Coyoacan, gioiello colorito e fresco 

  
Coyoacan è uno dei quartieri più belli di tutto il Messico. Nonostante si trovi come parte integrante della capitale, ha potuto conservare un’aria coloniale e rustica. Come è stato possibile? Semplicemente, la città nel proprio affanno di ampliamento ha inglobato questa zona esattamente così come era. I confini originari di Città del Messico erano circondati da piccoli paesini satellite, che ora sono diventati semplice quartieri. Alcuni di loro però hanno potuto conservare il loro spirito originario, la loro anima “provinciale”. Coyoacan e San Angel ne sono due ottimi esempi. 
Che si può fare durante una visita a Coyoacan? La cosa migliore è passeggiare. Le strade ricoperte da sampietrini e ciottolato invece che del solito cemento vi daranno la sensazione di essere usciti dalla capitale. La zona è molto alberata, offre un po’ di fresco quando l’estate è pesante (i TERRIBILI 24 gradi di Città del Messico) e ad ogni angolo troverete venditori di dolciumi o di prelibatezze normalmente in vendita alle sagre, come churros normali o ripieni, meringhe, buñuelos, dulce de leche…

  Il vero cuore di Coyoacan è una fontana, che dà il nome popolare alla piazza che la contiene: la fontana dei Coyote. Coyoacan infatti significa Luogo dei coyote (Elena, se ho sbagliato correggimi sadicamente, cioè con gusto e con violenza 😀 ). La fontana si trova al centro di una zona alberata e piena di panchine, quasi una micro alameda. Per alameda si intende un parco urbano vicinissimo alla piazza centrale, tipico di molte città spagnole e quindi per derivazione anche messicane. Il punto è talmente ben conosciuto che alla fine viene sempre usato come luogo per ritrovarsi quando si dà un appuntamento, “Ci vediamo alla fuente de los Coyotes”. Artisti di strada, persone impegnate in iniziative umanitarie o di contestazione, cantanti popolano questa piazza, approfittando della gente che si ferma o che ci passa con gusto. Ci sono pure i suonatori di organillo, quello strumento a mano che si può ascoltare nelle zone più turistiche della capitale, “suonato” girando una manovella da una persona che chiede un contributo per mantenere viva quella professione. Proprio oggi ho potuto conoscere un’altra coppia mista, Laura, Matteo e il piccolo Ivan, simpaticissimi vicentini-messicani. È stato bellissimo saltare dalla lingua di Cervantes a quella di Goldoni in un battito di ciglio! 

    
Una volta fatto il giro delle due piazze e visitate le chiese coloniali che le circondano, si può entrare nel mercato coperto di alimenti, poco distante. Questo mercato offre tutte le merci più classiche (dalla frutta alle piñatas, dai dolci alle piante) più dei posti fantastici in cui mangiare. Da quando sono arrivato sono un cliente fisso di un posto che vende tostadas, sono enormi, stracariche e buonissime. Ve lo suggerisco, non vi sarà difficile trovarle perché quando ne troverete uno dentro al mercato già ci siete, ha affittato sgabelli e mensole in varie parti del mercato e i ragazzi corrono dai clienti al centro di “farcitura tostadas” continuamente. Sono pure economiche, per i clienti più taccagni 🙂
Se volete darvi allo shopping, potete raggiungere il mercato dell’artigianato, su ben due piani. Quando progettate di tornare in Italia o volete regalare qualcosa che gridi “Messico!!” appena lo si vede, vi conviene farci un giro. A parte le solite calaveras, ci saranno prodotti tessili, riproduzioni a mano, lavorazioni in cuoio, quadri, alebrijes (tipici mostri messicani fatti in legno o cartone e plastica) e bancarelle “chafa” di pseudo occultismo. Al piano terra del mercato ci sono pure dei laboratori in cui si insegna a chi è interessato come dipingere o costruire alebijes.

Un altro punto alimentare fondamentale è il caffè Jarocho. Jarocho è una parola che indica qualcosa “di Veracruz”. È un negozio messicano al 100, di ottima qualità, buonissimo e dal prezzo onesto, presente in più filiali sparse per la città. A parte il café de olla classico, vende cappuccino e cioccolato. È l’anti-Starbucks per eccellenza, tanto che se cercherete in tutto Coyoacan non ne troverete neppure uno degli onnipresenti bar Starbucks. Il caffè Jarocho li ha sbattuti fuori. È una zona libera dalla multinazionale dei cappuccini ipercalorici e super costosi . Yupiiii. Per altre info sul caffè in Messico, clicca qui.

  Passando dall’artigianato alla cultura…è impossibile parlare di Coyocan senza nominare i suoi santi protettori: Frida e Diego. Cioè, Frida Kahlo e Diego Rivera. Celebri in tutto il mondo, questa coppia di artisti ha vissuto proprio in questo quartiere della capitale, lasciandoci un segno indelebile. Ovunque potrete trovare souvenir e raffigurazioni di Frida, in tutto il Messico (nella foto, una versione Dia de muertos) ma Coyoacan ne è proprio invasa. La loro casa è diventata oggi uno splendido museo, intimo e accogliente, per il fatto stesso che la struttura è la medesima casa in cui Frida e Diego hanno vissuto (e litigato :-D). A poca distanza, troverete un’altra chicca culturale-storica, la casa-museo di Trotsky, l’importantissimo politico russo costretto all’esilio dall’ex compagno di partito, Stalin. Ma la longa manus sovietica lo raggiungerà pure qui. 

Frida e Diego, e il loro amico Trotsky meritano dei capitoli a parte, perché le loro vite, movimentate, passionali e vere, non potrebbero mai essere racchiuse in un film. Men che meno in un articolo che parla del quartiere in cui hanno convissuto! 
Vi aspetto quindi più avanti per raccontarvi la loro storia, sempre se lo vorrete! Se vi è piaciuto questo articolo, non esitate a condividerlo! 😀

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4 risposte a Coyoacan, gioiello colorito e fresco 

  1. SweetRoocks ha detto:

    Coyoacán è uno dei miei posti favoriti dal DF 🙂 grazie per avermi fatto tornare là:))))))

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  2. Ruben ha detto:

    Ti mancano La Coyoacana (cantina), La Hacienda de Cortés (Ristorante), La Puerta del Sol (Birre), i gelati, ecc.

    Mi piace

  3. Pingback: San angel, tra churros e mummie | Estoy Messicando!

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