Come realizzare una pausa di tre settimane alla bestialità alla guida; ovvero, il nuovo Codice Stradale

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Ieri verso le 14 ero a lezione, quando vedo che mia moglie mi sta telefonando. Dovete sapere che io e mia moglie non siamo quel tipo di coppia che si telefona ogni due ore con dialoghi diabetici come:

Ciao amore, come va la giornata? Bene, ho mangiato pasta coi broccoli, e tu pasticcino, cosa stai facendo? Niente orsetto mio, mi sto scaccolando (limpiarse la nariz con los dedos).

No. Se ci telefoniamo, è per qualcosa di urgente o una necessità reale. La maggior parte delle volte, ricevere una telefonata durante il lavoro significa che qualcosa di brutto o di grave è successo. Sono rimasto allora sorpreso quando, dopo aver risposto che ero a lezione, mia moglie ha cominciato ad elencarmi una serie di multe che entrerebbero in vigore dal giorno successivo, grazie ad un nuovo codice stradale. Uso del cellulare mentre si guida, 2000 e rotti pesos, eccedere la velocità consentita, altri 2000 e tot, non dare la possibilità ad un pedone di attraversare la strada, altra salassata. La chiamata si è conclusa con un “Te lo volevo dire perché so come guidi”.

In quel momento ho pensato che la telefonata fosse stata un’esagerazione inutile, che esistessero delle norme stradali e delle multe relative era un’idea di cui potevo avere qualche indizio, certamente non derivato dal comportamento degli automobilisti. Sì, perché l’abitante medio della capitale guida da bestia. Se volete sapere qualche altra opinione personale, potete leggere qui.

Stamattina, primo giorno di effettivo funzionamento del codice stradale. Il miracolo. Ho visto la differenza quasi subito. Le macchine andavano lente. Una lenta, metodica, snervante colonna di auto che procedevano masticandosi le mani per non poter accelerare. Erano le 5.50, a quell’ora si trovano solo due categorie di persone per strada: gli addormentati, che guidano a 30 all’ora, e gli spiritati, che con la scusa di avere la strada libera viaggiano ai 130. Magicamente, la seconda categoria era scomparsa. Attraversiamo due ponti in cui di solito posso apprezzare manovre rischiose e velocità audaci, e…zero. Tutti calmi, e a ben vedere ne avevamo motivo: Ho visto il primo evidente autovelox, con tanto di possibile flashata già pronta a sputtanare il tonto che vuole violare il codice stradale fresco fresco.

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D’ora in poi, massima attenzione: il cellulare diventa una bomba, non si deve toccare, le zone dove ci sono scuole sono super pericolose perché la velocità minima si abbassa ancora più, non esistono più sbocchi senza Stop, bisogna fermarsi ad ogni incrocio. L’abuso del clacson, in pratica il suo semplice uso, verrà multato. Non dare al ciclista il suo spazio vitale, multa. Ma pure per il ciclista: se non rispetta lo spazio del pedone, multa. Ho saputo che oggi hanno dato una multa ad un ragazzino per andare con lo skate.

Voi dite: sei in un paese civile ora, devi esserne felice. Sì. E no. Perché la mia opinione, condivisa da tanti altri studenti con cui ho potuto parlare, è che questa situazione sia solo momentanea. Una parentesi di legalità in un oceano di criminale indifferenza stradale. Secondo molti messicani, questa parentesi durerà al massimo fino a gennaio. Secondo mia moglie, durerà solo finché la polizia avrà potuto drenare ai cittadini la tredicesima.

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Già. La Polizia. Perché qui sta, effettivamente, gran parte del problema. Se sapessi che la polizia colpirà giustamente e duramente ogni autista che incorre in un’infrazione, ne sarei quasi felice. Sarebbe ammettere che il sistema funziona e che forse questa persona (pure io, se me lo merito!) potrebbe non ripetere l’errore, per paura di perdere altro denaro. Il denaro andrebbe al servizio pubblico, tornando quindi allo stesso autista sotto forma di qualità di vita in una stato legale che colpisce e protegge. Ma non è così, dato che moltissimi poliziotti vivono e sopravvivono grazie a mordidas, tangenti. Ogni scusa è buona per chiedere una bustarella ed evitare quindi lo “stress” di pagare la multa reale. Ecco allora che la mia paura è che questo nuovo codice stradale, nelle poche settimane in cui resterà veramente (VERAMENTE) in funzione, verrà solo sfruttato da forze dell’ordine corrotte per arrotondare la tredicesima e permettersi una ricca vacanza natalizia. A fianco di un nuovo codice stradale, sarebbe stata necessaria una riforma radicale del corpo di polizia e un atteggiamento molto più duro e spietato nei confronti dei corrotti.

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Sperando che questo mio timore pessimista si riveli solo una paranoia, una delle tante che mi faccio quotidianamente, resta comunque una notizia realmente positiva. Pare, infatti, che se uno vuole avere la patente, d’ora in poi dovrà superare un esame. Se stai leggendo questo articolo senza essere mai passato per questo blog, potrebbe sembrarti una banalità, ma non è così. Qui, per avere una patente, devi solo pagare 35 euro. Punto. Niente esami teorici, men che meno pratici, neppure una misera domanda: “ma tu, potenziale cocainomane, sai guidare? Hai idea che quelle fastidiose formiche enormi che vedi fuori dal finestrino sono persone coi tuoi stessi diritti? Lo sai che il fatto che te ne vai in giro con due narcomobili nere piene di guardie del corpo, potrebbe non trasformarti in un Dio in terra versione stradale?” Ecco, spero che d’ora in poi almeno le persone, prima di comprare la patente, debbano fare uno smilzo corso di sicurezza stradale e di riconoscimento dei segnali. Con il possibile miracolo di formare una generazione di messicani consapevoli dei propri diritti ma ancor più dei propri doveri, quando si mettono alla guida.

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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