Cinco de mayo: perché, da stranieri, ci illudiamo che sia una festa?

Due anni fa un amica mi ha parlato del suo progetto di venire in visita in Messico. Voleva venire nel periodo più bello, vedere le sfilate di dia de muertos, colpire piñatas. Per questo, ha pensato di visitare il Messico il 5 de mayo, cinque maggio. Quando ce l’ha detto, l’abbiamo subito corretta. Ma allora perché ha avuto questo corto circuito, associando il cinco de mayo alla festa più grande del Messico? Tutta colpa dei film di Hollywood. Però andiamo con ordine!
Nel 1862 il Messico dovette affrontare uno dei momenti più difficili della sua storia, subendo l’invasione dell’esercito francese di Napoleone III, episodio ricordato come intervención francesa e che ho descritto in un articolo precedente. 
In questa shitstorm (tempesta di cacca, un neologismo inglese che sto adorando) ci fu un episodio glorioso, o in ogni caso positivo. La battaglia di Puebla, il giorno 5 maggio 1862.

 In quell’occasione, l’esercito messicano e la popolazione civile della città di Puebla riuscirono a bloccare l’avanzata dell’esercito francese, ritardando di qualche mese la conquista totale. Quindi, per evitare equivoci, la battaglia di Puebla non fermò l’invasione, ma almeno la posticipò e soprattutto dimostrò che l’esercito imperiale francese non era imbattibile.
Ecco allora che il cinque maggio può avere motivi per essere ricordato! E così è, ma ha una valenza di festa reale sono nella città dove avvenne lo scontro, a Puebla, capitale dell’omonimo Stato. Nel resto della repubblica, non si fa nulla, non si celebra realmente. Al massimo si ricorda la data. Tanto per dirne una, nemmeno me ne sarei reso conto che era già oggi, se la radio non avesse annunciato la temperatura di oggi, cinco de mayo. Questa ricorrenza è rimasta incastrata tra la festa del niño (che francamente schifo) e la festa della madre, vera celebrazione nazionale.
I film statunitensi, famosi a livello globale, hanno propagandato l’idea che il 5 maggio sia la festa nazionale messicana. Effettivamente, hanno la loro parte di ragione. La numerosissima comunità Latina negli Stati Uniti ha la propria festa in questo giorno. È stata infatti ribattezzata “festa dell’orgoglio messicano”. Una serie di coincidenze ha portato a questo risultato. La prima, l’emigrazione: fra i molti messicani che sono andati a vivere negli Stati Uniti, una comunità numericamente molto importante è rappresentata proprio dagli abitanti di Puebla, regione che ha avuto una vera e propria emorragia demografica. Più o meno come i Veneti! Questa componente numericamente forte ha sicuramente influito nei festeggiamenti dei messicani in territorio statunitense. Altra coincidenza importante è che l’anno successivo alla battaglia di Puebla, nel 1863, avvenne la battaglia di Gettysburg che pose fine alla guerra di Secessione, una sorta di eco di guerra per la/le libertà nazionali e individuali. Dal punto di vista statunitense, riconoscere e “gonfiare” la festa del cinco de mayo ha in più un risvolto di influenze geopolitiche. In accordo con la dottrina Truman, che recita “l’America agli americani”, il continente americano dovrebbe essere lasciato in pace dalle potenze europee. Chiaro che il retroscena è abbastanza evidente: il continente americano non deve essere toccato dall’Europa…perché è territorio di influenza statunitense.

Il riconoscimento statunitense di questa festa mette quindi un altro paletto in questa direzione: la battaglia di Puebla è una vittoria di un esercito americano contro un esercito europeo.
Per questo e per i film di Hollywood, la mia amica si è confusa riguardo alla reale importanza di questa celebrazione in terra messicana!
(Immagine da Wikipedia)

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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2 risposte a Cinco de mayo: perché, da stranieri, ci illudiamo che sia una festa?

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