(Ri)vivere il Messico negli occhi di un visitatore

Ogni volta che un amico passa a visitarmi qui in Messico, ho la possibilità preziosa di rivedere quello che ormai considero il mio ambiente e la mia quotidianità. Cose che considero banali o “normali” (per quanto questo termine possa avere un significato in questo paese) tornano ad essere curiose, o per lo meno mi fanno ripensare a quei primi giorni in cui anch’io ero un innocente visitatore. 
Ho raccolto questa piccola lista di cose che hanno sorpreso la mia amica e aggiungo anche altre che ricordo e che hanno lasciato a bocca aperta altri parenti o amici in visita. Sto scrivendo a memoria, ma sicuramente nei prossimi giorni me ne verranno in mente altre che aggiungerò!

LA FRUTTA è economica e straordinariamente buona. I sapori sono diversi da quelli che conosciamo in Europa. La frutta che è strana deve essere provata. Ho approfittato dell’occasione e anch’io ho potuto provare la Guanábana, questa sconosciuta.

IL MANGO. Te lo possono tagliare e servire in un bicchierone. “Maledetto, mi avevi detto che si trovavano ovunque!” (Al decimo giorno) 

GLI ESTREMI che questa città può racchiudere senza eliminare. Bastano pochi secondi di strada o una rotatoria per farti entrare in un’altra area, geografica e socioeconomica.

I TAXI nelle loro pacchiane versioni: Ironman e Hello Kitty.

Il FORMAGGIO FRESCO, onnipresente. Se non dici che non vuoi formaggio, te lo ritroverai in ogni piatto. 

LE MURA E IL FILO SPINATO. A difesa di alcuni quartieri residenziali, danno un’aria di pericolo e di carcere, invece che ispirare sicurezza.

LA MANCIA. 

LA CARTA IGIENICA NEL CESTINO? Non si può nel water? E se sì, in quali casi posso saperlo?

IL PASTOR, la carne prelibata che conquista proprio tutti. 

Ma ti immagini un panino di pastor? (Poi l’ha provato)

Ma ti immagini una pizza al pastor? (Idem)

ANANAS CON LA CARNE? No, no.

DIEGO RIVERA era proprio ciccione.

I DIPINTI DI FRIDA KAHLO SONO ORRIBILI (mia suocera nel museo!)

I VENDITORI AMBULANTI nel metro. Si danno il cambio ad ogni fermata.

ENCHILADAS. Navigano in troppa salsa. 

TEPITO, mentre passavamo in macchina di notte. 

L’AGGRESSIVITÀ NELLA GUIDA…DEL METRO. Il metro corre molto veloce, frena all’improvviso, ti strattona. Appoggiarsi al palo non è sempre sufficiente!

IL PONCHE. Buono. E questa? Canna? Si mangia?

BANANAMEX.

LA COCA di tre litri. Ma si può?

STARBUCKS. Momento Facebook e Instagram.

I TIANGUIS sono enormi, colorati, bellissimi. 

PERCHÉ QUI C’È UN ELEFANTE? Guardando una confezione di Choco Krispies. In Europa la mascotte è una scimmia.

MA È TUTTO PICCANTE! Cercando disperatamente patatine “normali”

TROPPO DOLCE. Le bibite e i tè. Tutti. 

CHURROS. Provato ripieno di caieta (versione italianizzata di cajeta)

OSAKA È BELLA. Voleva dire Oaxaca.

LE MARCHE ITALIANE dei negozi dei vestiti. O pseudo-tali.

LA ROSCA DE REYES e i suoi bambini fetenti.

BLEAAAAAA. Quando ho mostrato il mezcal con gusano.

L’AGGRESSIVITÀ ALLA GUIDA, che ha contagiato pure me. Io, pusillanime italiano. 

FA CALDO. Eravamo in dicembre.

FA FREDDO. Eravamo in agosto, in collina.

IO QUELLI NON LI MANGIO. Mentre cercavo di comprare fruta cristalizada.

Se ne ricordo altri, li scriverò 🙂

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