Insegnare italiano a un hispanohablante (3) guida per dummies

Come promesso, continuo con il microcorso per professori principianti!!! Yeeeee fine falso entusiasmo. 
Eravamo rimasti ai sostantivi. Ora gli studenti hanno la possibilità di riconoscere e manipolare tutti i sostantivi, usandoli bene. Hanno i mattoni, ora è il momento di costruire, facendo lavorare quegli sfaticati. Arriviamo quindi alla parte più importante della grammatica, i verbi.

  
Le colonne portanti: essere…
Tutte le lingue hanno centinaia e centinaia di verbi regolari. Poi hanno questi bastardini. Essere e avere hanno una forma irregolare, cioè “cambiano faccia” ogni volta che si cambia la persona. L’avete mai notato? Sicuramente no, se non siete dei professori. Sono, sei, è…ma siamo matti? Non ci si capisce niente! In effetti…lo sforzo necessario per apprendere questi verbi è notevole, ma io le considero delle colonne portanti, servono per descrivere e caratterizzare persone e oggetti, senza avere nessuna conoscenza ulteriore.

Come sempre, cercate di evitare lezioni noiose. Scrivere alla lavagna la coniugazione completa e poi farla ripete a pappagallo può sembrare una soluzione, ma non lo è. Vi consiglio di giocare, come fatto altre volte. Partite presentandovi. “Sono…”. Poi con la mano aperta indicate una persona, offrendo il turno. Se la persona è intimorita, ripetete la frase. Vedrete che risponderà, poi passate agli altri studenti. Ora il seguente passo: “sei Camillo?” O qualsiasi altro nome assurdo che vi verrà in mente. 
Chiedo scusa ai Camillo che stanno leggendo.
 Se la persona è intelligente, potrà rispondervi con un no. Se non capisce, usate una nazionalità diversa dalla loro: “sei argentino?” A quel punto, sicuramente capiranno e diranno No. Ora, simulate la risposta: no, sono messicano, indicate il ragazzo e quello finalmente dirà la frase completa. Poi con le mani fate un segno che partendo dallo studente uno vada allo studente due, indicando che dovrà chiedere lo stesso, e così via. Se è un solo studente, bombardatelo con domande. Usate tutto quel che vi viene in mente, ricordando che la lingua italiana è simile a quella spagnola in molti punti importanti. Perciò, usate nomi propri, nazionalità, stati d’animo (sei contento?) ma fate anche domande sul luogo. Sei in un bar? Sei a scuola? Fate loro capire che in italiano non c’è differenza fra ser e estar. SÌ, LO SO, in italiano esiste il verbo stare ma non complicate la vita dello studente a questo punto. C’è tempo. Se avete un gruppo, passate alla seguente domanda con lui lei, facendo domande intrecciate. Tipo, fate una domanda allo studente uno sullo studente due: lui è intelligente? 
Se ci sono donne tra gli studenti, tanto meglio! Dico, a livello generale, non solo grammaticale. Per fortuna che mia moglie non legge questi articoli. Dicevo: se ci sono uomini e donne, potete subito usare lui e lei, differenziando. Se c’è un solo studente a sorbirsi le vostre perle di saggezza, usate un giornale o delle foto. O fantasia. Io sono pigro, non ho mai giornali con me. Prendo una bottiglia d’acqua e dichiaro che lui è Damiano. L’unico vero limite è la dignità.

PUNTO SUPER IMPORTANTE: se chi sta leggendo è della mia stessa generazione, sicuramente può ricordare una cosa tipo io, tu, egli, ella, noi, voi, essi, esse. Per favore, non fatelo. Sono pronomi inutili, a meno che stiate addestrando dei futuri Ungaretti. I pronomi sono io tu lui lei noi voi loro. Punto. Si usano i pronomi utili. Se volete insegnare “ei fu” fatelo ma a vostro rischio. Economicamente è controproducente. Gli studenti scapperanno come gli atei durante una visita sacerdotale a domicilio. 

Quindi, cercate di introdurre il verbo usandolo direttamente. Solo una volta che avete finito, scrivete il verbo alla lavagna. Assicuratevi che lo abbiano memorizzato continuando con le domande. 

Temi connessi? Molti e utilissimi. Dato che hanno il verbo essere, possono imparare i paesi e le nazionalità. Fate imparare i paesi “utili”, quelli più importanti, quelli che confinano con il loro paese o quelli che hanno a che fare con la loro impresa o scuola. A nessuno frega un cazzo del Liechtenstein. 
Chiedo scusa ai gloriosi abitanti del Liechtenstein. 
Dopo o in alternativa alle nazionalità, potete spiegare le caratteristiche fisiche e comportamentali. Le descrizioni di base: basso, alto, magro, grasso, intelligente, tonto, simpatico…
…e avere
Anche avere è una brutta bestia. Vi giuro che non è normale che un verbo sia di una sola vocale. Io ho. Io ho. È proprio brutto.

Detto questo, usate la stessa tecnica. Ragazzi, per favore, fate esempi semplici: i miei esempi di base sono hai un gatto? Hai un cane? Ricordate che li hanno già imparati con i sostantivi. Considerate di chiedere “hai una tenia intestinale?” solo dopo la decima lezione. Poi passate a oggetti di uso comune, magari introducendoli con foto se non li conoscono. Computer, macchina, un ragazzo/una ragazza, figli…sta a voi vedere se potete sfondare il muro della privacy, non tutti gli studenti ne sono felici. 

Fatto questo scrivete il verbo. Mostrate come la H non si pronuncia. Mai. 
Temi correlati? Ufff, molti. L’età, per esempio. Può essere il momento giusto per introdurre i numeri. Quanti anni hai è una domanda basica e utilissima. Se ci sono ragazze in gruppo…valutate voi, dipendendo da quanto permalose sembrano. Il prossimo articolo grammaticale vi darò qualche tip, consiglio su come spiegare i numeri. Ah, se state dando lezione ad una creatura millenaria, tipo un ent o una fenice, magari evitate l’età perché il numero sarebbe troppo alto per questo livello. 

  
Altri temi utili possono essere i mezzi di trasporto, gli animali domestici, il nucleo familiare. Tutte cose che si possono “avere”. Vedete? I temi arrivano da soli, come chicchi di un grappolo. 

Alla prossima!!

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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