“Adotta un tombino!” Il problema dell’acqua 

Città del Messico occupa attualmente un’intera vallata di questo paese. La città di Tenochtitlan, sulle cui ceneri venne costruita la capitale messicana moderna, aveva però un ecosistema completamente differente, dato che era una città lagunare, circondata dalle acque e dove ci si muoveva facilmente su zattere più che a piedi. Questo lo sanno tutti i messicani, perché fa parte della mitologia nazionale e anche i bambini devono imparare a memoria il cambiamento dell’ecosistema, aiutati da bellissime immagini che dipingono l’antica città azteca. La valle del Messico è effettivamente un territorio fortunato dal punto di vista dell’approvvigionamento acqueo. Ben sei fiumi scendono dalle montagne che la circondano. Detto questo, come è possibile che la città attuale soffra così tanti problemi di acqua? 

Questo è perché un’urbanistica folle o votata al progresso automobilistico ha trasformato un’oasi di acqua dolce in un disastro che offre inondazioni per quattro mesi e scarsezza d’acqua come alternativa negli altri otto. 
Partiamo dal fatto che anche dopo aver trasformato la laguna in una terraferma, esistevano comunque dei corsi d’acqua che percorrevano la città, fiumi e viadotti. Anche questi però finirono intubati o trasformati in arterie viali o scarico delle acque reflue della città in crescita. Il nome Viaducto vi dice nulla? È una superstrada che permette la sopravvivenza della città. Sempre intasata, sfrutta l’alveo del precedente…viadotto. Per usare al meglio la larghezza hanno creato sei incredibili corsie, col risultato che ci si sta strettissimi. Quando si percorre Viaducto, si può notare se la persona che ci guida accanto ha i peli che gli escono dalle orecchie. 
Parliamo delle sorgenti. Anche in questo caso, i pueblos che avevano sorgenti nel proprio territorio si sono visti sottrarre i manantiales (sorgenti d’acqua) dal governo, per rifornire i centri commerciali, che nascono come funghi. E non sto parlando di inizio ‘900, sto parlando due anni fa. Questo episodio meriterà un articolo a parte.
L’acqua che rimane in città, viene molte volte persa per fughe o per rottura di tubature sotterranee. È frequentissimo (3-4 volte per settimana) incontrate la strada completamente bagnata e un flusso continuo di acqua che esce da qualche tombino o da qualche cisterna alta. Noi abbiamo pure provato a telefonare all’agenzia delle acque, abbiamo detto la zona, ci han detto che loro non erano i responsabili e che dovevamo cercare non so quale altra agenzia, di cui non avevano il numero. Risultato, l’acqua viene sprecata o persa e questo peggiora la situazione. Anche per questo, ci sono periodicamente dei giorni di secca, in cui semplicemente l’acqua non c’è. Di solito il governo avvisa con un po’ di anticipo, ma è capitato anche che succedesse a sorpresa. In quel caso, arrivano pipas, autocisterne per distribuire l’acqua potabile agli abitanti della zona. 
Andiamo al problema opposto. Siamo in un paese tropicale, è normale che ci sia una stagione delle piogge. Ciononostante, quando la pioggia arriva, annunciata, aspettata e ricorrente, provoca disastri con frequenza. I canali di scolo delle acque non sono tenuti sempre puliti, e se aggiungiamo una pioggia più violenta del normale, il risultato sarà il disastro di lunedì notte. Strade trasformate in torrenti, allagamenti, case e macchine danneggiate, merce distrutta. 


Anche per far fronte a questo, il governo aveva lanciato un programma, solo in parte ridicolo: adopta una coladera (adotta un tombino). Si consigliava alle famiglie messicane di controllare regolarmente i tombini e gli scarichi delle acque vicini a casa propria e di pulirli personalmente, senza aspettarsi che lo faccia lo spazzino. Se ogni famiglia adottasse una coladera, non ci sarebbero tutte le inondazioni che si vedono. Se la gente buttasse meno merda per terra, e se la portasse a casa, invece di lasciarla cadere con nonchalance meritevole di pugni sui denti, non ci sarebbero intasamenti. Ma tant’è. 
Nel mio caso particolare, una strada si era inondata nel punto in cui scendeva prima di prendere una forte salita: un lago alto un metro che ha bloccato la circolazione. Per tornare a casa ho dovuto fare il giro della collina, salire al pueblo e scendere dall’altra parte.

Mi spaventa pensare cosa succederà nei prossimi anni quando il cambio climatico avrà flagellato questa situazione già di per sé precaria!
Immagine presa dalla Guida per sopravvivere a un’innovazione a Città del Messico
http://culturacolectiva.com/guia-para-sobrevivir-a-una-inundacion-en-la-cdmx/

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2 risposte a “Adotta un tombino!” Il problema dell’acqua 

  1. Michele ha detto:

    Uno pensa al Messico e pensa al sole tutto l’anno..non e’ proprio cosi’ a Citta’ del Messico.
    Oggi guardavo le previsioni li’ e sembra che piovera’ per una settimana intera…certe volte penso, vorrei lasciare la piovisa Irlanda per andare al sole…forse mi sbaglio 🙂
    In generale, cambiare nazione, continente SOLO per il clima, non c’e niente di piu’ sbagliato.
    In tanti blog che ho letto, di persone che hanno cambiato vita, quasi tutti era concordi nell’affermare che non si deve cambiare vita, solo per andare a vivere al sole..e io aggiungo, perche’ poi si potrebbe rimanere delusi…

    Comunque il problema dell’aqua sembra una problema reale, non sei l’unico che mi ha accennato questo problema. Frasi del tipo “quando piove, qui si allaga tutto” , “qui fanno la guerra per l’acqua” mi son rimaste impresse, purtroppo.

    Un ragazzo inglese, mi ha detto che durante la stagione delle pioggie, dalle 17-19 piove di brutto, tutti, TUTTI i giorni..e’ vero?

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