Todos al Angel!

Alcune città hanno acquisito dei monumenti come simboli fortissimi per rappresentarle. Questo è stato fatto volontariamente, o non. La torre Eiffel? Parigi. Il Colosseo? Roma. Le piramidi? Il Cairo. Questo almeno per le più fortunate che sono riuscite a rendere internazionale e mondialmente conosciuto il loro feticcio. E Città del Messico? Ha l’Angel.Certo, soltanto i messicani riconoscerebbero l’Angel come simbolo della capitale. Al di fuori del Messico, questo monumento su colonna è praticamente sconosciuto (a differenza di Teotihuacan, simbolo universale della cultura messicana). Allora come ha fatto a diventare quasi sinonimo della capitale?

  
Effettivamente, la città presenta vari edifici o strutture di dimensioni o importanza monumentale. Il zocalo, la cattedrale, la basilica della Guadalupe, El Templo Mayor, la Torre Latino, il castello di Chapultepec…perché proprio l’Angel?
L’Angel è estremamente originale e artisticamente incomparabile? Más o menos. La statua posta in cima della colonna dell’indipendenza è opera di un italiano, ma è chiaramente ispirata dalla colonna parigina chiamata dell’Angelo della libertà, in piazza della Bastiglia. (Foto da http://tamfrut2.blogspot.mx/2012/02/el-angel-de-la-ciudad-de-mexico-tambien.html)
  Certo, la colonna è molto alta e la sua posizione è particolarmente strategica. Voluto e costruito sotto il porfiriato, per celebrare il primo secolo dall’Indipenza, la colonna si trova lungo Reforma, gli Champs élises messicani, che potete piacevolmente percorrere a piedi o in bici la domenica. Realizzato anche con il contributo di un italiano, questo monumento è caduto in seguito a un terremoto degli anni 50 per poi essere rifatto e riposizionato in maniera più resistente. 
Io credo che la sua centralità e importanza sia prima di tutto psicologica. È un punto focale per gli abitanti della capitale, un luogo dove festeggiare. Questo vale soprattutto (o solo?) per gli eventi sportivi. Vittorie della nazionale di calcio, di atleti messicani, di alcune squadre della capitale (come Pumas) portano spesso al “Todos al angel!” per celebrare. Nella foto, celebrazione della vittoria sulla Croazia.

  
La settimana scorsa, però, è successo qualcosa di strano. C’è stata la cerimonia degli Oscar. Se uno volesse provare un po’ di nazionalismo messicano, poteva avere qualche elemento da cui partire, considerando che ben due messicani, il regista Iñarritu e il “chivo” Lubezki hanno visto degli Oscar. Bisognerebbe aggiungere che nessuno dei due ha minimamente nominato il Messico, né condiviso il successo col loro paese natale. L’oscar è stato un premio personale, per essere dei professionisti internazionali. Ma tant’è, se si voleva cercare un motivo per uscire in piazza, uno se ne trovava facilmente. La cosa strana è che alcune persone sono andate all’Angel per festeggiare…l’oscar di Dicaprio.  

 Quando l’ho letto credevo fosse una notizia de El Deforma, il Lercio messicano, invece era vero. Molte persone hanno commentato in Facebook che stavano sentendo pena ajena, cioè pena per qualcosa fatta da un’altra persona, in questo caso i festeggianti. Ho chiesto l’opinione dei miei studenti e alcuni hanno criticato fortemente questa stupidaggine di entusiasmo. Altri mi hanno fatto capire che aver voglia di festeggiare, anche per cose “non giustificabili”, non è assolutamente criticabile, ed è sempre molto meglio avere una folla festosa piuttosto che un’orda di vandali. Concordo. 

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