Comoda guida di sopravvivenza per il primo mese a Città del Messico (ARTICOLO NUMERO 100!!)

Siamo arrivati a 100 articoli! Questo che significa? Che sul Messico c’è sul serio tantissimo di cui parlare, che i miei deliri vengono comunque ritenuti interessanti da qualcuno, e che…ho un sacco di tempo libero? No! Mi ritaglio il tempo fra una lezione e l’altra, perché non voglio mancare all’appuntamento fisso dei lunedì e dei giovedì, per divertirmi e divertire (o almeno spero). Arrivati quindi alla magica soglia dei cento articoli, ho deciso di festeggiarli con un articolo sintetico, semiserio, per aiutare chi sta per arrivarci e far venire malinconia a chi già ci vive da tempo o ha già potuto conoscerla bene.

1 – All’aeroporto, non farti ingannare dalla puzza,…

Sei appena arrivato e zaffate di puzza ti assalgono: questo capita spesso all’aeroporto di Città del Messico, per la sua sfortunata posizione. Tranquillo, questo non è l’odore tipico della citta. Migliaia di fragranze ti assaliranno nella tua permanenza in terra azteca, questo è solo uno scomodo benvenuto 😀

2 – …e non risparmiare qualche peso cercando un taxi fuori.

Ammettilo. Sei appena arrivato e per definizione sei un ingenuo. Quella faccia sperduta da cagnolino autostradale non te la toglie nessuno, perché non importa quanti altri paesi tu abbia visitato, questo è un paese nuovo e la sua “fama” criminale spaventa sempre. Devi raggiungere l’hotel o la casa dell’amico/a, moroso/a che ti ospita. La cosa migliore è che la persona suddetta venga a prenderti, ma in mancanza di quello, contratta un taxi ufficiale, di quelli che ci sono dentro l’aeroporto con tanto di vetrina e persona sorridente che sbava sperando clienti. Non fate gli smargiassi: uscire per cercare un taxi urbano per risparmiarsi quale euro (ora pesos) non è una buona idea, soprattutto perché i taxisti riconoscono subito quello appena arrivato.

3 – Mangia in strada…ma con criterio

Mangiare per strada, nei classici puestos de comida, è una delle cose più belle, saporite, colorite che tu possa sperimentare qui. Il cibo messicano di strada è ottimo e unico, ma cerca di avere un po’ di criterio. Prima di tutto, devi abituare lo stomaco per un periodo prima di buttarti sulle garnachas. Diciamo che per i primi 8-10 giorni, meglio se mangi cibo fresco, al ristorante, o che cucini tu. Poi puoi provare Las quesadillas de Dona Lupe.

4 – Affina il tuo istinto garnachero

I puestos de comida, le bancarelle con il cibo, onnipresenti e profumate, sono a volte un terno al lotto. Puoi mangiarci per mesi e mesi, finché trovi quella che ti provoca un’infezione intestinale. Come capire se stai per mordere una bomba? Un primo avvertimento è la posizione: se si trova vicino ad una stazione del metro o ad una rotatoria, significa che il cibo che sta vendendo è esposto per almeno 18 ore al giorno a colpi di tosse, scarichi di automobili e pulviscolo. Non è raccomandabile. Se vuoi aggiungere ulteriore sicurezza, quando chiedi i tuoi tacos mangiali di pura carne: il battere generalmente si nasconde in cipolla e prezzemolo o nella salsa, la carne se viene cotta sul momento dà un grado maggiore di sicurezza. Per altre info, cliccate qui.

5 – Gestualità e linguaggio
Sei all’estero… ma ti capiscono. La maggior parte delle parolacce italiane sono comprensibili anche in spagnolo (una breve lista censurata: c_lo, idiota, imbecille, m_rda, p_ttana, Fan_ulo, sono moooolto chiare). Non parlare come se fossi il solo a parlare italiano in questo lato dell’oceano.
Discorso a parte, utile per noi italiani, la gestualità. Motti e movimenti di mano ci hanno resi celebri in tutto il mondo, ma cerchiamo di controllarci, perché il codice gestuale messicano è leggermente differente. Se battete il pugno sul petto, state dicendo “omosessuale”, come insulto però. Se fate il segno di “me ne frego”, viene interpretato come insulto perché decine di film stupidi hanno mostrato al mondo che in Italia ci si insulta muovendo la mano sotto il mento. Falsissimo ma quasi impossibile da sradicare. Altre info qui.

