Involontariamente cattolico

Ieri ero particolarmente contento. La giornata era cominciata bene, in macchina non avevo bisticciato con la moglie, il sole asciugava le ultime robe ancora umide, avevo appena dato una lezione di francese e gli studenti avevano capito tutto e si erano dimostrati interessati e divertiti dal tema. Potrei aggiungere che mi ero sbloccato in un videogioco che avevo appena comprato, facendo una soddisfacente strage di orchi. Insomma tutto sembrava andare bene, e questo è male. Sì, perché ogni volta che le cose mi vanno troppo bene, aspetto la mazzata che riequilibri la bilancia di sfiga. 
E infatti, la golden age è durata solo 30 minuti. Cvd.
Breve premessa necessaria: sabato all’università c’è stato l’esame finale e una ragazza non si è potuta presentare. Finito l’esame dovevamo caricare i voti nel sistema informatico dell’università ma quel giorno non c’era rete, quindi ci han dato una proroga per farlo, fino a martedì. I colleghi mi han detto che se uno studente non si presenta, devo usare le iniziali di Baja por falta (bocciata per assenza). Così ho fatto, e ho messo Bpf. E il sistema mi risponde NO. Allora guardo meglio, e mi dice che si accettano solo numeri dal 0 al 100. Allora metto 0. Facile no? No, proprio lì sta la cazzata.
Dicevo: torno a casa dalla lezione, apro il pc per controllare di aver caricato i dati e leggo una scritta piiiiiiiiiccola, che dice che si accettano voti da 0 a 100 o…BXF. Capite? Come dire “bocciata X assenza”. Come se fosse un sms di un adolescente svampito, e non il sistema informatico del dipartimento di lingue di un’università. Vabbè, chiamò la coordinatrice che mi dice che devo presentarmi all’università entro due ore per correggere il problema. Rispondo che non posso, allora mi dice che devo tornare il giorno dopo assolutamente. Ci penso su, e rispondo che ci sarò, d’altronde non avevo tante altre possibilità. Comincio a vedere gli orari e scopro che non c’è altro da fare che annullare una lezione per poter avere il tempo di raggiungere l’università. Momento di sconforto. E una piccola vocina bastarda dentro di me che mi dice: “Ti sta bene”.

Lì per lì non ci penso molto e con le ore ritorna l’ottimismo. 
Stamane parto insieme a mia moglie, che comincia prestissimo il suo turno di lavoro, raggiungo il Periferico e, vedendo che effettivamente era TROPPO presto, mi metto a camminare verso l’università, tanto avevo davanti a me tre orette buone, per fare una tratta che l’autobus percorre in mezz’ora. Non era la prima volta che facevo questa piccola marcia (già mi era capitata una simile, qui), quindi sapevo che sarei arrivato a tempo, stanco ma a tempo, e d’altronde non ci sono tanti posti in cui andare alle 6 di mattina. E in quel momento, un’altra volta la vocina: “Bene, così puoi espiare”. A quel punto, ho avuto la rivelazione: mi stavo (quasi letteralmente) autoflagellando. La colpa? Orgoglio. L’espiazione? La camminata. Il premio? Possibilmente non ripetere la stessa cazzata. Questo schema è profondamente cristiano, il giudicare l’orgoglio per dei successi personali come qualcosa di meschino e peccaminoso, meritevole di una punizione. Mi son reso conto che per quando io abbia studiato, per quanto io possa dire o pensare di avere una mente aperta, per quanto possa essere rimasto affascinato da tante religioni differenti, in primis l’ebraica, dentro di me ho una versione becera e sadica di cristiano vecchio stampo, ormai inesistente nella chiesa di oggi (almeno spero). Come è possibile? Le mie esperienze con la chiesa cattolica in Italia sono state sempre positive, a parte un paio di catechiste ignoranti che leggevano la Bibbia alla lettera. Allora perché sento il bisogno di “punirmi” quando sono orgoglioso di me stesso?
L’ultima volta che mi era capitato è stato due anni fa, tornando a casa da una lezione di notte, anche quella volta una bellissima giornata, camminavo spavaldo e a passo svelto, quando un cane mi ha morso da dietro. E anche lì la bastarda: “Te lo meriti, eri troppo contento”. 
Bah, non ho idea del perché ragioni in questo modo, ma forse è solo un riflesso negativo del mio tentativo maniacale di razionalizzare tutto e di trovare un perché o uno schema a tutto quello che mi circonda o che faccio. Alla fine, ognuno ha le proprie manie, basta che non ci portino alla camicia di forza! Altrimenti, anche lì una vocina: “Bene, te la sei cercata” 😀
Ps: il problema all’università è stato risolto in 3 minuti, e mi han detto che non era necessario fare questo cambio, perché alla fine il risultato non è differente, la ragazza non ha superato il corso. Grazie per avermelo detto prima! 🙂

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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3 risposte a Involontariamente cattolico

  1. Andrea ha detto:

    Sono scioccato: ti hanno fatto andare all’Università per nulla?? Ma Denis, io avrei dato fuoco all’edificio! 😀

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  2. cronovivo ha detto:

    Ciao! ti seguo da poco e complimenti per il blog! Amo questo paese e spero di poter andarci a vivere presto!
    Piccola curiosità, insegni alla UNAM?

    Ciao!
    Andrea

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    • merkaura ha detto:

      Ciao! Grazie per i complimenti 🙂 no, insegno alla concorrenza, il Politecnico Nacional 😀 spero che potrai realizzar i tuoi sogni e se ti servono informazioni o consigli chiedi pure!

      Mi piace

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