pero’ magari molti standard sono davvero di alto livello..ma a livello relativo, non assoluto.

    Mi rendo conto che devo scoprirlo il Messico per parlare davvero..pero’ l’intuizione e’ questa.
    Alla fine ci sono morti…e tristezza, speriamo qualcosa cambi.

    ciao

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