Torres de Potrero

Ho un alunno in una situazione tragica. Ha l’esame di italiano in pochi giorni, e quando l’ho conosciuto mi diceva che il plurale di gatto era gattos. Ho saputo che sta “studiando” italiano da un anno, e l’esame copre il presente e il passato prossimo, ma non aveva la minima idea di quali fossero gli articoli. Comunque, questo è il mio lavoro quindi ho accettato l’impresa disperata e ho cominciato a dargli lezioni. Lui si è impegnato e ha fatto buoni progressi ma il tempo è comunque poco. Ha preso lezioni addirittura domenica, approfittando che mia moglie non c’era e avevo tanto (troppo) tempo libero e zero vita sociale. Il sabato aveva un’altra lezione e avendo scoperto che non vive tanto lontano da casa mia, ho deciso di accettare di dargli lezione a domicilio, e magari farmi una camminata per raggiungere casa sua. La zona dove vive l’avevo sempre sentita nominare come zona di arrivo di bus, ma non l’avevo mai visitata. Si chiama Torres de Potrero.
  
Mentre mi avvicino, la strada che va in discesa comincia ad avere una pendenza forte. Ho panico delle discese quindi punto bene i piedi e cerco di evitare di scivolare. Per fortuna non ho le scarpe con la suola liscia sennò sarei già disteso. Arrivo ad un punto in cui non ricordo più come procedere, e tiro fuori Google maps, che mi prende per mano e mi guida. Nel frattempo, scatto la foto di inizio articolo. La strada diventa un budello, poi delle scale permettono di raggiungere un’altra strada, più in basso. Sembrerebbe un paese ligure, di quelli con stradine saliscendi e le macchine costrette a manovre ridicolmente difficili per poter muoversi fra questi budelli medievali. Se non fosse che qui di medievale non c’è proprio nulla, è tutto figlio di abusi edilizi e un progetto di costruzione degno di un cerebroleso. 

Finalmente arrivo al punto dove dovrebbe esserci casa sua, ed effettivamente c’è una porta. Lo chiamo, mi apre la porta e…miracolo. A dispetto del pueblo e della condizione della strada, la casa all’interno è bellissima, sembra la casa museo di Frida Kahlo. Colori vivaci, cactus sistemati a regola d’arte, mobili in legno lucidato e posate degne dell’epoca coloniale. Bellissimo. Varie volte in questo paese ho avuto la stessa sensazione, il ceto economico di una famiglia è impossibile da misurare vedendo l’esterno della casa, un’idea che ho potuto maturare anche a Neza

Dopo due ore e mezza, lo studente offre gentilmente di riaccompagnarmi fino alla fermata. Scopro così che nonostante abbia 17 anni, guida già con la perizia di un microbusero. Un’altra volta mi inoltro per il paese, stavolta vedendone la versione “automobilistica”. È terribile. Qui come nel resto della repubblica, se vuoi passare e non ci stanno due macchina allo stesso tempo, prendi il tuo spazio con la legge della giungla. Quando la strada si inerpica prendendo un inclinazione di salita di quasi 30 gradi, ci ritroviamo di fronte il camion della spazzatura, che discende orgoglioso e gagliardo, forte della sua stazza e del proprio carico tracotante di merda urbana. Il mio studente deve fermarmi e fare retromarcia, fino a trovare un budello laterale che permette al mostro dell’immondizia di proseguire. Il manto stradale è semplice cemento, scavato in alcune righe per “dare aderenza” (?). Lo studente mi racconta che quando piove la macchina può slittare e cominciare a perdere il controllo delle ruote, sbattendo a volte contro i muri delle case. Alla fine riesce a riportarmi al punto di partenza. 

In questo paesino, come in un altro che sorge poco lontano, ho pensato a volte che l’unica soluzione sarebbe radere al suolo tutto, non lasciando nulla più alto di cinque centimetri, e ricostruire tutto da zero, con un piano serio, degno del numero di abitanti che vivono in questo quartiere. In realtà questo conato fascista è causato solo dai problemi che vedo aggravarsi sempre più a livello di infrastrutture. Le torri che danno il nome a questa colonia sono delle torri per distribuire l’elettricità alla zona. Manca sempre più l’acqua perché degli immobiliaristi senza scrupoli stanno costruendo appartamenti di lusso e villette in questa area (che era) verde e tranquilla. A subirne le conseguenze sono gli abitanti dei quartieri più antichi e popolari, come appunto Torres de Potrero. C’è traffico a quasi tutte le ore, l’acqua scarseggia varie volte all’anno e in generale le infrastrutture e le risorse sembrano tutte arrivate ad un punto critico. Se qualche riccone si costruisce la casa e ha bisogno di acqua costante, chi se ne frega di qualche mugroso che si ritrova senza acqua corrente per tre settimane? Se vuole più diritti, che si trasferisca in un’altra casa, se può permetterselo. O almeno, questa sembra la logica. 

Annunci

Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
Questa voce è stata pubblicata in La mia avventura e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Torres de Potrero

  1. Michele ha detto:

    Ciao Denis, leggo i tuoi post, sempre. Oggi hai pubblicato di domenica 🙂
    Anyway, qualche italiano che vive li’ mi raccontava che ogni tanto manva l’acqua.
    Capita solo in certi quartieri periferici? a te e’ mai capitato di non avere l’aqua per alcune settimane?

    Ciao,
    Michele

    Mi piace

    • merkaura ha detto:

      Ciao Michele! Grazie per la tua fedeltà 😀 mancare l’acqua per settimane no no, solo è successo che è mancata l’acqua per 24 ore o 36 al massimo, finora è successo solo 2 volte in quattro anni! Se fanno riparazioni chiaramente avvisano prima, ma sono cose eccezionali. Il problema sono le zone “popolari” come la Delegación Iztapalapa. Lì l’acqua manca molto spesso, ma essendo la maggior parte degli abitanti povera, non hanno peso politico quindi hanno problemi per farsi valere e avere un servizio di acqua decente. In generale, quando uno vive in una zona “di lusso” avrà servizio di acqua continua. Nella zona dove vivo io ci sono eccezioni perché l’esplosione edilizia non tiene in conto le reali possibilità idriche della zona 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...