Sanjuditas, ovvero: come prendere l’autobus di fianco a San Giuda Taddeo

  
Il primo anno in Messico, ho lavorato in una scuola nel nord-est della città. Grazie ai giornalieri viaggi in metro, ho potuto avere un’idea variopinta e di prima mano del feticismo religioso messicano. Per feticismo, intendo l’adorazione di un oggetto, una statua o una bambola, che riporta a qualcosa di sacro. I più inquietanti rimandi religiosi sono stati i bambolotti che vengono cullati, vestiti e coccolati durante il periodo natalizio. Inquietanti per me, ma profondamente importanti per molte famiglie messicane. L’altro esempio “vistoso” di questa religiosità che ha bisogno di abbracciare LETTERALMENTE il Sacro, si può apprezzare ogni 28 del mese. 
Con frequenza, vedevo salire e scendere dal metro gente portando statue di gesso dipinto alte un metro. Ho pensato che ci fosse una compravendita, o un punto di vendita all’ingrosso a quell’uscita della metro. Poi, qualcuno mi ha spiegato cosa significa, anche se già non ricordo più chi: sono Sanjuditas.

  
Chi sono? Seguaci di San Judas Tadeo. Chi è? Uno degli apostoli! San Giuda Taddeo viene rappresentato normalmente con una fiamma sopra la testa, che ne indica la presenza durante la Pentecoste (ricordate il catechismo? Le lingue di fuoco rappresentanti lo spirito santo? No?? Tornate in oratorio!!). Questo santo non va confuso con l’altro Giuda, ben più famoso, che secondo la tradizione cristiana avrebbe tradito cristo. 
Dove è il centro di adorazione di San Giuda a Città del Messico? Nel tempio…di San Ippolito. Esatto! La chiesa più importante di San Giuda, non è una chiesa a lui dedicata, ma la chiesa di San Hipolito, patrono della città. Il 28 ottobre è il giorno di San Giuda, e in quell’occasione molti devoti si mettevano in cammino, a piedi o con il trasporto pubblico, scendevano alla stazione Hidalgo e raggiungevano la chiesa.  Come potete vedere, quando si avvicina il 28 in alcune carrozze del metro si attacca scherzosamente un adesivo sulla stazione hidalgo, rappresentando un profilo di San Judas.

 L’adorazione per questo santo è così forte che questa tradizione annuale è diventata qualcosa di mensile, perciò OGNI 28 DEL MESE si possono vedere delle persone che portano a spasso delle statue di gesso, fino a raggiungere la chiesa. Se si va in macchina o in bus, si possono trovare Sanjuditas (così si fanno chiamare i suoi fedeli, cioè qualcosa tipo “Sangiudini”) all’incrocio o al semaforo, in mezzo alla strada, che chiedono offerte per San Giuda. Non so quanto possano essere affidabili e quanti oboli vadano al santo, e quanti a loro. 
Dopo l’adorazione della Guadalupe, credo che San Giuda sia il santo più sentito a livello affettivo qui in Messico. Ed esattamente come la Guadalupe (per maggiori informazioni leggete qui) ha sofferto lo stesso trattamento kitsch, producendo gadget di dubbio gusto, dai portachiavi, ai mega poster, alle sue rappresentazioni in chiave manga, vedere immagine qui sotto.

  
I seguaci di San Judas vengono a volte fatti oggetto di commenti razzistici. In generale, lo stereotipo li descrive come nacos, cioè burini (per maggiore informazione leggere questo articolo) o che siano ladri. A descrivere questa idea, ho trovate questo meme, che dice: “Ehi, ti ha detto burina!” “Come osa? Tienimi il San Judas, che gli faccio il culo”(il verbo che usano è una volgarità per indicare scazzottarsi). 

  
Più di una persona mi ha detto che San Judas è anche il protettore dei ladri. Sono già quattro o cinque volte che sento questa frase “El dia 28 es seguro. Seguro que te asaltan”, cioè, “il giorno 28 è sicuro, sicuro che ti scippano”. Credo che questi stereotipi (non so quanto siano fondati) derivino dal fatto che il tempio di San Ippolito si trovi vicinissimo al quartiere Tepito, il barrio più antico della città, centro di compravendita di merce pirata importante a livello internazionale generalmente circondato da un’aura di orgoglio mista a pericolo, un Bronx che dovrebbe rappresentare i problemi e la fierezza di un Messico tenace e solidale all’interno del proprio gruppo. Sto cercando da un po’ di tempo qualcuno che mi voglia accompagnare a Tepito, appena trovo qualcuno sarò felice di esplorare una delle poche zone della città che ancora mi restano sconosciute! 
Foto da: http://www.revistaanfibia.com/cronica/jovenes-de-san-judas-el-mexico-desesperado/ 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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4 risposte a Sanjuditas, ovvero: come prendere l’autobus di fianco a San Giuda Taddeo

  1. jacopo ha detto:

    Piú che altro essendo San Judas il santo delle situazioni tremendamente complicate é diventato uno dei santi prediletti dai “ragazzi di vita” della cittá e del paese.
    Comunque, come per quando gioca l’America, il 28 in teoria dovrebbe essere una delle giornate piú sicure dell’anno, perchè é difficile scippare caricando una statua di 15/20 chili! 😉

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  2. Judasfan ha detto:

    Articolo davvero interessante. Ho riportato il link nel mio blog.

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