Di male in peggio, contingencia ambiental

 

Ci risiamo.

Chi vive in questa città, o chi legge spesso i miei articoli, sicuramente saprà che questo periodo è…be’, leggermente difficile per questa capitale. L’arrivo di una primavera calda e senza una bava di vento ha peggiorato la già grave situazione ambientale, dando origine a un allarme ambientale. Conseguenze? Ogni giorno, il 20% delle macchine deve rimanere a casa; il giorno che ti corrisponde lo sai controllando con quale cifra termina il numero della tua targa. La situazione dovrebbe continuare fino al 30 giugno…speriamoIMG-20160409-WA0005

Una misura drastica ma efficiente? No. Sono già stati effettuati degli studi e risulta che la riduzione dei contaminanti è minima. Cioè, questo sforzo non serve. Perché? Perché una buona parte dei contaminanti dipende da fabbriche altamente inquinanti e mezzi a motore che non devono rispettare nessun tipo di blocco: il trasporto pubblico “microbus”. La corruzione fa il resto.

Vari cittadini, nei giorni di Hoynocircula, hanno fatto e reso pubblici vari video che mostravano le nuvole nere che buttano gli autobus. Non parlo metaforicamente, guardate:

Come se non fosse abbastanza, nella seconda metà della settimana la situazione è peggiorata. Soluzione? Doppio Hoy no circula. In quel momento ben due gruppi di macchine ogni giorno sarebbero dovute rimanere a casa. Questa misura di emergenza è risucita a colpire pure i ricconi che hanno varie macchine. Quali vie di uscite restavano? Solo due:

  • Opzione popolare: il trasporto pubblico, microbus, metro, metrobus. Il sistema è collassato. Treni del metro strapieni, autobus che non potevano nemmeno fermarsi perché appena rallentavano le persone cercavano di attaccarsi al volo. Per lo stesso motivo, gli autobus facevano altri duecento metri, facevano scendere le persone che dovevano e facevano salire le persone più rapide, che erano riuscite a correre fino a quel punto. Pure i taxi hanno fatto gli straordinari, raccogliendo tutti i cittadini che non hanno potuto prendere il bus, ma per lo stesso motivo era difficilissimo prenderne uno perché tutti erano occupati.
  • Opzione borghese: Uber. Questa azienda, che si era proclamata paladina della libera scelta e aveva rotto il monopolio dei taxi, stavolta ha dato il peggio di sé. Dato che la tariffa è flessibile e più la domanda è alta maggiore sarà il prezzo, il costo del servizio è andato alle stelle. Casi di vero strozzinaggio, tipo 100 euro per trenta minuti di tragitto. La Repubblica ha deciso di cominciare azioni legali per obbligare l’azienda a rispettare alcuni limiti. Come dire che si aprirà spazio per altre aziende che facciano la stessa cosa.

Nel frattempo, l’unica cosa che ci resta da fare è controllare giorno per giorno quali sono le condizioni di guida per il giorno successivo. Come sempre, i meme cercano di sdrammatizzare questa situazione abbastanza incasinata.

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