La pulqueria. Luogo bellissimo. 

La pulqueria è un posto bellissimo. 

Scrivo prima che i ricordi si dissolvano come gocce di un medicinale in un bicchiere d’acqua. 
Breve prologo: da qualche mese ormai stavo posticipando una camminata pagana. Chi mi conosce bene (o legge il blog) sa che adoro camminare per lunghe distanze. Dopo essere andato per quattro volte alla Villa camminando per più di trenta km, volevo raggiungere un altro obbiettivo. Con due altri amici abbiamo continuato a cambiare data, poi, visto che si sta avvicinando la fine dell’anno, abbiamo deciso di andarci ora, anche se solo in due, poi per fortuna si è aggregato anche mio cognato. Quindi abbiamo percorso la strada da Chapultepec a Xochimilco camminando. Mio cognato ci ha lasciato poco prima dell’arrivo dato che doveva raggiungere la sua morosa. 
Dopo essere arrivati, abbiamo scoperto che purtroppo il terzo Cavaliere dello Zodiaco, il terzo Moschettiere, il Baldassarre dei nostri Re Magi, non ci poteva raggiungere. Allora ci siamo rimpinzati di brochetas (spiedini), tacos e pambazo, il tutto annaffiato da una michelada (la odio, ma con la sete l’ho amata). Se non sai cosa è una michelada, leggi. Poi, il mio amico mi ha suggerito la svolta della giornata: conosceva una pulqueria dove era andato qualche anno fa. La pulqueria è un locale dove si serve pulque. Non sapete cos’è? Nessun problema, è una bibita alcolica a base di agave. Se volete altre info, leggete qui.

   

 Allora siamo andati alla pulqueria. Arrivati, si sente un brusio forte di gente numerosa. La porta è abbastanza anonima, si spinge e si entra. Una trentina di persone, con una trentina di boccali. Tutti i tavoli pieni. Ci avviciniamo al bancone e ci chiedono cosa prendiamo, ci lasciano una scheda con i vari prodotti. Mi stupiscono i prezzi bassissimi. Chiediamo due boccali grandi di pulque puro, quello bianco, senza aggiunta di sapori. Il barista si volta e immerge un boccale in un barile enorme. Servito uno. Ripete il gesto. Servito due. Già amo questo posto. 

  Una signora già anzianotta e in carne ci indica un tavolo che è occupato solo per metà e noi ci sediamo nello spazio che resta. Il mio amico, J., mi dice che nelle pulquerias si fa prestissimo amicizie proprio per questo motivo. La coppia che è seduta nel tavolo accanto se ne va presto, e viene sostituita da due signori. Scopro presto quanto J. abbia ragione. Vicino ai nostri boccali viene messo un bicchiere con una stecca di legno (lo potete vedere nella foto precedente). Chiedo al signore che mi sta a lato a cosa serva e lui dice che il pulque ha trenta proteine e che mescolando si può rendere omogenea la loro distribuzione. Non si finisce mai di imparare. 
Il signore alla sinistra ha una fisarmonica e chiede al mio amico che canzone vuole ascoltare, poi comincia a suonare cantando, è molto bravo.  