6 – Numeri con le dita
Se volete chiedere vari tacos o comprare vari biglietti del metro, usare le dita potrebbe non essere una buona idea. Noi in Europa contiamo partendo dal pollice, poi estendiamo le altre dita per dare l’idea di 1, 2, 3, 4, 5. Qui, generalmente partono con l’indice. Poi aggiungono il medio per fare il due. Poi l’anulare (3) e il mignolo (4). Il quattro si può fare mostrando la palma o il dorso della mano, è indifferente. Come vedete, il pollice “lavora” solo per indicare il 5.

cuatro-dedos-brazo-trajeMi è capitata una situazione imbarazzante quando ho chiesto di ricaricare la tessera del metro di quaranta pesos. L’impiegata del metro è uno degli esseri più indifferenti del mondo, e alza gli occhi solo in caso di dubbio. Dopo aver capito male il numero, ha visto la mia mano, orgogliosamente aperta da pollice a anulare. E le è venuto un collasso.

7 – Bacini e abbraccini

I messicani si baciano sempre per salutare, ma solo una volta. Peccato che la guancia che preferiscono è l’opposta a quella italiana. Se dovete dare un bacino, girate la testa VERSO SINISTRA. È importantissimo, se volete evitare di limonare con la collega che avete appena conosciuto (o fatelo, se cercate una scusa). Ripeto, testa verso sinistra e solo un bacio. Gli abbracci pure sono diffusissimi, pure eccessivi direi. Se con le donne l’abbraccio è facile, l’abbraccio macho non lo è, dato che si tratta quasi di un codice. Si parte con una stretta di mano, poi l’uomo vi avvicinerà a sé per darvi una pacca alla schiena, poi concluderà con un’altra stretta di mano. Ripeto, mano, abbraccio, mano. NON DATE BACINI AGLI UOMINI.

8 – Conto e propina

In Messico la mancia è quasi obbligatoria e si aggira sul 10%. Lo so, per legge la mancia è facoltativa, ma se vuoi tornare frequentemente in questo ristiorante è meglio che non ti ricordino come “el pinche codo”, l’infame taccagno (per altre info, qui). Per chiedere il conto, fate una firma nell’aria, come se foste degli ebeti che autografano quaderni invisibili.

9 – Per muoversi: Prepara la ruta, il percorso…

Se vuoi muoverti in trasporto pubblico, va benissimo, ma parti preparato. Controlla bene quale stazione del metro è quella a cui devi scendere, studia bene le strade, cerca per quanto possibile di non dover chiedere indicazioni. Per esperienza personale, tutti i pedoni e commercianti sono amabilissimi, ma non vorrei mai che trovaste la pinche mela marcia che se ne approfitti della vostra ingenuità. Se proprio avete dei dubbi, chiedete al…

10 – …Poliziotto, guida urbana e poco più…

All’uscita da ogni metro ci sarà sempre un poliziotto annoiato, mollemente appoggiato ai tornelli, che permette l’entrata gratuita ai pensionati. Loro sono il vostro punto di salvezza se non sapete quale uscita prendere o dove dirigervi. Con malcelato fastidio vi indicherà l’uscita più idonea alla vostra destinazione. Per il resto, i poliziotti sono anche una fonte di possibili brutti incontri, se guidi: la loro corruzione è diffusissima, tanto che uno dei colleghi, il primo anno di permanenza qui, mi ha detto “Cuidate de los rateros, y de los polis”, ma se siete pedoni non c’è problema.

11 – …attento alle horas picos, orari di punta…

Le ora di punta rendono la vita difficile ovunque, e Città del Messico certamente non fa eccezione, anzi, potrebbe dettarne la regola generale. Evitate, se vi è possibile, di prendere trasporto pubblico fra le 6.30 e le 9, dato che è l’orario di entrata di studenti e lavoratori. Stesso discorso per l’intervallo 17.30-20. Chiaro, anche voi avrete il vostro bel daffare una volta cominciato a lavorare, ma se siete qui come turisti, evitatevi questa tortura. Se poi siete in macchina…auguri. Per sopravvivere al metro cliccate qui.

