Godinez: una tribù urbana di Fantozzi messicani

Ciao a tutti! Oggi vi parlerò di una tribù urbana estremamente numerosa: i Godinez.

Cosa sono? Il termine deriva da un cognome spagnolo, ed è nato da un personaggio televisivo (dalla serie el Chavo del 8) che si chiamava, appunto, Godinez. Diciamo come il nostro Fantozzi! Anna Ramirez aggiunge che in “Gutierritos”, una telenovela degli anni ’60, si parlava di un “oficinista” e le sue disgrazie. 

Il Godinez rappresenta l’impiegato comune, pubblico o privato. Chiaramente è una macchietta, cioè un personaggio fittizio con le caratteristiche molto generalizzate, che possono rappresentare i difetti più comuni o più vistosi. Lavora in un ufficio con pochissime speranze di scalata sociale, in pausa pranzo mangia soprattutto garnachas che vendono nella strada di fronte al propio ufficio, è abbastanza pigro e se può evitare di lavorare troppo lo fa, aspetta con ansia l’arrivo del fine settimana, e soprattutto l’arrivo della quincena, lo stipendio che arriva ogni quindici giorni. Generalmente appartiene alla classe medio-bassa socioeconomica, ha le aspirazioni della classe media ma le spese e i problemi di vacche magre della classe bassa.

  
Come riconoscerli? Il Godinez, e la damita Godinez (la femmina della specie) si possono riconoscere visivamente per il proprio vestiario. Il lavoro di ufficio li obbliga ad un completo formale, camicia e cravatta, pantaloni e spesso mocassini, mentre la femmina porta gonna e camicetta anch’essa formale. Vivono in simbiosi con il badge, la propria tessera di riconoscimento lavorativa che attaccano alla cintura o portano al collo, si possono trovare con il badge già posto sin dal viaggio mattutino verso il lavoro, spesso fatto con il trasporto pubblico, soprattutto la metro. Sono spesso armati di tupperware, i contenitori che permettono di trasportare il cibo da casa. Altra caratteristica comune è il megabicchierone di Starbucks (rigorosamente con il marchio di fronte, per mostrare che non è un misero caffè del 7/11 o dell’Oxxo, due negozi di alimentari dai prezzi abbastanza bassi, il caffè squallido e aperti 24/24). Questa sorta di caffè da passeggio è un altro marchio di fabbrica Godinez, e dovrebbe rappresentarne il prestigio economico e distinzione, dato che il caffè di questa catena è particolarmente caro e gettonato perché alla moda. L’habitat per eccellenza dei Godinez è Santa Fe, il polo commerciale e finanziario di Città del Messico, ma altre aree dove si possono trovare con frequenza sono la zona di Polanco e il centro della città.

  
Il ritmo biologico e socioeconomico del Godinez può essere ben rappresentato dalla propria quincena, lo stipendio che arriva ogni due settimane. Il giorno della quincena il Godinez spende e spande come se non ci fosse un domani. Questa spensieratezza economica dura meno di 72 ore. Già a partire della prima metà della settimana, il Godinez si rende conto che non può permettersi di continuare con questo ritmo di vita. Passa quindi ad uno stile più morigerato ma sempre dignitoso. Questo nuovo bioritmo dura quasi 6-7 giorni. Al termine di questo periodo, il Godinez si accorge che nel conto in banca non gli resta più nulla. Ha ancora davanti a sé tre o quattro giorni prima dell’arrivo della quincena. Comincia quindi una nuova fase, chiamata “miseria in giacca e cravatta”. La nutrizione del Godinez si riduce a scatolette di tonno o zuppe Maruchan, orribili zuppe precotte stile giapponese, che si possono comprare a 0,60 € e i cui conservanti restano nel corpo umano per quattro mesi (dati di una ricerca realmente effettuata l’anno scorso). Anche il caffè bevuto segue questa discesa infernale: dall’inutilmente carissimo Starbucks si passa a dei caffè più “chafa”, scrausi, di bassa qualità, come quelli venduti nei negozietti che si trovano ad ogni angolo, o il black (il caffè della coca cola), fino al più misero Nescafe in polvere. 

  Il Godinez che vuole dimostrate che ancora possiede un briciolo di autostima arriva a mettere il caffè chafa dentro al bicchierone dello Starbucks, mostrando così, almeno a vista, che non ha ancora toccato il fondo. Ai limiti della sopravvivenza alimentare, il Godinez riesce a trascinarsi fino al giorno della successiva quincena. Dimenticando le ristrettezze e le sofferenze appena vissute, il ciclo ricomincia, inesorabile come un samsara indiano (il ciclo eterno delle anime che si reincarnano). 

  È proprio questa una caratteristica tipica della specie: queste persone sono quasi incapaci di risparmiare, vivono alla giornata, nonostante il loro stipendio gli possa permettere, con un po’ di criterio e di logica, di migliorare decisamente il proprio stile di vita e di permettersi qualche lusso. No. Preferiscono bersi quasi tutta la quincena nel primo fine settimana successivo allo stipendio, sotto forma di birre o liquori, o offrendo gli stessi alcolici agli amici che li stanno accompagnando in questo festino autodistruttivo. Intendiamoci: non tutti i Godinez sono privi di criterio economico, esistono anche persone premurose e accorte, ma questa “sindrome della quincena”, questo ritmo forsennato, questo stile di vita simile ad una montagna russa, è una caratteristica estremamente messicana che si può trovare in forma preponderante in questa classe socio-lavorativa. 
Da qualche mese sto seguendo una pagina splendida, che si chiama “Lo que callamos los Godínez”, Quel che tacciono i Godinez, una pagina Facebook ironica e autocritica che racconta con foto e frasi le glorie e le tragedie della vita d’ufficio, i ritmi, i problemi e i momenti spassosi e divertenti (numerosissimi). Le foto che allego a questo articolo appartengono tutte alla stessa pagina, se avete un po’ di conoscenza di spagnolo ve la consiglio vivamente! 

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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5 risposte a Godinez: una tribù urbana di Fantozzi messicani

  1. Ana Ramirez ha detto:

    Jajaj! È vero, i Godinez sono proprio dalla città del Messico. Ma mi sembra che i Godinez anche abbiano su origine nel personaggio “Gutierritos”, una telenovela degli anni ’60, che parlava di un “oficinista” e le sue disgrazie.
    Saluti!

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  2. SweetRoocks ha detto:

    Yo la verdad este término no lo conocía. Recuerdo a Godinez del chavo del 8, que era un niño con gorra y shorts… Así que al inicio de verdad “godinez” no me decía nada.. Hasta q vi la pagina de face de la que haces mención. Por ” Gutierritos ” si identifico está figura. Me parece q era un personaje en alguna película famosa de los años dorados del cine mexicano…Pero como dice mi suegra “io non faccio testo”, hace mucho que salí del Df y en provincia se veian otras cosas… Sin embargo la figura q ilustras es sin lugar a dudas una figura muy peculiar y característica mexicana… Y la mentalidad de esperar y gastar la quincena es, desgraciadamente, la forma de vivir de la mayoría de la población laboral. Un contraste para muchos europeos y sobre todo en las familias como la mía con un compañero no mexicano.

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