Discutere di cliché con due italiani in visita

  Queste settimane, vari tecnici e ingegneri dell’impresa di mia moglie si sono ritrovati qui a Città del Messico. Avendo il fine settimana libero, hanno organizzato dei giri in centro, per vedere un po’ la capitale, essendo che alcuni di loro erano alloggiato nella BELLISSIMA Toluca (ogni sembianza di sarcasmo è puramente certa). 

Avevano fatto una comitiva eterogenea: quattro messicani, tre statunitensi, due italiani. Appena finita la lezione che avevo, li ho raggiunti in centro, nel bellissimo ristorante Cafe de Tacuba, che consiglio a tutti i lettori. 

Ho avuto quindi l’occasione di conoscere bene i due ingegneri, Marco di Torino e Vincenzo di Napoli. Considerando che io sono veneto, facevamo uno splendido quadro regionale italico. 

Abbiamo approfittato dell’occasione per toccare vari temi culinari-culturali e smontare i classici cliché…o confermarli. Non eravamo tanto cinici in partenza.

– Il flan napolitano, dolce molto diffuso qui in Messico, non ha nulla a che fare con la città partenopea. Anzi, Vincenzo ha potuto assaggiarlo per la prima volta propio qui.

– Discorso simile per il gusto di gelato napolitano, con cioccolato, vaniglia e fragola. Mai visto prima in suolo italico.

– oggetto fondamentale dell’italiano in trasferta è la moka, la caffettiera. I due ingegneri, costretti in un impianto industriale per 11 ore al giorno, quando hanno saputo che l’unica macchinetta del caffè presente aveva un guasto, sono entrati in crisi isterica. 

– il caffè espresso servito in Messico è, a detta di Vincenzo, “na sh-chifezza”

– sorpresa allo scoprire che molti studenti cercano di parlare con accento “italiano”, in realtà un tomo pseudo-napoletano, causato dai cliché usati nei film di Hollywood (e nei Simpson)

– il centro storico è tutto storto e fa loro un effetto strano, ma in ogni caso degno di svariate foto. Dopo avermi chiesto se c’è qualche pericolo di crollo, ci ricordiamo della Torre di Pisa e ci mettiamo a ridere.

– l’ingegnere Marco cercava chapulines, cavallette. Tristemente, non ha ancora potuto provarle. Questo ha dato inizio a una discussione sulle norme a volte ridicolmente rigide in suolo europeo. Per dirne una, la Expo di Milano non ha potuto esporre molto cibo perché gli alimenti “sospetti” sono stati bloccati alla dogana. 

– sapendo che la piazza centrale si chiama Zocalo, si sono messi a ridere e mi hanno chiesto se qui sanno cosa significhi zoccola in italiano (per i messicani: zoccola è sinonimo di Troia, che è sinonimo di corpivendola)

– quando tre italiani che non sono snob si incontrano in suolo straniero, diventano presto fratelli d’Italia. Le regioni che ci dividono sono anche la base cultural-gastronomica che ci unisce. 

Alla fine è stata una bella esperienza e so che la prossima volta che passerò per Torino o Napoli avrò qualcuno da poter salutare. 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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