Contingencia ambiental, dovremo abituarci a vederla sempre più spesso?

  
Come tutti gli abitanti della città sanno, questa settimana di marzo si sono raggiunti valori di inquinamento altissimi, e questo ha fatto partire la contingencia ambiental (allarme ambientale). Non immaginatevi che siano state organizzate giornate ecologiche, conferenze, discorsi ai bambini delle elementari o altre boiate. No no, la situazione era tanto grave che hanno fatto funzionare alcune restrizioni draconiane nella circolazione. A turno, ogni giorno doveva rimanere a casa un quinto delle auto. Bueno, questa è la teoria. La pratica è leggermente differente. Parto dal mio caso particolare.

Ho una macchina nuova, ha meno di due anni e ha valori molto bassi di consumo di benzina e di inquinamento. Per questo, ha un adesivo che dice 00, indica che non avrebbe bisogno di controlli frequenti dei gas di scarico. Il mercoledì mattina sono partito tranquillo, avevo saputo che nella notte era scattata la contingencia ambiental ma avendo la macchina nuova non me ne preoccupavo. Grasso errore. Arrivato all’edificio della lezione, ricevo una chiamata di mia moglie che mi conferma che oggi era proprio il giorno in cui la nostra macchina doveva stare a casa perché la targa terminava con uno dei due numeri considerati “proibiti” per la giornata. La sua impresa aveva mandato una mail a tutti i dipendenti avvisando che, in misura eccezionale, le persone che avevano la macchina che non circolava ma che ormai erano già arrivati al lavoro potevano lasciarla lì tutta la notte e recuperarla il giorno dopo. Così abbiamo fatto. Mia moglie è arrivata, ho tolto la macchina consegnando il mio badge di visitante, salutato il poliziotto dell’entrata. Ho fatto il giro del quartiere, sono rientrato con mia moglie e con il suo badge di dipendente, ho ri-salutato il poliziotto. Che mi ha guardato a bocca aperta. 
Il resto della giornata si è svolta normale, senza auto. Il metro e il metrobus (mi dicono che pure i bus “non microbuseros” come quelli verdi) erano gratis, per invogliare la gente a usare il trasporto pubblico. Solo nella lezione della sera ho notato che due studenti avevano gli occhi che lacrimavano. 
Anche il giorno seguente è stato di blocco, e verso il fine settimana hanno rimosso il divieto della circolazione di alcune targhe. Dubito che la qualità dell’aria fosse migliorata molto, credo invece che abbiano dato ai cittadini la possibilità di andarsene da Città del Messico, dato che stava per cominciare il megaponte di 10-12 giorni tra il compleanno di Benito Juarez e la Pasqua. 

  
L’ultima volta che c’era stata una misura di sicurezza di questo tipo è stato 12 anni fa. Cosa è cambiato in questo tempo, che ha riportato la città in una situazione così grave? Ho letto sul tema e quasi tutti i giornalisti o ricercatori concordano su almeno due punti: la riforma delle targhe e delle revisioni, e il nuovo codice stradale con il limite assurdo della velocità.

Parlando della riforma delle targhe: il Messico aveva un sistema abbastanza chiaro per definire le macchine più o meno inquinanti. Si chiama Hoynocircula (oggi non circola). Se una macchina inquinava poco aveva uno 0 (zero) in un adesivo. Se era ancor più moderna e/o meno inquinante, ne aveva due (00). Le macchine che non avevano queste calcomanie, adesivi, dovevano rispettare un codice che le obbligava a stare ferme un giorno alla settimana. Il numero finale delle targhe denotava un certo colore e un giorno di blocco preciso:

Lunedì: giallo 5 e 6

Martedì: rosa 7 e 8

Mercoledì: rosso 3 e 4

Giovedì: verde 1 e 2

Venerdì: blu 0 e 9

Quando la situazione si è aggravata hanno allargato questa misura anche ai sabato: così, le macchine dovevano stare ferme un sabato al mese, dipendendo dal numero della targa. Dove è il problema? Il problema è che qualche mese fa hanno dato la calcomania 0 e 00 a un sacco di macchine vecchie o che dal punto di vista ecologico non la meritavano, col risultato che non erano più obbligate a seguire il programma Hoynocircula. Il 95% delle auto non era più obbligato a rispettare i giorni di divieto.

  
L’altra grande causa sembra essere stata la riforma stradale di cui ho parlato qualche tempo fa. Una delle novità più contestate era il limite ai 50 km/h in quasi tutte le strade. Bene, risulta che il motore sottoposto a sforzo per mantenersi a quella velocità consuma molta più benzina e rilascia più inquinanti. 

A questo dovremmo aggiungere altri problemi, più “congeniti”. 

Alcune macchine, illegali da anni a Città del Messico, come i vochos, circolano invece tranquillamente nelle zone di periferia, come i pueblos di collina.

Moltissime famiglie hanno due o più macchine. Quando il blocco influenza un’auto, semplicemente usano un’altra. 
Il trasporto pubblico, come metrobus e microbus, sono inquinanti. A volte anche molto. Ci sarebbe la necessità di rinnovare tutto il parco macchine del cosiddetto “trasporto ecologico”, che ecologico non è. 

  
 I verificentro, i luoghi dove si fanno le revisioni e i controlli delle emissioni, possono essere frequentemente corrotti. Se aggiungiamo a questo lo slogan che vedo quasi sempre fuori da un verificentro, “Pasa porque pasa” (cioè, la tua macchina passerà il controllo in ogni caso) potreste farvi un’idea sconsolata della situazione, come ho fatto io. 

Sembra che fra due settimane, concluse le vacanze di settimana santa, riprenderanno le giornate con divieto di circolare ad alcuni gruppi di targhe. Spero che non diventi una prassi eterna, causata da un problema che si preferisce non risolvere.

  

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2 risposte a Contingencia ambiental, dovremo abituarci a vederla sempre più spesso?

  1. Maria Teresa ha detto:

    Di ritorno dal Messico.. In effetti il traffico è un problema grave soprattutto perché non si rispettano i semafori e i pedoni in primis. Un mio amico messicano quando si doveva attraversare la strada mi prendeva per mano e chiedendo a non so chi “cruzamos?” mi trascinava in strada e niente valeva la mia obiezione “ma è rosso!”… Ho pensato che la cosa piu sensata che avessi fatto prima di partire era stata un’assicurazione sanitaria ..il pericolo inimmaginabile in Messico era quello di essere investita … Comunque il Messico e’ stupendo e non vedo l’ora di tornarci

    Mi piace

  2. Pingback: Di male in peggio, contingencia ambiental | Estoy Messicando!

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