Messico e Spagna, poco da spartire

Ho potuto sfruttare questo ritorno in Europa per poter visitare Madrid, è stata la prima volta e speravo fosse un’esperienza…”particolare”, visto che conosco così bene il Messico che è stato per lungo tempo una colonia spagnola. Insomma, mi aspettavo qualcosa tipo déjà-vu. Non è stato così, Madrid è una città bellissima ma non ha molto a che fare con Città del Messico. 
Se devo cercare dei punti in comune, chiaramente devo cominciare con la lingua. Le prime chiacchierate con gli spagnoli ho avuto una leggera difficoltà, poi ho ingranato rapidamente, il ritmo, la “melodia” della lingua e alcune (molte) espressioni sono differenti, ma nel totale la comunicazione risulta molto facile. Una cosa che mi ha fatto un po’ pensare è l’uso frequente nello spagnolo del Messico della parola mande, come “scusi?” quando uno non capisce una cosa e vuole che l’altra perdona gliela ripeta. “Mande” deriva dall’espressione “comandi”, una versione molto, molto servile di chiedere delucidazioni, probabilmente deriva dal linguaggio del dialogo fra il servo e il padrone. In Spagna non funziona, mi è uscito varie volte per errore, poi mi correggevo con un disculpe.
Altro parallelismo è la figura centrale del Don Quijote e cel dio creatore Cervantes, non per nulla esiste il Cervantino, un festival culturale che si svolge tutti gli anni a Guanajuato.
Altra cosa simile è la religione. Il cattolicesimo è stato piantato con forza dalla versione rigida e inflessibile del cristianesimo spagnolo, ma la particolarità messicana è molto peculiare. L’onnipresenza della Virgen de Guadalupe fa del cattolicesimo messicano quasi una religione a parte. A Madrid abbiamo passato tre giorni camminando per il centro e non abbiamo visto nulla, neppure un altarino alla Virgen del Tepeyac. 
A livello strutturale e architettonico, sì ci sono alcune similitudini, ma niente di straordinario. La Fuente de las Cibeles è volontariamente identica alla fontana madrilena. Il Palacio Nacional ha qualche misero tentativo di assomigliare al Palacio Real di Madrid, ma è vistosa la differenza in dimensione e “centralità”, e poi tutti i palazzi nazionali o reali si assomigliano un po’, in certo modo.
Anche il parco del Buen Retiro ha qualche somiglianza con Chapultepec, dovuta al fatto che Porfirio Diaz ha progettato il parco di Città del Messico sicuramente avendo in mente uno dei parchi europei che ammirava. 
Nella cucina, non c’è niente di simile. I tacos da una parte e le tapas dall’altra sono i centri delle rispettive cucine. Altri piatti tipici come la paella, le garnachas messicane, i vini spagnoli e il tequila sono altre specialità regionali quasi introvabili dall’altra parte dell’oceano, o comunque considerate “esotiche”.
Mi ha sorpreso vedere un signore chiedere il conto facendo una firma nell’aria esattamente come si fa in Messico. Altra cosa sorprendente è che la parola “chueco” sembra essere ormai in disuso in Spagna. Uscendo una sera, un amico che vive a Madrid ci ha detto che stavamo entrando nel quartiere gay di Madrid, che si chiama Chueco (storto). Ho pensato che quello era un riferimento ironico al fatto che fosse un quartiere gay-friendly, cioè “non tanto dritto”, invece risulta che a Madrid la parola chueco indica solo il quartiere, non ha altri significati. Credo che la Rae avrebbe da ridire, controllerò su Google. 
Totale, sono culture abbastanza differenti. Forse dovrei cercare il motivo di questa differenza nel rigetto della cultura spagnola dopo la Guerra di Indipendenza. È abbastanza “normale” per una ex-colonia allontanarsi dalla madre patria anche mentalmente e culturalmente, dopo la rottura drastica che è il processo di decolonizzazione. 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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