Viva México cabron!

Il tema di cui parlerò oggi sono le feste patrie, con la celebrazione appena passata dell’Indipendenza!

Come avevo già detto un’altra volta, una forte differenza con l’Italia è che qui in Messico le feste civili sono a tutti gli effetti delle vere e proprie feste e non un misero giorno di vacanza come nel Belpaese. Tra le feste civili messicane, quella dell’indipendenza è in assoluto la più sentita e la più vivace. Prima di tutto: cosa si sta festeggiando? Il processo storico che ha portato all’indipendenza del Messico è un percorso contorto, difficile da analizzare. Nel Messico del fine ottocento, gli incarichi importanti venivano dati solo a spagnoli DOC, cioè persone di alto rango provenienti dalla penisola iberica. I creoli messicani, cioè i discendenti degli spagnoli immigrati in precedenza, avevano già formato una propria élite, avevano cioè un gruppo di potere che era invidioso del fatto che non potevano ricoprire grandi incarichi, riservati appunto agli iberici. Si trattava quindi di una lotta di potere fra due classi alte. Le richieste che hanno dato origine a quella che chiamiamo Indipendenza…non avevano nulla a che fare con l’indipendenza, volevano solo un cambiamento nella bilancia del potere.

Figura centrale e padre della patria (ovvio) è il sacerdote Miguel Hidalgo, figura controversa. Fu proprio Hidalgo a dare origine ad un rito ormai annuale, il Grito (grido). Nella chiesa di Dolores Hidalgo fece suonare le campane per raccogliere la gente e gridò alcune parole. Non si sa precisamente quali ma Santa Wikipedia dà queste possibilità:
Manuel Abad y Queipo (1810):

“¡Viva nuestra madre santísima de Guadalupe!, ¡viva Fernando VII y muera el mal gobierno!”
Diego de Bringas (1810):

“¡Viva la América!, ¡viva Fernando VII!, ¡viva la religión y mueran los gachupines!”
Anónimo (1810) recopilado por Ernesto Lemoine Villicaña:

“Viva la religión católica!, ¡viva Fernando VII!, ¡viva la patria y reine por siempre en este continente americano nuestra sagrada patrona la santísima Virgen de Guadalupe!, ¡muera el mal gobierno!”
Juan Aldama (1811):

“¡Viva Fernando VII!, ¡viva América!, ¡viva la religión y muera el mal gobierno!”
Servando Teresa de Mier (1813):

“¡Viva Fernando VII y la Virgen de Guadalupe!”
Lucas Alamán (1840):

“¡Viva la religión!, ¡viva nuestra madre santísima de Guadalupe!, ¡viva Fernando VII!, ¡viva la América y muera el mal gobierno!” A lo que el pueblo respondió: “¡Viva la Virgen de Guadalupe y mueran los gachupines!”

Nella celebrazione moderna, i messicani vanno in varie piazze o sedi di governo e si preparano al Grito. Nella capitale, la gente si raduna fuori della Delegación o nella piazza del Zocalo. Dal palazzo di governo, esce il sindaco/presidente con una fascia col tricolore nazionale e lancia il Grito, che attualmente è questo:
Mexicanos!

¡Vivan los héroes que nos dieron patria!

¡Víva Hidalgo!

¡Viva Morelos!

¡Viva Josefa Ortiz de Domínguez!

¡Viva Allende!

¡Vivan Aldama y Matamoros!

¡Viva la independencia nacional!

¡Viva México! ¡Viva México! ¡Viva México!
A cui tutta la gente risponde a tono. Una volta terminato il rito, si mangiano piatti tipici messicani come pambazos, chiles en nogada, tacos in generale, pozole, garnachas, si beve tequila.

Questi ultimi anni ci sono state delle polemiche riguardo la cerimonia al Zocalo. Andare o no in piazza è stato interpretato come un modo di appoggiare o criticare il presidente. In questa ottica, il fatto di non riempire la piazza indicherebbe una distanza del popolo, consapevole delle tragedie nazionali. Come risposta, ci sono gli acarreados. Queste sono persone che vengono “invogliate” ad andare in piazza Zocalo offrendo loro il viaggio in autobus (se vengono dalla provincia) e qualcosa da mangiare e da bere. Come dire che offrono una gita, tutto compreso, per riempire bene la piazza e dimostrare che tutto sta andando bene. 

Il giorno dopo c’è una sfilata militare nel centro della capitale ed è bella da vedere alla tele o di persona. Gli aerei che fanno i giri si vedono in TV e dopo un po’ si possono ascoltare perché ci stanno passando sopra la testa mentre guardiamo la TV 😀

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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2 risposte a Viva México cabron!

  1. Pingback: Chiles en nogada, un’altra “roba strana” del Messico | Estoy Messicando!

  2. Pingback: Pozole, una minestra all’ennesima potenza | Estoy Messicando!

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