Un lago caldo dentro una montagna, Tolantongo

  

Secondo voi, è possibile:

1) andare in montagna 

2)in costume da bagno 

3) immergersi in acque a 32 gradi circondato da stalattiti? 

A quanto pare, in Messico anche questo è possibile! Il luogo per questa esperienza inverosimile si chiama Tolantongo. Lo so, il nome è difficile. Si trova nello Stato di Hidalgo, una regione montuosa che non ha sbocchi sul mare. La capitale dello stato è Pachuca (o pechuga, petto di pollo come l’ha chiamata il mio amico andrea) ed è conosciuta a livello nazionale per los pastes, una sorta di sofficini di sfoglia dal ripieno vario, derivati dal piatto della Cornovaglia pasty. Questa regione ha infatti avuto un immigrazione di minatori inglese fra fine ‘800 e inizio ‘900. Per arrivare a Tolantongo, potete guidare da Città del Messico per 4 ore più o meno, o potete cercare un viaggio organizzato come abbiamo fatto noi, che vi permetta di fare tutto in giornata. 

Si arriva in una regione montuosa, e una volta raggiunta la cima di una montagna…comincia una lunga e ripida discesa, unica via d’entrata alla regione delle grotte. La strada è stretta e permette a malapena il passaggio di due veicoli allo stesso tempo, ma mio cognato mi ha assicurato che una decina di anni fa era molto, MOLTO peggio. Ad ogni curva cominciava una lenta manovra di avvicinamento e sfregamento sull’orlo del precipizio, qualcosa di simile all’accoppiamento delle tartarughe. 

Dopo venti minuti di ripida discesa, si arriva alle grotte. E si trova un macello di persone. Sì, perché col tempo questa zona è diventata celebre, attirando frotte e frotte di messicani, soprattutto chilangos (come vengono chiamati con un termine offensivo gli abitanti della capitale). In tutta la zona aleggia una polvere sottile, perché l’andirivieni continuo di macchine e bus smuove la terra delle strade non asfaltate. Ci sono quattro alberghi quasi sempre pieni e che non si possono prenotare se non direttamente arrivati lì sul posto. Poi ci sono un paio di piscine, perennemente colme, che creano l’idea di un caldo mexicano, brodo messicano, come lo definisce poeticamente mio cognato Francisco. Finito? Ovviamente NO. La parte più caratteristica comincia ora. C’è un fiume, diviso in alcuni spiazzi (quasi piscine naturali) da una serie di cascatelle. Ed entrando, la prima sorpresa. Le acque termali sono piacevolmente calde, sui 30-32 gradi. 

  È anche possibile mettersi con la schiena sotto le cascate, per ricevere un massaggio naturale. 

Finito questa parte en plein air, potete entrare al vero cuore dell’attrazione, le grotte. Si raggiungono in una mezz’oretta di camminata e la vista è mozzafiato. Pensate a una cascata che scende dalla montagna, e che fa da porta a una grotta sottostante. Così, uno si avvicina, già preparando il respiro al colpo di freddo micidiale che riceverà passando attraverso l’acqua scrosciante. Invece no, anche questa acqua è calda. 

  Si entra allora alla grotta, molto grande e con una cascata centrale, che si origina da un buco proprio al centro del “soffitto”. Lì, ci si rende conto che é possibile esplorare altre sale della grotta che le stalattiti celano. C’è pure un punto con un circuito rotondo, una corda che passa lungo la parete permette di galleggiare facendo il giro della “sala”. Mi sono messo in fila per farlo, e subito si è formata ressa perché qualcuno più avanti si era bloccato. Ho cominciato a sentire che da dietro stavano spingendo, io avevo davanti mia moglie, e dopo venti secondi che mi sembrava già di stare nel metro, ho abbandonato. Posso accettare di essere compresso in una carrozza del metro o in un bus, ma non in una grotta e NON IN BOXER. Ammetto che l’ambiente potrebbe ispirare un po’ di claustrofobia…miscelata a agorafobia…miscelata a panico. Una grotta oscura, piena del rumore di gridolini e delle loro eco, con un calore che lo senti nell’acqua ma anche nel vapore che respiri, e una massa di corpi che spingono e che sembrano non sapere in che direzione andare…ha qualcosa di dantesco!

