Sono un idiota…burocraticamente parlando.

Vi parlerò di cosa NON dovete fare con il vostro Fm3, il permesso di soggiorno. Per un errore da idiota mi sono causato mesi di purgatorio burocratico.
Nel settembre scorso stavo per tornare in Europa, una vacanza di due settimane, approfittando delle feste civili messicane. Questa volta siamo arrivati in tempo perfetto all’aeroporto, memori della spaventosa esperienza precedente. Arriviamo al terminal 2, e mi rendo conto che dentro al passaporto, che ho con me, non trovo il mio permesso di soggiorno. Mia moglie si allarma, e suggerisce che ritorniamo tutti a casa per andare a prenderlo. Ma io non entro in panico e suggerisco, stupidamente, di non preoccuparci. Tanto nell’ipad ho una scansione dell’fm3, sicuramente sarà sufficiente. Imbecille. 

Ci mettiamo in fila per mostrare i nostri biglietti e i documenti. Arrivati al nostro turno, consegnamo i fogli che dichiaravano che avevamo fatto il check-in online, consegnamo i passaporti…e mi chiedono il permesso di soggiorno. Comincio a mostrare una schermata dell’ipad, ma l’impiegato taglia corto: vada agli uffici di Migracion. Scopro così con dolore che anche all’aeroporto esiste una filiale di Migracion. Vado lì, con il mio iPad in mano. I parenti restano fuori ad aspettare e a incoraggiarmi, ma hanno inviato mio cognato di corsa verso casa nostra a cercare il mio documento. Gli uffici di Migracion dell’aeroporto non mi piacciono, la luce è fioca, l’ambiente è lugubre ed è pieno di gente triste, preoccupata o visibilmente sudata. Logico, quelli che stanno lì hanno problemi con i documenti, stanno per partire o sono appena arrivati. Suggerisco a mia moglie di partire lei da sola e io la raggiungerò appena possibile, quando avrò comprato un altro volo. Mentre parlo, mi rendo conto della salassata che avrei dovuto pagare per comprare un volo che parta in meno di 48 ore. Ma lei mi dice di no, anche perché i primi tre giorni di vacanza saremmo stati a Parigi, e da lì avremmo dovuto raggiungere l’Italia. Visitare Parigi da sola…
 Arriva il mio turno, la signorina ascolta il mio caso e mi informa che è spiacente, ma non posso uscire dal paese. Mi cade il mondo addosso. Chiedo quali siano le possibilità che mi restano e mi dice che potrei tornare a casa a prendere il documento. Ma mancano solo 70 minuti alla partenza del mio volo, è impossibile. Allora, ultima spiaggia, posso rinunciare alla mia condizione migratoria. Partire e tornare in Messico come turista. Sul momento non mi sembra neppure questa una buona opzione. Rinunciare a tre anni di sofferta legalità? L’impiegata mi dice che se sono sposato con una messicana, sarà molto più facile riavere la mia condizione migratoria precedente. Comincio a convincermi. Alla fine, mi rallegro pensando che non avrei dovuto rinunciare al mio biglietto aereo. Firmo i documenti e dopo quasi tre anni di onorata presenza legale e di pagamento di tasse e ammennicoli, torno turista. BUM. 

Partiamo, ma mia moglie è visibilmente triste. È preoccupata per il futuro della mia presenza in Messico, i miei lavori. Comincio a preoccuparmi anch’io. L’idea di dover licenziarmi da tutte le scuole e le imprese in cui sto lavorando mi terrorizza. Viaggiamo di notte ma per quasi tutto il tempo ho tachicardia, penso e ripenso a tutte le possibilità e maniere per riavere il mio documento migratorio al mio ritorno. 
Terminata la vacanza, sono rientrato in paese e ho subito dato inizio al nuovo “tramite”, processo burocratico. Ho cominciato con la richiesta di residente per famiglia, dato che ero sposato. Dopo 40 giorni, avevo già in mano il mio fm2. Ho chiesto al l’impiegato: con questa posso lavorare legalmente? E mi ha detto “mmmmmmmmmmmm non esattamente”. Mi ha fatto capire che molti lavorano con quella, ma è illegale. La pratica per avere il permesso di lavoro, generalmente, prevede uscire dal paese e dare inizio al documento in un consolato messicano all’estero. Il fatto che io avessi già l’fm2 mi permetteva però di fare tutto da dentro il paese. Almeno quello! Così, il giorno dopo sono tornato per trasformare la fm2 in fm3, permesso di lavoro. Ho riconsegnato il mio permesso di soggiorno, praticamente nuovo. 

Dopo 3 mesi, nessuna notizia. Ho letto che allo scadere del terzo mese, se il tramite è bloccato per cause dell’utente (io), il processo decade, e avrei dovuto ricominciare da zero. Spaventato, mi presento a Migracion e chiedo di parlare col responsabile del mio permesso. Dopo un’ora, ho di fronte a me un ufficiale. Mi chiede se so il perché il mio tramite non avanza. Gli dico che conosco i loro tempi e che non mi stupiva più di tanto avere tre mesi di attesa, ma avevo paura che decadesse. Lui mi chiede se ero sicuro che quello fosse il motivo, e mi fa un sorriso tipo “Ti abbiamo beccato” (te cachamos). Mi sventola davanti alla faccia un documento che avevo scritto. Lo riconosco, era quello che avevo compilato all’aeroporto. Mi dice che con quella dichiarazione, il mio permesso non era valido e avrei dovuto ricominciare da zero. Io gli dico che è vero, proprio per quello mi trovavo lì, per ripartire e riavere il mio permesso di lavoro. Lui ribatte che no. Che tutto quello che aveva di fronte a sé, tutto il mio iter burocratico, già non era più valido. Dovevo ricominciare. Mi sentivo male e stavo per perdere il controllo, ma ho resistito e mi sono calmato. Allora con gran calma ho spiegato tutta la mia situazione, dal viaggio fino a a quel giorno di metà gennaio. Mentre avanza con la storia, vedo che l’ufficiale cambia faccia e alla fine mi chiede scusa. Dice che è stato un “telefono senza fili”, le informazioni sono passate da un impiegato all’altro ma si sono distorte. Credevano che il viaggio fosse successivo all’inizio del tramite, e non precedente. Mi ha chiesto altre volte scusa, poi mi ha detto che solo dovevo compilare un foglio per sbloccare la situazione. Ringrazio, gli chiedo un foglio bianco. Dice che non può darmelo. Chiedo se posso chiederlo alle impiegate che attendono allo sportello. Risponde che pure a loro è proibito dare fogli bianchi. Sto per impazzire una seconda volta, ma lui capisce la situazione e mi dice che lui me lo procurerà, basta che prometta che non dica che è stato lui a darmelo. Risolto l’empasse. Tre settimane dopo, mi hanno ridato il mio permesso di lavoro. 

Ragazzi, tenetevelo stretto e soprattutto non cercate di uscire dal paese senza il vostro permesso di soggiorno, ne va della vostra salute mentale. 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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5 risposte a Sono un idiota…burocraticamente parlando.

  1. claintheclouds ha detto:

    Questa non me l’avevi raccontata… Aiuto! Ma perché il tizio non poteva darti un foglio bianco?

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  2. giuliacalli ha detto:

    Aiutoooooo! Io sto veramente odiando e temendo la burocrazia, pensavo scioccamente che per un europeo in Messico fosse leggermente più facile stare tranquillo e non cadere in tranelli simili 😦 Meno male che tutto si è risolto! Qui invece combattiamo con le lungaggini burocratiche per rinnovare il permesso al mio messicano…santa santissima pazienza!

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