Il giorno del pinche clima loco

  
Mercoledì è stato un giorno “particolare”. Appena ho aperto la porta ho sentito che c’era un vento fortissimo che ululava accompagnato da una pioggerellina fredda. I cani, che normalmente quando si apre la porta schizzano fuori come mercurio, sono rimasti fermi sulla soglia. Sicuramente stavano calcolando i pro e i contro di cagare nel salotto appena fossimo partiti per andare al lavoro. Ho dovuto “incoraggiarli” e appena terminato son tornati di fretta in casa.

La prima lezione della giornata ce l’ho in una sala con un’enorme vetrata, e mentre il sole uscendo dava inizio ufficialmente al giorno, ho potuto vedere che “pintaba lluvia”. Questo verbo, pintar, è bellissimo. Significa dipingere, ma in Messico lo usano per indicare come la giornata sta per mostrarsi, come se fosse un presagio. Quindi, la giornata “si stava dipingendo” come di pioggia. Ah, poesia pure. Finita la lezione, mentre raggiungevo in macchina il posto dove avrei preso il bus per la lezione seguente, ho visto che la schizofrenia climatica aumentava. Ora si poteva apprezzare una pioggia moderata, con sole, e un enorme arcobaleno che forava la cappa grigia. Bellissimo, sarei stato disposto a fare un incidente per scattare la foto. Per fortuna la mia cugina acquisita mi ha passato una foto migliore. 
  

Arrivo alla seguente lezione e come uno stupido mi rendo conto che ho dimenticato l’ombrello in macchina. Mentre spiego i comparativi in italiano, sento che parte un acquazzone. Poi si ferma. Poi riprende. Poi si ferma. Ho la fortuna di raggiungere casa mia in un momento di pausa degli acquazzoni. Anche il sole si accendeva e si spegneva come se qualche imbecille stesse giocando col pulsante del lampadario. Mentre mangio, il vento riprende forza, e salta la luce. Vabbè, penso che è un segnale per partire verso la seguente lezione. Riprendo l’auto, arrivo al portone e comincio a schiacciare ripetutamente il pulsante di apertura. Tonto. Se non c’è luce, non si apre. Prendo un rastrello e in punta di piedi cerco di spingere un perno per aprire manualmente il portone. Ci riesco, apro una parte, ma mentre mi avvicino all’altra il vento la riporta violentemente alla posizione iniziale. Riprovo, niente. Chiaramente il pinche vecino psicopático non mi dà una mano. Mi arrendo, parcheggio la macchina e vado a prendere il bus. Alla fermata noto che un albero è caduto, bloccando una strada (fortunatamente non la mia) ed è comodamente stravaccato sopra i fili della luce. Spiegato il mistero misteriosamente misterioso della mancanza di luce elettrica. Dentro il microbus, avviene una scena tra il simpatico e l’agghiacciante, che vi racconterò nel prossimo articolo. 

Arrivo a scuola e comincia a suonare un allarme. Continua per trenta minuti. Aiutando la concentrazione mentre spiego i pronomi diretti. Scopriamo poi che il vento ha fatto sbattere del metallo contro la rete di sicurezza. Il tempo continua intermittente fino alle 9, quando devo riprendere il bus. Mi avvicino alla porta di uscita della scuola e c’è grandine! Per fortuna il checador mi avvisa che sta per arrivare il bus che cercavo, e dopo un quarto d’ora, quando scendo, pace assoluta. Nella notte, mentre mi metto chismoso in Facebook, scopro che sono caduti 600 alberi in tutta la città, che la mega bandiera di San jeronimo è stata strappata dal vento e che due cartelloni pubblicitari sono caduti. Questo è quello di Toluca che ha schiacciato due macchine che stavano passando.


 La spiegazione del perché mi è arrivata con questo simpatico disegnino. Due fronti si sono incontrati, potenziandosi a vicenda. 

  
Mi rifiuto di tradurre in italiano “bete a la berga”.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Civiltà e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Il giorno del pinche clima loco

  1. Darío ha detto:

    Joesiete! Ma il tipo in auto è sopravvissuto???

    Mi piace

  2. Jr ha detto:

    Era una donna e certamente è sopravvissuta.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...