Como agua para chocolate 

Stavolta vorrei usare un articolo per suggerirvi un libro, o un film!Devo ammettere che dal punto di vista cinematografico non sono mai stato una persona preparata. I film che guardo sono quasi tutti commerciali. Le opere indie o d’essai mi danno il prurito. Due anni fa, quando ho saputo che sarei andato a vedere un film ambientato su un divano, con due soli protagonisti che parlano per un’ora e mezza, mi sono girate le palle. Anche se poi il film è stato bello.

L’ultima volta che ho scritto un articolo su un film è stato quando hanno ambientato qui in Messico una parte del film di James Bond. In quel caso, il film mi è caduto in braccio, più che andarlo a cercare.
Stavolta, vi consiglio un film già molto famoso, ma che chi non conosce il Messico potrebbe aver lasciato da parte o semplicemente e gustosamente ignorato: Cómo agua para chocolate (Come l’acqua per il cioccolato, in traduzione italiana).


Nei quattro anni di permanenza in questo paese, varie volte ho sentito nominare questo titolo, ma l’ho sempre schivato perché…be’, perché sembrava straordinariamente noioso, uno di quei film da signora che ti fanno venire il latte alle ginocchia (per i messicani: te cansa, te aburre, te harta). 

Invece no. È un bel film. Credo comunque di averlo apprezzato soprattutto perché conosco già abbastanza bene questo paese e so leggerne anche i doppi sensi, i discorsi appena fatti iniziare e vari stimoli culinari o storici.

Do solo qualche accenno alla storia: siamo nel Nord del Messico, all’inizio del 1900, quindi in epoca porfiriana. Una ragazzina, Tita, per essere nata dopo altre sorelle e per essere figlia di una relazione adultera, viene “destinata” a rimanere zitella per poter mantenere la madre quando sarà vecchia. La bambina cresce nelle cucine, e a prendersi cura di lei sarà soprattutto la sguattera cuciniera, che le insegnerà tutte le ricette. A rompere il quadro già abbastanza fosco, sarà il fatto che Tita si innamorerà di un ragazzo, il quale chiederà la mano della ragazza alla madre. Ricevuta una risposta negativa, il tizio si adatterà…sposandosi la sorella. Questo dà inizio a una spirale di storie e tragedie che avranno come sfondo la Revolución mexicana e saranno raccontate dalla nipote di Tita, una messicana dei giorni nostri.

Partiamo dal titolo, “come acqua per il cioccolato”. Questa è un’espressione messicana che indica uno stato di forti emozioni, generalmente di rabbia. L’acqua deve essere bollita prima di poterla usare per fare il cioccolato. Allo stesso modo, una persona può definirsi così quando sta “bollendo di rabbia”. Non contento del primo significato, ho cercato un altro po’ e ho letto che potrebbe anche essere tradotto come essere pronto per quel che verrà, come una relazione, “el chocolate”. Mi sembra una lettura un po’ troppo romantica, cursi, per essere veritiera. 

Andiamo al contesto storico: la vicenda sembra ambientarsi in un mondo alieno, con regole desuete e metodi di preparazione ancora arcaici. Le stoviglie, le espressioni, le carrozze, i vestiti, le cure, un po’ tutto lascia agli occhi (o alla mente se leggerete il libro) l’idea di questo mondo lontanissimo. A separarlo dal nostro mondo è la Revolución, vero spartiacque della storia messicana e solo marginalmente conosciuta a livello globale, anche solo per la figura di Pancho Villa. La storia e la Revolución irromperanno nella casa e nella famiglia dei protagonisti del film, “rivoluzionando” la trama e riportando parenti dati per dispersi. 

Andiamo però al vero protagonista del film: la cucina messicana. Lungo tutta la pellicola, vedrete realizzare tanti piatti e strumenti che sono colonne fondamentali della tradizione di questo paese. Il molcajete, usato per preparare salse. Gli strumenti in pietra che servivano per creare il mole. Il riso alla messicana, i tacos, i dolci, la rosca de reyes, los chiles en nogada. Il cibo diventa veicolo di comunicazione perché la protagonista riesce a trasmettere nel cibo le proprie sensazioni. Faccio un solo esempio per non rovinare tutto il film: quando cucina piangendo, provoca un’intossicazione alimentare. Il cibo è pure presente in un’espressione che mi è piaciuta molto: “Uno no puede cambiar unos tacos por unas enchiladas así como así!”

Insomma, un bel film. Consigliato a chi già conosce bene il Messico o a chi vuole avvicinarsi a questo paese prima di visitarlo per la prima volta. Cioè, consigliato a tutti.

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2 risposte a Como agua para chocolate 

  1. wwayne ha detto:

    Anch’io ti suggerisco un libro, questo: http://www.fratinieditore.it/la_bambina_e_il_buio.html. Mi ha fatto spanciare dalle risate! 🙂

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  2. consuelomurgia ha detto:

    Io l’ho già visto un paio di volte a distanza di anni! Davvero particolare. Un’opera straziante e surreale appartenente al genere del realismo magico.

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