Halloween e Día de muertos: un conflitto inesistente

  
In questi giorni, la città e le strade si stanno riempiendo (giustamente) di colori e simboli stagionali. Zucche e catrinas, candele e mostri, ragnatele e ofrendas. A cosa si deve questa proliferazione? Certo, si avvicinano le date della festa messicana che preferisco in assoluto, dia de muertos. In realtà, sono ben due le feste che stanno arrivando: dia de muertos e halloween. Anche quest’anno, come tutti gli altri che ho potuto passare qui, sta già prendendo inizio una (sterile?) polemica fra queste due feste: si festeggia una? Si festeggia l’altra? Si festeggiano entrambe? Ma è possibile o “etico” festeggiarle entrambe? Per cercare di fare un po’ di chiarezza, devo prima cercare di definirne i limiti, se esistono. Prima di tutto: cos’è una festa? Secondo la definizione classica delle scienze delle religioni (di cui sono, ehm, un esperto) la festa è la “rottura del tempo ordinario”. Si celebrano riti o si organizzano cerimonie generalmente per un pubblico che si riconosce proprio perché sente come propria questa festa. Andiamo al punto successivo: halloween e dia de muertos sono la stessa cosa? No…è sì. Entrambe sono feste di origine precristiana, celebrate originalmente in un periodo simile, e con significati abbastanza compatibili: l’apertura di un confine, un limite che definiva e racchiudeva il mondo dei morti. Parto con la festa locale.
Mi dice Elena Mazzetto, post dottoranda all’UNAM e vera specialista di religione e feste azteche, che c’erano almeno due feste dei morti: una tra luglio e agosto, Miccailhuitontli “piccola festa dei morti” e una più grande nella seconda metà di agosto, la Hey Miccailhuitl, in cui si festeggiavano i guerrieri che si trasformavano in farfalle e uccelli nell’aldilà, anche se in altre feste di festeggiavano altri tipi di morti, come gli annegati. 

I riti prevedevano qualcosa tipo il moderno volador: su un palo si metteva in cima un’effigie del dio del fuoco fatta con amaranto mais e miele. Chi arrivava per primo gettava a terra l’effigie, che si rompeva e tutti cercavano di prenderne una parte. Una cuccagna azteca. Poi il vincitore scendeva con gli attributi della statua, come se fossero trofei strappati al nemico in battaglia. 
La festa di halloween deriva dalla festa celtica di Samhain. Nel centro e nord Europa i villaggi celtici si preparavano per la festa accendendo fuochi o lasciando offerte di frutta attorno ai loro insediamenti e case, per cercare di tenere a distanza gli spiriti che in questo periodo erano liberi. Questo diede origine alla tradizione moderna di mettere candele dentro le zucche. Aggiunge Federico Baldisserotto, laureato in Storia Medievale e appassionato della cultura celtica:  

“Il nome samhain è della lingua irlandese moderna e deriva da una parola in irlandese antico, samain, samuin, o samfuin, che potrebbe significare “fine dell’estate”.

Il Calendario di Coligny (epigrafe in bronzo ritrovata in Francia) è l’unica fonte archeologica che fa riferimento al computo del tempo presso i Celti, su questo calendario l’unica festa chiaramente indicata è proprio il Trinuxtion Samoni (Samonios); si ritiene che questo popolo dividesse l’anno in due parti:inverno il cui inizio era segnato dalla festa di Samonios/Samhain) ed estate di cui l’inizio era segnato da Beltane. I Celti erano influenzati principalmente dai cicli lunari e delle stelle che segnavano lo scorrere dell’anno agricolo che appunto iniziava con Samhain, alla fine dei raccolti, quando il terreno veniva preparato per l’inverno.

La parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Eve, cioè la notte prima di Ognissanti. All-Hallows-Eve non è attestato fino al 1556.”
Quanto è simile all’attuale festa di halloween? Pochissimo. Quanto è simile il dia de muertos alle feste precolombiane dei defunti? Pochissimo. Entrambe sono state ricoperte, modificate e rese “digeribile” da una patina cristiana e solo per questo sono sopravvissute fino ad oggi.
Ciò che intendo dire è che ogni festa è figlia del suo tempo. Le feste cambiano, si aggregano, muoiono o vengono dimenticate. Attualmente, si fa una “caccia alle streghe” alla statunitense festa di Halloween, perdonate il ridicolo utilizzo dei termini. Si demonizza e si indica come una festa straniera, aliena alla cultura europea e alla messicana, indice di un colonialismo culturale “gringo”. E io dico…e con ciò? Y qué? Le feste non rispettano confini geografici né logici. Vogliamo parlare del 5 de mayo, “festa nazionale messicana” ma celebrata bene solo nella comunità messicana negli Stati Uniti? Vogliamo parlare di Natale, celebrato in tutto il mondo, anche nei paesi non cristiani? 
Per finire: possiamo dire a un bambino messicano di costruire il proprio altare in casa, la propria ofrenda, ma di non uscire per chiedere caramelle vestito da morto, fantasma o quel che sia? No, non possiamo usare un “nazionalismo festivo” come scusa. Lo sa bene una messicana che vive in Italia e che sta cercando (con successo!) di introdurre il Dia de muertos nella comunità in cui vive, mostrando ai bambini e alle loro famiglie la bellezza di questo rito. Se volete vedere i suoi progressi in questa epopea, potete seguirne la storia e i suggerimenti per la decorazione nel suo blog, cliccando qui.
Concludo con un piccolo fumetto, che riassume in una battuta il fiume di parole che io ho sprecato:

  

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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3 risposte a Halloween e Día de muertos: un conflitto inesistente

  1. Darío ha detto:

    Ciao Denis, avrai capito ormai che i tuoi articoli mi piacciono “a prescindere”, però mi permetto stavolta di esprimere un piccolo dissenso sul “Y qué?” in risposta al colonialismo culturale gringo. Fare spallucce non credo sia una vera risposta. Quanto Messico e USA siano compenetrate culturalmente e commercialmente è evidente e inevitabile, ma il problema mi pare sia che tale rapporto sia del tutto fuori equilibrio, sia sulla direzione di questo flusso osmotico, sia soprattutto sul vizio che si porta in seno, cioè il preponderante colonialismo commerciale, vero fine, abilmente nascosto. E se per due vicini (così lontani) come Messico e USA ci potrebbe anche stare, a noi qui in Europa, in Italia, mi viene l’orticaria solo a pensare a quanto siamo ottusamente proni dal punto di vista, culturale, politico e, alla fine della fiera, commerciale. Si finisce per perdere non dico le proprie tradizioni, ma i valori che stanno dietro a quelle tradizioni, in nome della banalità. Ecco questo sì, mi scoccia abbastanza.

    Se nota que los gringos me caen gordos? 🙂

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  2. Jr ha detto:

    Ogni popolo ha la propria storia che è diversa dalla storia di altri popoli, ma essendo diverse, i loro prodotti culturali sono funzionalmente lo stesso; e nonostante essendo lo stesso, ogni di questi prodotti culturali sono cosi differenti e cosi unici.

    Hallowen puo appare superficiale, ma ha la propria profondita la cui molti americani non sono consapevoli. Ma è solo un membro nella famiglia, insieme il giorno dei morti, el dia de muertos, il shaiham, il obon , la festa di Is animeddas e altre piu.

    Su questo tema si puo parlare ad nauseam, ma preferisco consigliare il piccolo libro cosi bello di Ray Bradbury, Il Albero di Hallowen (The Hallowen Tree/El Arbol de las Brujas).

    Apposta, il Dia de Muertos e celebrato anche negli Stati Uniti! Guardate questo link
    http://www.ladayofthedead.com/

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