Naco

  
Ammetto che nel primo periodo che ho passato in Messico, mi è risultato difficile capirne il significato.
Naco. Lo sentivo dire abbastanza spesso (mai nei miei confronti) ed era sempre qualcuno che conoscevo che lo usava come parola. Perciò un giorno ho chiesto. Cosa significa naco? L’unica cosa che ero riuscito a capire era che deve essere un insulto. 
Naco. Effettivamente, anche per chi parla spagnolo ed è messicano, non è facile farne una descrizione senza usare alcuni giri di parole. Una delle parole che può dare un’idea è corriente. Cioè, che è popolare, nel senso negativo, volgare, di bassa lega. Ecco quindi come una serie di parole o parolacce possono definirsi come corrientes. O nacas. Ma se questa definizione va bene per le parole usate, come può funzionare anche con una persona? Come può una persona essere “di bassa lega”, di poco valore, volgare? Non siamo tutti uguali? No. Non siamo tutti uguali. Il concetto di uguaglianza di tutti gli esseri umani è presente in tutti (?) i codici civili e formalmente tutti i paesi la riconoscono. Ma l’uguaglianza effettiva non si è mai realizzata, e mai si realizzerà, anche se in alcuni paesi ci si sta lavorando e si è arrivati ad un risultato abbastanza incoraggiante. Fra questi paesi virtuosi, in cui tutti gli esseri umani vengono trattati nella stessa maniera e con la stessa dignità, non posso citare l’Italia. E meno ancora il Messico. 

Non parlerò del caso italiano, altrimenti infilerei la mano in un vespaio. Stavolta mi concentro sulla mia seconda patria, il mio caro Messico. Perché in Messico, parafrasando “La fattoria degli animali”, alcuni cittadini “sono più uguali di altri”. La divisione in strati socio-cultural-economici, è una caratteristica evidentissima della società messicane. Queste “quasi caste” fratturano la società messicana in senso verticale, e in senso topografico. Di questa piramide sociale, mi occuperò in un altro articolo, ma voglio tornare al punto fondamentale: cos’è un naco? Possiamo cercarne una definizione in maniera empirica. Naco è:
– chi si veste in maniera “brutta”, con magliette larghe o a petto nudo, jeans a vita bassa da cui escono le mutande, cappello stretto in fronte in modo da simulare un cranio oblungo (??)
– chi parla in maniera volgare, usa parolacce o non sa usare bene lo spagnolo. Dice spesso comistes, dormistes, errori grammaticali frequentissimi. (??)
– chi non sa comportarsi civilmente, non conosce le regole di base della vita in società (ma quale società?), chi ha uno stile di vita che cerca di simulare classi economiche di cui evidentemente non fa parte (??)
– chi cerca di fare festa o organizzare eventi che si risolvono in grossolane riunioni di centinaia di persone, di cui molte terminano ubriache, con musica “naca” e vestiti “naquisimi” (??)
– persona che fa qualcosa di scorretto o estremamente volgare, per esempio il vicino di casa che raccoglie cacche dal suo giardino e le lancia contro la casa del supposto proprietario dei cani. In questo caso, si chiama nacada, cioè un atto da naco.

Volendo andare più a fondo e cercarne l’etimologia, ho fatto una breve ricerca (via internet, purtroppo non ho tempo di andare in biblioteca, i corsi ultimamente mi stanno assediando, per fortuna!) e ho trovato varie versioni, molto interessanti. Naco potrebbe significare:
– codardo o goffo, dal portoghese
– derivato dal termine totonaco, etnia presente in Messico negli stati di Veracruz e Puebla, di antichissima cultura e distinti per la propria lingua e le proprie tradizioni che difendono orgogliosamente
– derivante da un termine usato nello stato di Guerrero contro gli indigeni, naco starebbe per goffo, ignorante e illetterato
– per come si usa attualmente, significa non essere In, non essere alla moda.
Ecco allora come il termine assume una luce più chiara. La parola naco si collega alla parole indio, cioè il termine dispregiativo con cui si apostrofano i cittadini messicani che sono ancora fortemente collegati al passato precolombiano, perché parlano una lingua differente dallo spagnolo, perché hanno feste o tradizioni differenti da quelle cristiane e perché sono scuri di pelle, quindi hanno avuto meno incroci con gli invasori europei. La parola indio di per sé è un errore, perché sono stati chiamati indios gli abitanti di America solo a causa dell’errore geografico di considerare le coste appena scoperte (1492) come le coste, appunto, dell’India. Ma con la dominazione spagnola e l’epoca del colonialismo, indio diventa termine spregiativo, da usare con la classe inferiore, gli amerindi “puri”. 

Quindi, usare la parola naco significa riproporre e propagare un linguaggio razzista, oltre che offensivo. Nel significato più allargato, potrebbe invece essere tradotto in italiano come cafone, coatto, zotico o tamarro. Cioè, incapace di vivere secondo le regole della vita civile, esagerato nel vestire, nel parlare e nel comportarsi. Aggiunge Ana Velazquez che spesso il naco è… chi usa la parola naco! Nel senso che usare questo tipo di lessico…è da naco. In Italia, si può definire tamarro un tizio che se ne va in giro con la camicia aperta e un crocifisso lungo 30 centimetri che affonda fra i peli del petto. Ogni riferimento a persone reali è puramente casuale.

   
Riassumendo: si può usare la parola naco, senza passare all’offesa pesante? Se si usa nel senso leggero di persona che non si veste secondo i canoni della maggioranza, verrebbe da dire di sì. Ma troppo forti sono le probabilità di una nascita in senso razzista del termine, quindi, se fossi in voi, eviterei del tutto di usarla! Per chi non lo sa o non lo ricorda, italien era un termine offensivo, un insulto nella Francia degli anni ’60 e ’70.
Terminando in leggerezza: la televisione messicana ha creato un personaggio fantastico, un naco divertente e estremo nelle sue caratteristiche, Albertano. Questa specie si può vedere in una serie chiamata Maria de los Ángeles, che racconta vicende di un quartiere messicano tipico, con tutti gli stereotipi che uno si immagina. Per chi conosce almeno parzialmente il mondo messicano, la visione di questo telefilm provocherà di sicuro qualche risata!

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7 risposte a Naco

  1. consuelomurgia ha detto:

    Ciao Denis, ti suggerisco anche “coatto” come traduzione per il termine “naco” (https://it.wikipedia.org/wiki/Coatto).

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  2. SweetRoocks ha detto:

    Ciao.. io ti lascio questo altro video.. “las Nacas: Nacasia y Nacaranda” … hasta el nombre te da a entender lo nacas que son! 😛

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