Tonayan e ley seca, l’alcool in Messico 

Inutile nasconderlo, il Messico ha un gravissimo problema di consumo di alcol. “Los borrachines”, gli ubriachelli, come vengono chiamati con affetto, si trovano spesso in molti angoli di strada soprattutto durante il fine settimana. Il problema principale è che non mi sembra di vedere una cultura del bere. Mi spiego, io vengo dal Veneto, regione che fa dell’alcol quasi un motivo di orgoglio, fra le regioni che più producono e più consumano vino. Ma da quando ho memoria, l’alcol l’ho sempre considerato come un accompagnamento alla vita sociale, un extra simpatico, un gusto della vita, che si deve assaporare, una carezza piuttosto che un pugno. Anche qui si può incontrare un gusto per l’alcol raffinato, come chi assapora il tequila o sceglie con cura il mezcal, beve solo alcuni tipi di birra…Questo va bene. Le cose vanno peggio quando l’obbiettivo del bere diventa perdere i sensi. 

Effettivamente, molti protagonisti del folklore messicano sono morti proprio per questo vizio. Se visiterete il museo del tequila e del mezcal, potrete vedere una lista di tutti i maggiori mariachi del periodo classico, dato che quel museo è dedicato anche a questi musicisti. Solo uno di loro non è morto di cirrosi epatica. 

La relativa economicità degli alcolici rende ubriacarsi estremamente facile. Uno tra tutti il famigerato Tonayan, che si può trovare al prezzo di venti pesos (un euro) al litro. Fa 24 gradi, è confezionato in un recipiente di plastica come se fosse una bottiglia di acqua ed è pessimo in tutti i sensi. Chi non lo sopporta col suo gusto puro, lo mescola con succo di pompelmo o lo usa con altri sapori, creando quelle che sono chiamate aguas locas (acque pazze). Come dice una pagina satirica, “El mezcal Tonayán es una bebida alcohólica mexicana que se utiliza para embriagarse, perfumarse y encender el automóvil”, cioè si usa per ubriacarsi, profumarsi o accendere la macchina.

Passando al lessico, una persona che è ubriaca Anda pedo, cioè va scorreggia. Il giorno dopo está crudo, cioè ha la sbornia.

I rimedi contro questa piaga sociale sono abbastanza drastici. In occasione di certi eventi pubblici, come elezioni o partite di calcio, parte la ley seca, la legge secca. Questa misura vieta la vendita di alcolici per un determinato numero di ore precedenti all’evento. Se andate al supermercato troverete dei nastri di plastica che bloccano l’accesso alle birre o ai liquori, come se fosse una scena del crimine. Anche negli abarrotes, negozi di alimentari, in genere si rispetta questo divieto, con frasi tipo “si rispetta la ley seca, non insistete”.

Più duro è il procedimento quando ti beccano ubriaco e al volante. I vari posti con alcolimetro sono chiaramente posizionati in luoghi strategici e fanno moltissimi agguati durante il fine settimana. Chi non passa la prova del palloncino, cioè gli trovano più di 40 ml di alcool, è nei guai. Straordinariamente, la corruzione sembra non funzionare quasi mai in questi casi. La persona viene caricata in un furgoncino, col tetto aperto, e fino alle cinque di mattina viene scarrozzato da un posto all’altro, raccogliendo altri ubriachi. A quell’ora, apre una zona che qui nel DF si chiama “El torito”. È una sorta di carcere, dove l’ubriaco dovrà passare da 36 a 48 ore. Se si chiama un avvocato e si paga una quota, c’è la possibilità di ritardare la pena e passare le 48 ore di carcere più avanti, magari quando non hai tanti impegni con il lavoro. Quando arrivi, devi dichiarare quanti soldi hai, e nel negozietto interno al carcere potrai comprare qualcosa per alimentarti. E la macchina? Terminate le 48 ore, devi andare al deposito (El corralon), dove la macchina ti sta aspettando. Devi pagare una multa e come extra devi pagare “il parcheggio” della tua macchina, dipendendo da quanti giorni è rimasta in deposito. Il pericolo è maggiore durante il ponte Guadalupe Reyes perché in quell’occasione i controlli sono 24 ore su 24, date che il clima di festa invita a restare ubriachi quasi 15 giorni di seguito.

