Aguacate, lo stranissimo burro vegetale

Oggi l’articolo è dedicato a un frutto strano e fortunello: l’aguacate, avocado in italiano. Questo bellissimo frutto ha chiaramente un nome di origine nahuatl e significa coglione. Sì, testicolo. Devo spiegarvi il perché? Avete mai visto che forma ha? Di zoccolo di gnu. Quando spiego che in Italia si usa la parola avocado, gli studenti ridono perché suona come avvocato in spagnolo. E si immaginano una laurea per diventare aguacatl. 


Perché ho detto strano? Perché di frutto ha ben poco. In effetti, una volta tolta la buccia ruvida e bitorzoluta, l’interno si può svuotare con un cucchiaino, tanto è soave. Il metodo di apertura più utilizzato è quello di tagliarlo lungo l’asse più lungo, liberarlo del seme centrale (rotondo e legnoso, velenoso per molti mammiferi) e svuotare con il cucchiaino le due metà, o tagliare a spicchi le due metà per permettere a tutti di servirsene.
Per la sua cremosità può essere considerato quasi un burro vegetale. E con il burro condivide anche un gusto neutro e un’enorme quantità di grassi. Chiaro, per essere un frutto, non in assoluto. 


L’aguacate si utilizza per accompagnare dei piatti salati, per esempio potete metterne un po’ nei vostri tacos di carne o potete mangiarlo sui chicharrones preparados, metterlo nei panini con prosciutto e formaggio, sulla pizza, in alcuni tipi di insalata…o se proprio siete disperati, potete mangiarlo da solo.
 Io, sinceramente, non ne vado matto. In italia non l’avevo mai provato anche perché lo consideravo un prodotto esotico, adatto solo agli hipster (all’epoca neppure si usava questo termine, quindi posso dire che lo consideravo solo cosa da cagoni). Qui l’ho provato ma esattamente come il nopal, lo vedo come un buon accompagnamento alla carne ma non mi fa nessuna voglia mangiarlo da solo. A casa con mia moglie, un aguacate resta sempre sprecato. Lo apriamo, ne usiamo una parte o quello che ci serve per quel momento, e l’altra metà rimane lì, dimenticata e triste. Ben presto si ossida, prende un colore scuro e dobbiamo buttarlo via. Lo so che se sei un messicano in Italia, starai piangendo leggendo questa tragedia, dato che in Italia gli avocado costano quanto il loro peso in argento. 

In realtà l’utilizzo più famoso e mondialmente riconosciuto dell’aguacate, è chiaramente il guacamole. Mole significa salsa in nahuatl, quindi ahuacamolli, guacamole, significa pesto di coglioni. Bellissimo. Per farlo è molto semplice, si può fare in un molcajete (mortaio) o nel velocissimo frullatore. Si mettono dei tomate verdi (se li trovate in Italia), peperoncino nella quantità che volete rischiare, sale grosso, aglio e cipolla (a gusto). Una volta frullato o macinato, aggiungete un po’ di aguacate ed è fatta. 

Perché ho detto che è un frutto fortunello? Be’, perché non dovrebbe esistere. Tempo fa ho letto un articolo interessante e sono riuscito a ritrovarlo. L’avocado si è sviluppato nell’epoca della megafauna del Cenozoico. Per capirci, mammut, smilodonti, tutte le bestie pelose e grandi che si vedono nei film degli anni ’70 con tema preistorico. I mega mammiferi mangiavano l’aguacate intero e cagavano il seme qualche chilometro più in là. In questa maniera la pianta poteva germinare grazie all’aiuto animale, esattamente come fanno tantissime altre piante. Se non fosse che per sfiga enorme la megafauna si estinse 13mila anni fa. Nessuno cagava più l’aguacate (letteralmente e metaforicamente). E allora? Bo. Non si sa come sia sopravvissuto. Quello che è certo è che nel 500 avanti Cristo gli umani lo coltivavano dal Messico fino al sud America. Come sia sopravvissuto per 12500 anni senza aiuti fecali, ancora resta un mistero. 

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5 risposte a Aguacate, lo stranissimo burro vegetale

  1. cavolo, mi hai tenuta attaccata al tuo post su un cogl…
    ciao!

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  2. sweetroock ha detto:

    hahha che ridere.. immaginavo che dovessi parlare del incremento del prezzo che ha avuto el aguacate negli ultimi giorni!! ci sono un sacco di meme in rete…. (come la foto della macchina Aguacar) ahahhaha

    E si, per noi messicani è un frutto prezioso… sono orgogliosa di dire che ho il mio albero di aguacate nel cortile di casa… è ancora piccolo, ha solo 9 anni ma quest’anno ha già 2 frutti!!! meraviglioso!!!

    In realtà basta buttare un seme di avocado in terra che germina subito… da quando ci sono qua, per ogni aguacate che compravamo, buttavamo il seme nel piccolo pezzo di terriccio che abbiamo in cortile… mi sono sorpresa quando ho visto spuntare 10 piantine di avocado!! le ho dovuto togliere e far crescere una sola!! 😉

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  3. SweetRoocks ha detto:

    Hahhaha ! Ma no!!! Buttalo in terra!! Anche in un vaso ! Vedrai come cresce

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