Luchona y cabrona

Oggi dedico un po’ di tempo a un’espressione colloquiale, usata per indicare un tipo particolare di persona: la luchona y cabrona.
Luchona deriva dal verbo luchar, lottare, e cabrona è il femminile di cabron. Cabron, caprone, si utilizza per indicare uno stronzo ma in generale ha anche una connotazione positiva, che indica una persona forte. Di conseguenza, luchona y cabrona dovrebbe indicare una donna “combattiva e cazzuta”, se mi permettete questa traduzione. Nel caso messicano questa espressione indica una ragazza madre adolescente. Il termine è sicuramente nato in chiave incoraggiante e grintosa, nel senso che caricava la persona definendola come piena di energia e autosufficiente. In effetti, l’espressione completa è “luchona y cabrona que es padre y madre a la vez”, cioè che fa contemporaneamente da padre e da madre. Ora nelle reti sociali e sempre più nei discorsi della gente si usa questa espressione in chiave sarcastica, per indicare una situazione triste e che difficilmente avrà un finale felice. Altre volte si ironizza sul fatto che la ragazza madre sia tanto concentrata sulla propria autostima di luchona da lasciare da parte la propria “bendición”, la benedizione che ha ricevuto, cioè il bambino che sta crescendo da sola.


Se è vero che la metà delle gravidanze in Messico avviene con madri minorenni, potete capire la diffusione di questo fenomeno. Da una parte, le ragazzine restano incinte per mancanza o ignoranza di un uso corretto di contraccettivi, dall’altra parte il “padre” risulta assente perché molte volte è ancora alla scuola media, e abbandona la propria morosa al suo destino. Come ultima concausa, l’aborto è ancora visto come immorale (o illegale in alcuni Estados) e la famiglia preferisce che si porti a termine la gravidanza dell’adolescente, che lei lo voglia o no.

Questa etica familiare, chiaramente condizionata da una morale cristiana che ancora permea con forza la società messicana, crea situazioni di difficile nascita e crescita familiare. Una ragazza che si trova madre “all’improvviso”, deve spesso lasciare la scuola, troncandosi così l’unica opportunità che aveva di fare carriera e uscire dalla propria situazione di povertà economica. Allo stesso tempo, il bambino nato in questa famiglia improvvisata, parte in svantaggio perché la madre non gli potrà permettere un’educazione adeguata, o lo metterà a lavorare in maniera “informale”, cioè come venditore ambulante o pagato in nero. Ci sono anche casi positivi, di ragazzine che sacrificano tutto per spingere il proprio figlio verso un futuro migliore, ma in questo caso le madri quasi si consumano nell’atto, e magari riprendono gli studi quando il figlio è già adolescente e si possono permettere di tornare in una scuola serale. Sempre se il figlio non ricade nello stesso caso di gravidanza adolescenziale. 


Credo che una causa di tutto questo sia l’ignoranza o la cattiva informazione riguardo i contraccettivi. Penso che un paese preoccupato dalle gravidanze infantili dovrebbe spingere con ogni forza per fare entrare nella testa dei bambini l’idea che un’educazione sessuale e un diritto riproduttivo consapevole (mi piace questa espressione, l’ho ascoltata alla radio) sono la base di una vita felice e piena. In molte cliniche i preservativi vengono regalati, quindi non c’è nemmeno la scusa economica di non avere i soldi per comprarli. Ancor più a monte c’è l’ipersessualizzazione della società, che spinge a cercar di avere rapporti sessuali il più presto possibile. Questo in tutto il mondo, non solo in America Latina. Tutti noi abbiamo ricordi di cose che abbiamo detto o fatto quando avevamo 12-13 anni. Ammettetelo: a quell’età siamo tutti idioti. C’è davvero così tanta fretta di crescere, cadendo in un cul de sac?

Altri protagonisti di questa “tragedia in chiave minore” sono i nonni. Quando arriva la bendición, i nonni si trovano spesso a rivestire per un’altra volta il ruolo di genitori, adottando il bambino e a volte diventando ancora più presenti nella vita della creatura di quando lo sia la sua stessa madre. Questo è bellissimo e permette al bambino di sentire attorno l’amore di una famiglia molto legata e che si prenderà cura di lui. Se però la madre continua nella propria irresponsabilità, alla fine si sentirà ancor meno “necessaria” nella crescita del figlio, dato che i nonni gli stanno togliendo tutto “il peso”. Come potete vedere continuo ad usare virgolette perché questo tema è sensibile, mi piacerebbe non offendere nessuno ma è quasi impossibile perché si toccano temi etici e opinioni personali. Voglio togliere un po’ di serietà, terminando con qualche meme divertente sull’argomento. 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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