 
So che alcuni stanno cercando di programmare la peda, cioè programmare quando ubriacarsi, per evitare di venire presi il 23 dicembre e passarsi Natale al Torito. Un collega di mia moglie, dalla vita abbastanza avventurosa, è riuscito a saltare dal furgoncino della polizia, ha corso fino a che una macchina si è fermata e lo ha fatto salire, “salvandolo”. Il giorno dopo, un amico è andato al corralon con la patente del proprietario, ha dato la patente dell’amico, pagato la multa e ha aggiunto 1000 pesos per “agevolare la procedura” e ha potuto tirare fuori la macchina. Ironia della sorte, il ragazzo ha ringraziato quelli della macchina che l’hanno salvato…regalando loro un six di birre, comprate in un Oxxo.

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6 risposte a Tonayan e ley seca, l’alcool in Messico 

  1. Jacopo ha detto:

    Qua nell’Edo Mex la vendita di alcool in supermercati e abarrotes vari é proibita dopo le 22 da lunedí a sabato e dopo le 17 la domenica.. L’ultima misura é particolarmente interessante perché si dice esser stata studiata per combattere l’alto indice di assenteismo, soprattutto da parte dei “maestros”.
    Non quelli della CNTE, quelli abili nell’arte della cazzuola.

    Ah e poi la classica ley seca durante le elezioni, croce e delizia di tutti i veri messicani.

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    • Michele ha detto:

      Cioe durante i giorni delle elezioni, non si puo’ comprare alcol?

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      • Jacopo ha detto:

        Esatto, il sabato e la domenica delle elezioni vendere alcolici in supermercati e negozietti é vietato, pero la legge cambia da stato a stato quindi in certi, si dice, sia completamente vietata mentre in altri sia permessa nei ristoranti, per consumo unicamente in loco.

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  2. Michele ha detto:

    Qualcuno mi aveva accennato a questo problema. Comunque qui in Irlanda succede lo stesso, dopo le 22 non si puo’ comprare l’alcol, e la mattina solo dopo le 12 si puo’ acquistare. Pero’ l’Irlanda e’ un paese con problemi seri di alcolismo, non pensavo fosse cosi’ pure in Messico. Pensavo non ne avessero bisogno, perche’ con il sole e l’ambiente amichevole, non ci dovrebbe esser bisogno di scappare con la mente. Nel senso, capisco la necessita’ degli irlandesi, da questo punto di vista.

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    • Jacopo ha detto:

      In veritá i messicani in genere non sono tra i piú grandi bevitori diciamo per consumo pro capite, ma da un lato é un paese con una forte disuguaglianza sociale e poco appoggio per chi “rimane indietro” e dall’altra é un paese in cui si lavora veramente ma veramente tanto, al punto che la maggior parte della popolazione impiegata vive il fine settimana come un momento di liberazione estrema; Quindi é facile trovare, quasi a qualsiasi ora del giorno, persone senza fissa dimora ubriache perse di alcolici scadenti, anzi di un alcolico scadente, il famigerato Tonayán, “mezcal” (ma in veritá é un distillato di canna da zucchero) alternativa “accettata” della ancor piú dannosa “mona” (da non leggere con pronuncia veneta), che in pratica consiste nell’inalare solvente in un fazzoletto o bottiglia/mezza arancia… E dall’altra il godinez e l’operaio, che da lunedí mattina a venerdi pomeriggio lavorano come muli approfittano di quelle due sere a settimana per, letteralmente, dilaniarsi.

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      • Michele ha detto:

        Ciao jacopo, grazie della risposta … Adesso capisco. Io non conosco bene il Messico, pero’ con le Tue parole confermi cio’ che si sa’ riguardo alle ore di lavoro che la maggior parte dei messicani deve sostenere.

        L’unico modo per risolvere quasi tutti I problemi del Messico sarebbe disolvere la disuglianza. Sfida difficilissima.

        Comunque mi piacerebbe sentire LA tua storia, LA mia e-mail ianno81@gmail

        Ciao

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