Ir “puebleando”

  
La settimana scorsa, finito il lavoro, stavamo cercando di tornare a casa per la solita via, ma non abbiamo potuto perché l’abbiamo trovata pienissima. Abbiamo allora girato per passare per un altro percorso. Dopo essere avanzati a passo d’uomo, abbiamo optato per la terza e più disperata possibilità: ir puebleando. Questo verbo si potrebbe tradurre come “andare paesinando”, e si può leggere in maniera positiva o negativa.
“+”: passare per villaggi e paesini messicani, spesso folcloristici e coloratissimi, ammirandone la semplicità e dignità delle architetture non ancora attaccate dal barbarismo urbano. Generalmente si va puebleando se si è turisti e si vuole godere il paesaggio con calma
“-“: passare per paesini spersi, a volte poco sicuri, dove le regole del traffico e del transito non valgono (o valgono ancora meno che in città, se questo fosse possibile) e vedere che perfino la flora e la fauna complottano con l’idiozia e l’inciviltà della gente per rendere questa “scorciatoia” un’odissea. 
Secondo voi, alle 7 della sera, volevo fare un giro turistico? No. Quindi capite perché in quell’occasione avevamo in mente la versione negativa del termine. All’inizio la strada era abbastanza fluida, confermandoci che avevamo fatto bene a scegliere quest’ultima possibilità. Con l’avvicinarsi al centro del primo paesino sono sorti i primi ingorghi, e la strada si è fatta più stretta, perché le strada che passano per i paesini sono spesso strade nate durante l’epoca della colonia (1500-1800) inadatte quindi a far passare due macchine alla volta. A questo aggiungete il fatto che il bus si ferma sempre lì, perché c’è sempre qualcuno che sale e scende in quel villaggio. I pedoni poi ne approfittano per lanciarsi in strada all’improvviso, consapevoli che per una volta sono loro che possono fare gli spacconi. Perfino le bestie (a quattro zampe, stavolta) prendono l’iniziativa, e i famosi cani del Df (Leggete qui) sanno molto bene quando e come attraversare incolumi, anche se alcuni somigliano ai propri compaesani a due zampe e si buttano pure loro senza preavviso. Passati in questa maniera due pueblos, ci troviamo davanti un bus fermo, che non sta caricando né scaricando passeggeri. Semplicemente, il chofer sta chiacchierando amabilmente con qualcuno in strada (niente di nuovo). Con difficoltà lo supero. Poco più avanti trovo traffico un’altra volta. Avanziamo a passo lento fino a trovarne la causa. Un bus. Parcheggiato sulla nostra corsia. Non sto dicendo che era parcheggiato nel nostro lato della strada, ma proprio che era parcheggiato SULLA corsia, la occupava interamente! Le macchine dovevano invadere la corsia opposta per avanzare, e questo sempre e quando gli altri automobilisti lo concedevano. Insomma, so bene che il traffico deve essere previsto e accettato. Ma immaginatevi come diventa la situazione quando piove o c’è giorno di mercato!
Ah, piccolo avviso, le prossime due settimane starò in viaggio, torno nel vecchio continente quindi non potrò pubblicare con la stessa regolarità, ma lascerò per i fedeli lettori una sorpresa fra una settimana! 😀

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3 risposte a Ir “puebleando”

  1. consuelomurgia ha detto:

    Fate buon viaggio! 🙂

    Mi piace

  2. Pingback: Santa Fe, il pueblo e la valle del vizio | Estoy Messicando!

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