24 aprile, Vivas nos queremos

#Vivasnosqueremos è l’hashtag e lo slogan che rappresenta le manifestazioni di oggi, questo evento chiamato anche #24a. Cosa sta succedendo?  

Negli ultimi mesi, la violenza contro le donne di questo paese si è aggravata…o tristemente è solo diventata più pubblica. Vari episodi della cronaca si sono susseguiti, in un crescendo odioso e all’apparenza inarrestabile. Gli episodi più famosi sono quelli che coinvolgono una giornalista e una banda di figli di papà. 

Nel primo caso, una giornalista statunitense che stava passeggiando per un quartiere di lusso è stata aggredita da un ragazzo che “scherzosamente” le ha abbassato le mutandine e poi si è messo a correre. Andrea, questo il nome della ragazza, ha sporto denuncia dopo essere riuscita a recuperare i video di sorveglianza che avevano ripreso l’episodio. Paradossalmente, da quel momento la ragazza ha cominciato a ricevere minacce di morte e messaggi che cercavano di farla desistere nella propria ricerca. È dovuta emigrare negli Stati Uniti, per sentirsi più sicura. Ora risulta che il tizio che l’ha attaccata è un noto personaggio televisivo, specializzato proprio in “scherzi” che prendono di mira persone a caso. Proprio per la sua fama, sembra intoccabile. 

L’altro episodio riguarda una violenza sessuale che un gruppo di quattro figli di papà ha perpetrato contro una ragazzina. I quattro giovani sono rampolli dell’alta società messicana, appartengono a famiglie ricche e per questo sono “intoccabili” dalla giustizia. Qualcosa però sembrava essersi mosso. Nonostante gli sforzi dei genitori che cercavano di coprire e proteggere questi mostri, le loro identità e le loro foto sono diventate un fenomeno virale e ora si possono vedere ancora girare in molte pagine di Facebook. Se volete cercarli, provate con il nome “Porkis”, il nome d’arte con cui sono conosciuti questi stupratori. Gli hacker di Anonymous Mexico hanno aiutato rendendo pubbliche le loro informazioni. Le imprese delle loro famiglie sono state indicate con il consiglio di boicottarle. Alcuni di loro, per evitare il peso di un processo, sono scappati all’estero, ma ora l’Interpol li sta cercando. 

Questi sono solo i due eventi più attuali di questa piaga. In realtà la gran parte di questa tragedia rimane silenziosa. L’ Estado de Mexico è l’entità statale con il tasso più alto di femminicidio al mondo. Le violenze domestiche rimangono spesso nel silenzio. 

La manifestazione di oggi viene fatta perché i cittadini prendano coscienza del fenomeno e si cerchi una soluzione. Una grande svolta potrebbe partire dalla famiglia: bisognerebbe smetterla di crescere le bambine inculcando loro l’idea di fragilità e di essere principessine, o dire ai maschietti che devono dimostrare di essere “forti” e bien chingones, magari usando l’aggressività e la violenza. 

L’immagine che vedete all’inizio articolo è la fontana di Coyoacan che per l’occasione si è colorata di rosa. 

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4 risposte a 24 aprile, Vivas nos queremos

  1. Michele ha detto:

    non saprei se questo comportamento e’ da attribuire alla cultura messicana del “macho”, oppure e’ questione di maleducazione/poca istruzione. Gli ignoranti ci sono ovunque ovviamente, ma purtroppo in situazioni con difficolta’ socio-economico si moltiplicano. Come sempre, probabilmente, la rispota sta nel mezzo. Tu sicuramente ne sai piu’ di noi.
    Ho la sensazione, che se un uomo non si comporta in un certo modo, viene deriso e considerato un gay se non si comporta da “macho”, ti e capitato?

    Poi in realta’, cosa vuol dire comportarsi da “macho”? prendere tutte le decisioni in casa , andare con gli amici nei locali solo da uomini?

    Un italiano che ha vissuto li alcuni anni, mi raccontava che e’ socialmente accettato che gli uomini vanno nei nightclub, anche quando sono sposati. Vero?

    non voglio offendere nessuno, le miei sono domande da chi non vive li, e sa poco della cultura messicana.

    Ciao

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  2. clibi ha detto:

    Speriamo che dalla fontana colorata di rosa si passi anche a fatti concreti, magari insegnando nelle scuole cosa vuol dire avere rispetto e punendo chiunque non ne ha….

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  3. Gregorio ha detto:

    Una precisione, la giornalista Andrea è americana (degli Stati Uniti) non messicana. Saluti da un messicano che abita a Milano!

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