12 – …stazioni difficili: Pantitlan, Hidalgo, Tacubaya, Zocalo.

Queste stazioni del metro, autentici formicai umani, sono destinate per la loro posizione focale ad essere linea di passaggio per varie traiettorie del metro. Le migliaia di messicani che cercheranno di cambiare linea del metro rendono questa matassa umana un ostacolo formidabile. Aggiungete a questo la bruttezza inenarrabile di Pantitlan e Tacubaya. Lo Zocalo fa discorso a parte: essendo piazza centrale e per le numerose attività commerciali che lo circondano, questa fermata del metro potrebbe essere straripante pure di domenica alle 11. Già provato.

Metro Pantitlan in ora di punta

Metro Pantitlan in ora di punta

13 – Poco vistoso, se possibile

Siete stranieri, ce l’avete scritto in faccia. Se siete biondi, poi, siete come semafori. Perché aggiungere altri segnali, estraendo in pieno centro la mappa della città (COMPLETAMENTE INUTILE, viste le dimensioni della metropoli) o la guida Lonely Planet? State gridando a tutti che vi siete persi e non siete di lì. Per quanto possibile, preparatevi come detto al punto 9. Poi, alcune regole di base che valgono qui, come a Parigi, come in Egitto: non girate con la macchina fotografica davanti al petto, a meno che siate in comitiva, ed evitate di farvi la selfie con l’ipad. Anzi, evitate di farvi la selfie e punto.

14 – Cosa fare e non fare la domenica.

La capitale messicana è la città con più musei al mondo. Bellissimi e super economici (in generale il prezzo di entrata è fra i 2 e i 4 euro), offrono cose interessanti per tutti i gusti. La domenica, i musei pubblici sono gratuiti per tutti i messicani, quindi si riempiono. Se vi è possibile, andateci in altri giorni, e la domenica girate per Reforma, il viale centrale che viene chiuso al traffico automobilistico proprio la domenica, diventando un fantastico passaggio pedonali, i Campi Elisi messicani.

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15 – Salsa nel pueblo

Vi ritenete super fighi perché la salsa del ristorante messicano che preferite in Italia non vi fa nulla. Siete dei veri macho. Peccato che qui diventiate gattini. Un consiglio da un amante del chili: partite con calma. Mettete nel taco un po’ di salsa nel primo boccone, e se vedete che va bene, potete abbondare nel resto. Non buttate una secchiata di salsa senza averla “testata”, altrimenti richiate di perdere l’intero taco. Altra cosa, se avete la fortuna di visitare un pueblo, un paesino, ricordate che la salsa che fanno lì artigianalmente può essere estremamente più forte che quella industriale. E se la mettete nel brodo, moltiplicherete l’effetto. Riassumo: mettete un po’ di salsa, per “testarla”, attenti alla salsa di pueblo, mettete la salsa nel consomé o nel brodo a vostro rischio e pericolo.

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Grazie per avermi accompagnato in questo viaggio di cento articoli, o benvenuti ai nuovi lettori! Altre poche comunicazioni: ho avuto il piacere e l’onore di essere intervistato due volte questa settimana, una per il bellissimo sito Voglio Vivere Così (qui trovate l’articolo) e un’altra volta per Radio Kiss Kiss nel programma mattutino Check-in. Purtroppo, in quest’ultimo caso, il link per ascoltare l’intervista per ora non funziona 😦 appena la situazione cambierà, vi mostrerò il link, per chi fosse interessato!

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3 risposte a Comoda guida di sopravvivenza per il primo mese a Città del Messico (ARTICOLO NUMERO 100!!)

  1. Andrea ha detto:

    Complimenti per il centesimo articolo! Da turista sprovveduto, confermo che i consigli dell’autore sono validissimi.

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  2. giuliacalli ha detto:

    Complimenti! Sia per il 100º articolo sia per il lavoro che stai facendo…altro che Lonely Planet, quest post è da incorniciare e inserire in tutte le guide sul DF! 🙂

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  3. SweetRoocks ha detto:

    ¡Super articulo! felicidades por tus 100 articulos y por todas tus entrevistas 🙂

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