Galassie universitarie 

L’istruzione universitaria in Messico presenta uno scenario colorito e multiforme, dato che in questo paese (e in questa città in particolare) lanci una pietra e colpisci una università. Io ho studiato all’università di Padova e di Venezia ed ero abituato all’idea che per ogni regione ci potevano essere 4-5 università, al massimo. Risulta che qui il proliferare di succursalidi università pubbliche e l’esplosione di una spolverata di università private, porta ad averne decine nella stessa città. Al punto che quando ho voluto inviare dei Cv alle università della capitale, le ho trovate ben organizzate, in ordine alfabetico per Delegación! Ho inviato Cv fino arrivate alla C di Coyoacan, poi mi sono stancato. 

Partiamo dalle università pubbliche: ogni Estado messicano ha una università finanziata con denaro pubblico e che fornisce una istruzione di qualità più o meno buona (molto dipende dallo stato) ad un prezzo decisamente accessibile. A volte il prezzo è politico, tipo un peso per semestre (1 euro per 5 anni!). La voglia di scalare socialmente, porta molti ragazzi alla fine delle superiori a cercare di entrare nell’università pubblica, ma il filtro è un esame di ammissione che permette l’accesso solo ad un numero fisso di studenti. Spesso viene tagliato l’80% dei richiedenti. Colossi dell’università pubblica sono le due università della Capitale, l’Unam (università autonoma nazionale, nella foto) e il Poli (politecnico nazionale). L’Unam di per se è un piccolo universo, fornisce un’istruzione di buona qualità, è provvista di autobus propri che percorrono gratuitamente il campus, la propria polizia, un ospedale, una clinica veterinaria, un supermercato e un feroce senso di appartenenza che a volta la mette in conflitto con i politici messicani. Il politecnico è una scuola specializzate in materie…tecniche, appunto. Anch’essa di alta qualità, ha delle succursali sparse per tutto il territorio di Città del Messico. Quest’anno, come i precedenti, un esercito di ragazzi ha bussato alle porte dell’Unam, e molti non hanno passato l’esame di selezione. Sono partite delle manifestazioni, per chiedere “diritto universale allo studio”. L’Unam ha risposto con una lettera MOLTO simpatica, che mi è piaciuta. In essa, diceva che il diritto allo studio è sacro, ma se uno non studia o non ne ha voglia, non ha un diritto pari a quello di un ragazzo che sì, si è impegnato e ha superato l’esame. In altre parole, studiate di più l’anno prossimo, cazzo. 

Passando alle private, trovate di tutto e di più. Miriadi di istituti, grandi e piccoli, super chafa o di altissimo livello. L’unica cosa che le accomuna è che il prezzo è superiore a quelle pubbliche e che la vostra iscrizione non finirà in mano ad un istituto emanato dal paese. Ho lavorato in alcune università private e posso confermare che, per i soldi che chiedono, molte non sono all’altezza. In questo caso, il termine popolare per definirle è universidad patito, università anatroccolo. Alcune sono università religiose e i genitori che mandano lì i loro figli lo fanno per nasconderli dal mondo. Altre università, super care, chiedono iscrizioni di 3-5 mila euro al mese e effettivamente preparano in maniera superba i ragazzi. Certo che l’investimento necessario è proibitivo per molti europei, ancor più lo è per la maggior parte dei messicani, se lo pensate in pesos. Come vedete sto evitando di usare nomi. Non voglio insultare nessuno, né voglio sputare nel piatto dove forse mangerò, quindi…si dice il peccato e non il peccatore, non ci sono più le mezze stagioni, quando c’era lui i treni arrivavano in orario, can che abbaia non morde e continuate pure voi con altre espressioni tipiche. 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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2 risposte a Galassie universitarie 

  1. Michele ha detto:

    Ciao,
    tempo fa parli con un italiano che vive a Citta’ del Messico da 15 anni. Mi disse che lo scoglio dell’esame di ammissione all universita’ e’ molto difficile. La maggior parte non passa l’esame.
    Mi disse che il motivo principlae e’ che gli studenti non sono preparati, soprattutto perche’ in Messico, per legge, gli studenti non possono essere bocciati. E’ vero?

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    • merkaura ha detto:

      Ciao! Non è vero, tant’è che mio cognato è stato bocciato alle superiori 😀 quel che sì è vero è che si cerca di spingere avanti tutti, c’è poca selezione naturale, io lo vedo nelle scuole di lingue, ed è logico perché non vogliono perdere un cliente. Scusa se ti ho risposto solo ora!

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