Natale in Messico! (Senza neve, pandoro,…)

Ci stiamo avvicinando alle festività natalizie, quindi pensavo fosse interessante parlare di come si festeggiano in questo paese!Il Natale, Navidad, è una delle feste più amate, oltre ad essere il fulcro del ponte Guadalupe-Reyes. Cos’è? È il periodo che intercorre fra il 12 dicembre (Guadalupe, la Virgen patrona del Messico) e Los Reyes, i Re Magi, cioè il 6 di gennaio. In questo periodo la gente mangia e beve come ossessa, e la polizia mette dei posti di controllo per l’alcoltest tutto il giorno, non solo la notte, per cercare di bilanciare l’esagerazione di questa fase dell’anno. 

Natale non cade in un periodo particolarmente freddo a Città del Messico. Si va dai 6 ai 21 gradi come escursione giornaliera, perciò potete immaginarvi che…bè, è come tutto l’anno! Infatti, come dicono alcuni miei studenti, in questo paese le quattro stagioni si possono vedere nell’arco della stessa giornata.
Viste le temperature primaverili, potete facilmente immaginarvi che non c’è neve. L’ultima nevicata registrata a Città del Messico è stata l’11 gennaio 1967 (grazie Ruben della precisazione!) cosa che ancora oggi i nonni raccontano ai nipotini. L’impossibilità di neve, oltre ad essere causata dal fatto che siamo in una valle con un microclima fantastico che collabora felicemente con una cappa di smog meno romantica, è anche aiutata dall’assenza di precipitazioni. Da novembre a aprile-maggio quasi non piove. Posso dire che piove una o due volte al mese. Quindi se non ricordo di dar acqua alle piante…l’unica che sopravvive è il cactus. Pinche cactus.

  Uno potrebbe pensare che l’assenza fisiologica di neve potrebbe scoraggiare una coreografia e un simbolismo tipo norvegese. Scordatevelo. Qui si vendono decorazioni in falsa neve, slitte con tipiche renne latinoamericane (Rodolfo el reno, te odio), vestiti da babbo natale ed elfo che alcuni poveri disgraziati devono portare con 21-24 gradi all’una del pomeriggio. 

Parlando della festa in sé, si celebra il 24 dicembre, di sera, la cosiddetta Nochebuena. Generalmente la famiglia va in chiesa durante la celebrazione notturna, poi si riunisce per cenare…verso le 23! Potete quindi capire che somiglia a un cenone di capodanno. A mezzanotte ci si scambia i regali! Il 24 è anche l’ultimo giorno per la posada, la fine del periodo di 9 giorni. Il 25, si fa il recalentado, o il “riscaldato”, cioè i parenti si vedono un’altra volta per mangiare gli avanzi. Molte volte, la famiglia resta a dormire a casa dei parenti per essere già pronti a “ripartire”. Di fatto, il cibo si prepara in abbondanza, calcolando anche che il giorno successivo si dovrà mangiare ancora! Per altre informazioni sul recalentado, leggete qui.

Cosa si mangia a Natale? I piatti tipici sono il bacalao e i romeritos. Il primo, chiaramente, è un piatto a base di bacala. I secondi sono una combinazione di rosmarino, mole, gamberetti. La sincera verità? Non mi piacciono per niente, ma son gusti 😀
  
I messicani conoscono Babbo Natale ma lo chiamano Santa Clos, una deformazione della pronuncia di Santa Claus, il gringo. Fanno pure il presepe. Io ce ne ho uno con un tipicisssssssimo tacchino di Betlemme in cima ad un albero. Paese che vai… Addobbano anche l’albero di Natale come si fa in Italia. 
Il sei di gennaio invece si celebra il Dia de Reyes, e in questo giorno i favoriti sono i bambini. In questo giorno infatti si danno i regali ai più piccoli. Questa è la data OBBLIGATORIA dei regali. Al giorno d’oggi i bambini ricevono due regali, uno al 24 e uno al 6, mentre nel passato la data vera era solo quella di Reyes. Mi piace molto raccontare ai miei studenti le tradizioni italiane perché quando parlo della Befana restano a bocca aperta. 

  
Per dare un po’ più di aria di casa normalmente in questo periodo faccio il vin brûlé, a fianco del ponche messicano. Il suo profumo mi inganna e a volte mi sembra di tornare in Veneto, in qualche piazza durante il dicembre italiano. Panettoni e pandori? Sono arrivati come una tradizione esotica e si incontrano nei supermercati, ma chiaramente sono molto cari. In mona alla tradizione, io li compro dopo il 6 gennaio, quando i negozi ne riducono il prezzo del 75% per cercare di vendere la mercanzia ormai “fuori stagione”.
Buone feste a tutti voi che mi state leggendo! 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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10 risposte a Natale in Messico! (Senza neve, pandoro,…)

  1. Maria Teresa ha detto:

    Ciao mi piace leggere cio’ che scrivi. Ho amici messicani che mi raccontano quello che succede li’. Il Messico e’ davvero un paese compkicato ma la gente ha una filosofia di vita che assomiglia molto al nostro sud ( vivo a Milano ma ho origini partenopee). E questo tuo modo di raccontare con un velo di ironia e’ fantastico.

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  2. consuelomurgia ha detto:

    Articolo spassosissimo! Mi hai strappato più di qualche risata! Povero cactus! Non chiamarlo pinche! Ah, ah! Io adoro i cactus ma non potendoli più tenere in casa d’inverno per evitare che Maya si faccia male, li ho dovuti relegare in due mini serre da balcone, però vedo che soffrono, poverini, per l’umidità e il freddo. Le statuine del tuo presepe sono bellissime! Per quanto riguarda panettoni e pandori… Io non he ho comprato nemmeno uno… Dopo averli mangiati per tanti anni non ne posso più e così invece ho fatto una bella scorta di Lebkuchen su internet direttamente dalla Germania per ricordare il bel periodo natalizio del 2006, quando lavoravo come assistente di italiano in Austria, tra le cime innevate delle alpi tirolesi. Tanti auguri di buon Natale a te e a tua moglie!

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  3. Rubén Mena ha detto:

    L’última volta che è caduta neve nella Città del Messico é stato il 11 Venancio, 1967.

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  4. Rubén Mena ha detto:

    Gennaio, non Venancio…pinche corrector!!!!

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  5. Pingback: Re Magi tamarri e micro-messia nella farcitura: L’Epifania e la Rosca de Reyes | Estoy Messicando!

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