  
Un’altra parte visitabile si trova più in alto, nella stessa parete rocciosa in cui si trova la grotta, un altro percorso circolare con stalattiti e stalagmiti. 

Esiste pure un altro sito, chiamato El paraiso, che si raggiunge in trenta minuti di camminata o in tre minuti di furgone (a solo cinque pesos). Qui potete trovare un ottimo ristorante che serve tortillas fatte a mano, anche se il servizio tarda moltissimo, quindi se avete poco tempo evitatelo come la peste. Da lì, in pochi minuti potete raggiungere il “parayso”. Si tratta di alcune pozas, pozzette, delle micro piscine una collegata all’altra. Niente di strano? No, se non fosse che sono a strapiombo! Cioè, al di là del bordo c’è la discesa della montagna. Quindi, si sta in piscina, al caldo, ma con un panorama quasi alpino. 

  A quel punto sapevo che mancava poco all’orario di ritorno, perciò ho chiesto ad un tizio l’orario, erano le cinque e un quarto. L’autobus ripartiva in un quarto d’ora! Siamo usciti bagnati e infreddoliti e siamo ripartiti per raccogliere tutte le nostre borse e averi, lasciati in alcuni armadietti nella zona grotte. Dopo una corsa affannata anche perché non trovavo più il parcheggio del bus, abbiamo ripreso la via del ritorno. Vi consiglio questa visita, ma se potete cercate di evitare il periodo di stagione alta, per non trovarvi il “caldo mexicano” 😀 sfortuna mente non abbiamo potuto fare nessuna foto, dato l’ambiente acquatico e abbastanza ostile alla tecnologia, perciò tutte le foto che trovate qui sono state prese dai seguenti siti: 

http://www.topeaqui.com/seccion/balnearios/5, http://www.grutastolantongo.com.mx/paraiso-escondido/pozas-cascadas.php, http://www.grutastolantongo.com.mx/gruta/gruta-tunel.php, http://news.urban360.com.mx/201781/por-las-calles-de-la-ciudad-grutas-de-tolantongo/

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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5 risposte a Un lago caldo dentro una montagna, Tolantongo

  1. consuelomurgia ha detto:

    Io sono stata a Tolantongo l’anno scorso ad aprile e appena uscivi dall’acqua sentivi un freddo cane perché il giorno prima aveva piovuto. Abbiamo dormito una notte in tenda con i maglioni e le coperte di lana. Dopo 7 ore di viaggio con vari autobus e nostra figlia che allora aveva solo un anno eravamo distrutti. Il giorno dopo mi sono sentita male e sono rimasta a riposare mentre gli altri andavano a vedere le grotte. Una volta tornati a casa di mia suocera, sono andata dal dottore e mi ha diagnosticato un’amebiasi. Insomma, è stata un’esperienza che mi ha lasciato il segno e ho deciso di farla rivivere ai protagonisti del mio romanzo La Esposa Mexicana, da qualche giorno disponibile anche in italiano con il titolo La Moglie Messicana: http://www.amazon.it/dp/B013CUQ9F4

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  2. rita ha detto:

    sembra un posto bellissimo, assomiglia a delle terme che si trovano in Croazia.

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  3. Rolando ha detto:

    Caro Denis, il caso ha voluto che mi imbattessi nel Tolantongo esplorando come faccio di solito il web e cercando di correggere gli errori di pseudo-viaggiatori che in una foto delle pittoresche piscine che tu hai provato hanno scritto che trattavasi di Portogallo e non Messico.
    Non tutto il male vien per nuocere visto che adesso conosco il tuo blog ricco di interessanti post e luoghi a me ignoti. Sono anch’io un blogger a tempo perso che scrive su tanti luoghi posti altrove ma su itinerari non stereotipati. Anch’io insegno italiano ma non professionalmente….diciamo quindi che abbiamo vari punti in comune: potrebbero venirci dei pensieri..come cantava Goran Kusminach nel lontano 1978.

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    • merkaura ha detto:

      Ciao! Grazie mille per la risposta, tutti i posti che descrivi li hai potuti già visitare? Hai trovato qualche informazione su Basilea? Presto potrò visitarla quindi mi piacerebbe avere qualche informazione al Di fuori del classico giro turistico

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