“La chica que me ayuda en la casa”


La chica que me ayuda en la casa: così dicono sempre i miei studenti quando devono parlare della colf, la domestica. Perché usano una frase invece di una sola parola? Eppure, di parole per definire una domestica, ne hanno! Molte però sono con un senso negativo. Il più neutro è mucama. O sirvienta. O semplicemente, la muchacha, sinonimo di chica, ragazza. Quindi, “la ragazza”. Da questa è derivata un’espressione decisamente più offensiva: la chacha. Dello stesso peso e significato offensivo, la gata.

In questo paese, quasi tutte le case hanno una domestica, che passa una o più volte alla settimana. Per dire che avere una domestica in Messico si presenta con la stessa frequenza che avere la lavastoviglie in Italia. Poter pagare una domestica non è assolutamente segno di appartenenza alla classe sociale alta. Questo perché il loro pagamento è molto basso, anche secondo i canoni messicani! Anche per il costo basso, sono così diffuse. Il loro lavoro può partire dalle più semplici pulizie di casa fino a diventare una factotum: stirare, cucinare, andare a prendere i bambini a scuola, fare la spesa, dogsitter. Anche per questo, alcune famiglie preferiscono che la/le domestica/che vivano nella stessa casa o in un alloggio che hanno vicino (la dependance, in italiano). 

È uno sfruttamento? Qualche volta sì. Se la carica di lavoro è molto grande, il pagamento diventa proporzionalmente ingiusto. Altre volte, però, quello della domestica è un lavoro che permette un’entrata onesta, pulita e rispettabile a persone appartenenti a settori sociali che si trovano svantaggiati, come ragazze madri o donne che non hanno avuto un’istruzione. Frequentemente, nascono relazioni di amicizia fra la colf e i proprietari di casa, rendendo sempre meno “professionale” il rapporto e trasformandosi in una quasi-adozione. Chiaro, dipende da caso a caso. Alcuni proprietari arcigni cambiano chacha più frequentemente di quanti cambino le mutande, perché appena scoprono un errore, la sbattono fuori e ne cercano un’altra. Operazione non difficile, vista la quantità di persone che in questo paese cerca e si offre per questo lavoro. 

Molte volte, la ragazza viene dal pueblo o dalla “provincia”, cioè dagli Stati messicani attorno alla capitale. In questo caso, è molto probabile che si sviluppi una sorta di razzismo sovrapposto, così spregevole e così tipico e frequente in questa nazione. Se è di fuori, è burina, se non ha studiato è ignorante, se è povera è pezzente, quindi se lavora in casa mia ho tutto il diritto di comandarla a bacchetta perché è inferiore, le sto solo facendo un favore. Vi giuro, alcuni studenti mi hanno fatto capire che questo è il loro processo mentale, implicitamente o con parole schiette. 

Altre volte, la colf permette una sorta di strano mix fra tradizioni popolari e medicina occidentale. Per esempio, una studentessa era molto preoccupata perché problemi la figlia stava male. Quando la domestica ha visto la ragazza, ha avvertito la madre che la bambina aveva ricevuto il malocchio. La colf si è quindi offerta di scioglierlo, facendo una “limpia”.la ragazza si è ripresa molto rapidamente. Inutile dire che la relazione con questa ragazza è cambiata dopo questo “incidente”. Effettivamente, questo aneddoto merita un articolo a se stante. 

Andando al mio caso personale, io non ho mai avuto una domestica, fino a sabato scorso. Perché? Per una serie di motivi. Primo, sono un tirchio spregevole. Non voglio spendere in cose così “secondarie”. Secondo, mia moglie il sabato sta a casa, e se io avevo quattro o cinque ore di lezioni, lei in quel tempo rimetteva a posto la casa. Così, lavoravo io, lavorava lei. Terzo, mi vergognavo molto al pensiero di avere una persona estranea in casa, pagata per togliere la sozzeria che lasciamo in giro. Ho sempre deriso le persone che pagano degli sconosciuti per farsi lavare le mutande. Come si dice, evita di sputare in alto, perché poi…in mia difesa, la lavatrice continuo a farla io. Le mutande sono una faccenda personale. Tu dun psssss

Così, abbiamo contattato una ragazza che avevamo conosciuto perché quattro anni fa prendeva lezioni di italiano assieme a suo figlio. Vive nel pueblo di fianco al nostro, arriva camminando. Devo dire che la vergogna non se n’è andata. Mentre lei lavorava io preparavo le lezioni della settimana ma mi sentivo “apenado”, imbarazzato. Ammetto però che quando ha finito, abbiamo scoperto che a casa abbiamo due finestre. Non si vedevano perché sono sempre state coperte di sporco. Ora possiamo addirittura vederci attraverso. 
(La foto è presa da internet, nell’immagine trovate il nome della pagina)

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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4 risposte a “La chica que me ayuda en la casa”

  1. consuelomurgia ha detto:

    Mmm, io non ho e non ho mai avuto una lavastoviglie… Però da quando vivo con mio marito ho un forno a microonde! Senti, Denis, mi è rimasta una curiosità: quali sono state le circostanze che dopo tanto tempo ti hanno convinto a chiamare una donna delle pulizie?

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    • merkaura ha detto:

      Ciao! È che Silvia si lamentava del fatto che se lavora il sabato in casa, la domenica la vuole passare riposando, questo significa che non uscivamo mai. Così gli ho tolto questa scusa 😀 in più, abbiamo raggiunto una stabilità economica che mi permette di tenere calmo il mio lato assurdamente tirchio

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  2. consuelomurgia ha detto:

    Ah, tanto per restare in tema, ti lascio il link della canzone La Criada di Amandititita: https://www.youtube.com/watch?v=_UqhFXYdEXw Non so se la conosci! Io l’ho scoperta quache anno fa e mi è piaciuta molto!

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  3. Pingback: Lord e Lady del piffero | Estoy Messicando!

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