Aprile violetta: jacarandas a Città del Messico

  
Quattro anni che vivo in questa città. Quattro cicli stagionali che in teoria dovrei aver vissuto e quindi conosciuto. Quattro anni, e mai mi ero reso conto che la primavera a Città del Messico è bellissima. Soprattutto quest’anno che fa un caldo boia. Finalmente! Non un caldo debole, che in ogni caso fa sempre impazzire i messicani debolucci. Una primavera bellissima, e mai vista prima.

Magari devo questo al fatto che cammino sempre con lo sguardo basso. Mi concentro sull’asfalto, saltando cacche, buche, a volte non riuscendo ad evitare i fili della luce pendenti o che sono mollemente vicini al livello dei pedoni. PAF. Sbatto contro un filo della luce lasciato cadere come una liana, fortunatamente sprovvisto di corrente. Così impari. Bobo.

Quest’anno ho provato a concentrarmi di più sui cambiamenti stagionali, clima flora e fauna. E sinceramente, anche se il Messico ti può offrire quattro stagioni in 24 ore, si può apprezzare l’esplosione della vita che contraddistingue sempre questa stagione. In particolare, una pianta è quella che fa da protagonista in questa capitale: la jacaranda.  (Grazie Elena per la foto!)

È un albero meraviglioso, e questa città ne è piena. Perché non l’avevo mai notato? Perché non l’avevo visto in fiore. No, mi correggo. Sicuramente l’avevo visto, ma mai l’avevo guardato. La jacaranda presenta dei fiori violetta, sparsi in una chioma enorme. Grandi nuvole viola si vedono lungo tutte le strade principali, fanno capolino fra qualche giardino di ricconi o si possono apprezzare come macchie fugaci quando sei sul bus. Ma quando quest’albero dà il meglio di sé è in lunghi viali. Bellissime strisce viola che sembrano spaccare il grigiore tipico cittadino. 

  
Dalla forma e dai colori questo mi sembrava un albero giapponese. Risulta che mi sbagliavo. Come mi capita spesso. Sigh, me tapino. La jacaranda è al 100% latinoamericana. Di origine brasiliana, per essere precisi. Sembra infatti che abbia toccato suolo messicano e abbia presto attecchito a Veracruz, porta storica del Messico. Un giorno dovrò visitare quella città. Tutto quello che è venuto da “fuori” (europeo, brasiliano, statunitense, cibo, invasore, diplomatico, tre eserciti incazzati chiedendo che gli si pagassero i debiti…ogni riferimento a cose o fatti reali è puramente casuale) è entrato passando per il porto di Veracruz.  
Aggiunge jrnogalblue: “Molte cose venute da fuori sono entrate passando per un altro porto messicano: Acapulco.

Questo porto era il punto d’arrivo e da dove salpava “La nao de China”, “La nave dalla Cina” ossia il galeone da Manila, questo era il nome generico delle navi che univano la Nuova Spagna con le isole Filippine, dal 1565 al 1815.

A Acapulco la seta e la porcellana cinese e le spezie dall’India e molte altre cose sono arrivate (e dopo furono imbarcate per la Spagna da Veracruz).

Molto presto, la jacaranda arrivò anche nella capitale, dove ebbe una vita gloriosa, al punto da essere, ora, uno dei simboli della primavera cittadina. Quattro anni e non l’avevo mai notata. 

Non fate come me. Se a forza di guardare basso trovate per terra un peso ogni quattro o cinque giorni, se evitate tutte le buche, se non arrivate mai al lavoro con le scarpe finite in una pozzanghera…non ne vale la pena. Alzate gli occhi! Guardatevi intorno. Calpestate qualche cacca. Non succede niente, vi ripulirete, ma magari guarderete per bene una jacaranda. 

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2 risposte a Aprile violetta: jacarandas a Città del Messico

  1. jrnogalblue ha detto:

    Molte cose venute da fuori sono entrate passando per un altro porto messicano: Acapulco.
    Questo porto era il ponto d’arrivo e da dove salpava “La nao de China”, “La nave dalla Cina” ossia il galeone da Manila, questo era il nome generico delle navi che univano la Nuova Spagna con le isole Filippine, dal 1565 al 1815.

    In Acapulco la seta e la porcelana cinese e le specie dall’India e molte altre cose sono arrivate (e dopo furono imbarcate alla Spagna da Veracruz).

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