Nopal, un bavoso dono divino

Mi son reso conto che è da parecchio tempo che non parlo di cucina messicana, perciò oggi il tema sarà…il NOPAL! Eeehhhh! Prima cosa: cos’è il nopal? È una pianta grassa, una di quelle che in Italia si identificano con il nome cactus. Che vuol dire tutto o niente. Effettivamente è un cactus, nel senso che ha le foglie piene di spine, trattiene l’acqua all’interno, è tipica di ambienti semidesertici. Ma con questa descrizione possiamo identificare molte piante. Il nopal è quella pianta che è conosciuta anche da noi, che cresce nell’Italia dal clima mediterraneo e che produce i cosiddetti “fichi d’india”. Sono sicuro che adesso avrete più facilmente in mente il vegetale di cui sto parlando. Questo “cactus” è così importante per il Messico, che è meglio se ne elenco i vari utilizzi e valori, dato che sono diversi.

  • Il nopal serve per…trovare una capitale. HAHAHAHA perdonatemi la battuta idiota. Secondo la famosa leggenda, il popolo azteco identificò il luogo dove costruire la proria città (divenuta poi capitale di un impero) riconoscendo un “segno divino”: un’aquila con in bocca un serpente, appoggiata sopra un nopal. Questa triade floro-faunistica diventò parte integrante della mitologia del Messico moderno, tanto che la si può trovare nella bandiera, dato che è l’escudo nacional, oltre che su tutte le monete messicane. La pianta del nopal fa anche parte dell’immaginario mondiale, dato che non appena uno pensa ai messicani si immagina una versione attuale di Pancho Villa, appoggiata ad un Nopal (per altri stereotipi, leggere qui). Non esiste messicano senza cactus e dietro ad ogni cactus c’è un messicano che ti aspetta. Il mio libro di francese lo conferma.aaa
  • La foglia del nopal, privata delle spine, è un ingrediente importantissimo della dieta nazionale. Con il nopal si possono preparare delle insalate, farne una frittata, mangiarlo come contorno della carne, farne dei tacos, frullarlo insieme ad altri ingredienti o semplicemente come condimento di garnachas, come tlacoyos o gorditas, (vedi articolo). I suoi valori nutrizionali sono incredibili: pochissime calorie ed alto contenuto in fibre ne fanno un ingrediente importantissimo per molte diete dimagranti.
  • Foglie di nopal in un lago di bava. Guacalita.

    Foglie di nopal in un lago di bava. Guacalita.

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  • La tuna, conosciuta come fico d’india in Italia, è attualmente il frutto che preferisco. Quando ariva la stagione giusta, il prezzo si abbassa moltissimo, può costare meno di 40 centesimi di euro al chilo. Personalmente, compro borsate di tunas ogni volta che trovo delle bancarelle vicino a casa. Il sapore è molto dolce e la polpa è piena di semi, dando una consistenza simile ai fichi. Di tunas normalmente se ne trovano due varietà, gialla-verde e rosso-viola, dal gusto leggermente differente. Quando si taglia la tuna rossa, il liquido che ne esce è di un rosso acceso, quasi ematico, tanto che Frida Kahlo lo definiva “color sangue di tuna”. A proprosito: esiste una maniera molto elegante di aprire una tuna, basta tagliarne quasi completamente la testa e il…culo, poi fare un taglio trasversale, in questa maniera si può liberare il frutto senza difficoltà e con parecchia soddisfazione. Gli applausi sono facoltativi ma accettati volentieri.image2
  • Esistono pure utilizzi medicinali e industriali di questa pianta. In questi casi, la componente più importante è proprio quella meno gradevole dal punto di vista alimentare, la bava del nopal o mucilago. Quando si taglia una foglia di nopal, infatti, si può notare subito la fuoriuscita di un liquido trasparente, viscoso, della consistenza della mucillaggine. Sollevare una forchettata di nopal e produrre un filo di bava fino al piatto è una delle sensazione meno piacevoli che questo paese possa offrire. Il mucilago aveva vari utilizzi medicinali per i popoli del Messico precolombiano, come aiutante della digestione, per sanare ferite o spaccature nel labbro, contro le emorroidi (almeno così dice Internet, non appena uno specialista contraddica queste informazioni le modificherò). Altro utilizzo più “industriale” era come collante; inoltre, se si vuole dare la tinta alle pareti, dare una “prima mano” di bava di nopal per poi passare il colore ne assicura una presa migliore.

Potete quindi capire quanto questa pianta sia importante nella vita e storia del paese. Il Messico ha regalato al mondo sapori incredibili e fondamentali per la cucina attuale: cioccolato, vaniglia, fagioli, mais, pomodoro, patate. Peccato che il nopal non abbia avuto lo stesso successo! Se lo meritava, il mio bavoso amico.

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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2 risposte a Nopal, un bavoso dono divino

  1. giuliacalli ha detto:

    Amooo il Nopal, adesso ho una voglia matta di quesadillas con nopal, e sono solo le 10 del mattino qui!

    Mi piace

  2. Pingback: Aguacate, lo stranissimo burro vegetale | Estoy Messicando!

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