 Nel frattempo, il secondo signore seduto al nostro tavolo comincia a conversare con noi. Ci chiede di dove siamo, si stupisce del livello di spagnolo che abbiamo, ci racconta un po’ della sua storia. Ha quaranta anni, ha passato 15 anni in tutto negli Stati Uniti, in vari periodi. È stato deportato e già non può tornare lì. Pausa. Vado al bagno. Il “bagno” degli uomini è una struttura larga con un buco al centro, in un angolo della sala, dando le spalle alla gente. Torno, secondo pulque. Decido di provarne uno al cacahuate, alle arachidi, il mio amico me prende uno all’avena. Buonissimo. Il pulque all’arachide è la bibita più buona che abbia provato in trenta anni di vita. 
Mentre chiacchiero col mio amico, vedo che arriva una ragazza giovane, si siede al tavolo di fianco al nostro e comincia a parlare con vecchiotti che si trovano lì. La situazione mi sembra abbastanza assurda, credo sia una prostituta. Poi si avvicina al nostro tavolo. “De donde eres?” Mi chiede. Le rispondo. Ride, le chiedo allora di ripetere la domanda. Le rispondo ancora e lei con il dito mi indica verso sù e borbotta qualcosa. Le rispondo negativamente. Poi parla col mio amico, che dopo un po’ si toglie gli occhiali, credo che gli abbia chiesto di mostrargli gli occhi senza lenti. Chiede qualcosa e anche lui dice no. Poi ci bacia sulle guance, ad entrambi. Il mio amico J. mi dice che non sa se era una ragazza in cerca di affetto o una prostituta. Propendo per la seconda.

  
Riprendo il discorso col signore numero 2. Vende penne negli autobus. Il prezzo è di 3 per 10 pesos, ma mi può fare lo sconto, 4 per 10. Mi faccio mostrare la mercanzia, gliene compro 4. Torna il mio amico che era al bagno, continuiamo a conversare coi due signori, incredibilmente sorpresi di avere a che fare con due stranieri-quasi-messicani. La ora si fa tarda, vado per pagare per entrambi e il mio amico mi suggerisce di pagare anche la Cuba che ha preso il signore con la fisarmonica (una Cuba è una coca cola con liquore). Due boccali grandi di pulque puro, più due boccali piccoli di curados, più uno piccolo puro, più una Cuba, totale 118 pesos. Super economico. Usciamo e cerchiamo di riprendere la via del ritorno.
Sono felice.
Approfittiamo di ogni bagno pubblico possibile perché il pulque sta scendendo inesorabile. Discutiamo sul fatto che il signore numero due aveva i tatuaggi tipici di uno che era passato per il carcere, come due lacrime tatuate a fianco dell’occhio sinistro. Ci salutiamo nel metro Ermita e proseguo il mio rientro. Ando pedo, ma la mia versione mezza ubriaca è decisamente più scaltra, veloce, gentile e meno goffa del Denis sobrio. Arrivo a casa a tempo di record e usando il trasporto pubblico. Quattro anni in Messico e ancor non avevo provato una pulqueria. 
Sono felice.

PS: mi hanno intervistano sul Fatto Quotidiano 🙂 potete vedere il link qui:  
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/27/prof-di-italiano-a-citta-del-messico-la-mia-nuova-vita-devo-ringraziare-laura-pausini/2206834/
E do un benvenuto ai miei nuovi lettori!

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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8 risposte a La pulqueria. Luogo bellissimo. 

  1. Darío ha detto:

    Mai stato in una pulqueria (mi viene il dubbio che anche questa sia una cosa piuttosto chilanga), ma a questo punto non vedo l’ora di andarci alla prima occasione! Ho letto l’articolo del FQ, complimenti, ormai sei famoso… E anche io che ti conosco solo via web, posso cominciare a vantarmi: “sai che io lo conosco?”. 🙂

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  2. consuelomurgia ha detto:

    Ciao Denis, avevo già letto l’articolo sul Fatto Quotidiano qualche giorno fa. Complimenti, stai diventando una celebrità! Grazie per farmi tornare ogni volta con la mente in Messico con i tuoi articoli! In questi giorni di lavoro stressante è proprio quello che mi ci vuole!

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  3. claintheclouds ha detto:

    Che figata! È una di quelle esperienze che fra un pò di anni ti chiederai se è stata un sogno o l’hai vissuta davvero.

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  4. cronovivo ha detto:

    Wow! Ora so dove andare la prossima estate! Sto organizzando il viaggio per andare a trovare 2 amici messicani.
    Chissà se pure il mio biglietto di ritorno diventerà carta straccia!
    Sentirsi ibridi è il miglior arricchimento culturale che si possa avere e trasmettere.

    A

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