Morelia, “jardin de la Nueva España”

20160207_130437Il viaggio che abbiamo fatto questo fine settimana mi ha dato ispirazione per ben tre articoli! Ma facciamo le cose con ordine, quindi comincio con un articolo dedicato al luogo della visita.

Morelia è una città bellissima. Capitale dello stato di Michoacan, le uniche volte che ne avevo sentito parlare è stato per vicende legate alla mafia. Questo Stato è infatti famoso per la tristemente celebre Familia Michoacana, un cartello di narcotrafficanti. Ora, grazie a questo viaggio, ho potuto dare un’immagine mentale fantastica a questa città.

Ha l’aspetto tipico delle città coloniali messicane, ma quasi tutto risplende nella sua forma originaria, infatti anche per questo è considerata patrimonio mondiale dall’Unesco. È stata una delle primissime città fondate dagli spagnoli in questo continente, e il suo nome originale era Valladolid, come la città iberica. È stata fondata su un’area multiculturale preispanica, ancora oggi in questo Estado si parlano quattro lingue locali, la più importante è il purepecha, lingua del popolo che veniva (erroneamente) chiamato Tarasco. Allora, perché oggi si chiama Morelia? Per il figlio più onorevole che ha avuto questa città. José Maria Morelos y Pavon. Nome lunghissimo, sicuramente gli amici lo chiamavano solo Pepe. Quello dei 50 pesos, per intenderci. 10_50peso_1

Un sacerdote nato proprio a Valladolid, e che ebbe una parte fondamentale nel processo di indipendenza di questo paese. Questo personaggio merita un articolo a sé, quindi apro e chiudo il discorso.

Dicevo: la città di Morelia ha al proprio cuore le strutture tipiche di tutte le città coloniali: la cattedrale con il suo “Zocalo”, la piazza principale…

e la Alameda, il parco che ha al centro un chiosco.

Detto questo, tutto attorno si sviluppano strade che rispettano gli assi N-S e E-O. Le strade sono a senso alterno, cioè se vedi una laterale che permette di girare verso sinistra, la seguente che trovi ti permetterà di immetterti solo verso destra. Ho trovato questa geometria urbana perfetta in altre città come Puebla e alcune zone di Oaxaca. Quasi tutti i musei, i monumenti e le piazze sono dedicati ai figli prediletti: “Pepe” Morelos, Melchor Ocampo, altro grande patriota nato a Morelia, e Hidalgo, che ha dato lezione nell’università che si trova in città, la prima università autonoma di America. Questa, che ora è un liceo.

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La città è infestata di ristoranti, caffè, trattorie buonissime. Alcuni prodotti strani e tipici è il gazpacho. No, non è la zuppa fredda spagnola. Il Gazpacho di Morelia è una macedonia di jicama, mango e altra frutta, tagliata a quadratini e a cui viene aggiunto succo di limone, peperoncino e un po’ di formaggio fresco cotija. Non mi è piaciuto. Ma vale comunque la pena provarlo.

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Ad ogni angolo di strada abbiamo trovato venditori di Chapulines al limone, le cavallette.

Queste sì mi piacciono, quindi non ho perso l’occasione.

 

 

Altre stranezze michoacane le abbiamo trovate nel posto dove abbiamo fatto colazione.

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Quella arrotolata è una enchilada allo stile locale, che si mangia con carne in salsa, quello che vedete triangolare si chiama corunda, è un triangolo di massa di mais e si mangia con crema e formaggio o per accompagnare la carne, e quello che vedete più indietro è un huchepo, un tamal dolce. Sì, è tutto buonissimo esattamente come sembra.

Dal punto di vista culturale ho avuto fortuna perché il primo giorno abbiamo visto dei giovani ballare il “baile de los viejitos”, un rito che si fa con maschere di vecchietto e similando un’andatura da anziano. Allego una foto e un video per dare più l’idea.

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Stamattina, al ristorante è entrato un signore che ha cominciato a cantare in purepecha, accompagnato da una chitarra, così ho potuto anche ascoltare il suono della parlata preispanica.

Per dare un’ultima idea di che razza di scrigno di tesori è questa città, vi allego come ultima foto il murales che abbiamo trovato dentro il Cafe Europa, a un lato della cattedrale.

 

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È stata un’esperienza fantastica, ve la straconsiglio. Si trova a quattro ore in auto da Città del Messico, e in due giorni riuscite a visitarla decentemente!

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