Los payasos (i pagliacci)

  

Questa volta voglio parlarvi di una delle passioni messicane, arrivate per contagio dagli Stati Uniti. I pagliacci.
Quando e come trovarli? Generalmente los payasos, i pagliacci vengono “noleggiati” per le feste dei bambini. Io non voglio pensare a che razza di matto pagherebbe un uomo truccato per prendere in giro un bambino e gli altri invitati alla festa. Ma tant’è, ognuno ha i suoi gusti. Personalmente li odio, ma so che alcune persone hanno ne addirittura una fobia. Due settimane fa stavamo camminando in centro quando si è avvicinata una mandria di pagliacci, non so se stessero promuovendo un evento o se fosse un’iniziativa benefica. Fatto sta che ce li siamo trovati davanti, con i loro sorrisi e i loro occhi senza anima. La cugina di mia moglie si è gelata, e non sapevamo se farci il giro attorno o continuare dritti (una scena alla Hitchcock). Alla fine abbiamo continuato nella stessa direzione, senza voltare lo sguardo per non attirare l’attenzione dello stormo.
Vivo in una zona in cui ci solo vari saloni per fare feste o ranchos, cioè zone verdi che si possono affittare. Varie volte, il sabato, mentre tornavo da lezione trovavo dei pagliacci già vestiti e truccati che prendevano l’autobus per raggiungere i saloni, infatti scendevano tutti alla mia stessa fermata. Dà una strana sensazione vedere un pagliaccio triste che si afferra ad un palo dell’autobus mentre arriva alla zona dove dovrà fare il suo lavoro. Neanche le scarpe lunghe riescono a dargli un’aria di allegria. Mi rendo quindi conto che sta semplicemente guadagnandosi il pane (la tortilla). Contento o no, che si sia svegliato bene o meno, dovrà andare in un posto dove ci si aspetta che sia lui quello che fa ridere, che ridicolizza o viene ridicolizzato. Pure io a volte non ho tanta voglia di parlare, e meno ancora di far parlare, e preferirei starmene tranquillo e silenzioso per il resto della giornata, ma di lavoro devo insegnare una lingua a persone che non la conoscono, e obbligarle a usarla, e la maniera migliore è parlarci. In parte pure io sono un pagliaccio!
I pagliacci che meno sopporto sono quelli che salgono sul bus. Lì non c’è scampo. Non puoi scendere e devi sorbirti tutto il loro monologo (?). Il problema principale è proprio questo, non è un monologo. Cercano di far partecipare pure quelli che si trovano nel bus. Generalmente prendono di mira le belle ragazze, o la gente che cerca di sfuggire ad ogni costo alla situazione, come quelli che si mettono le cuffie e guardano fuori, o quelli che fingono di dormire, o quelli che si mettono a leggere, rimanendo cinque minuti nella stessa pagina. Se non li guardi, o non sorridi, si “vendicano” tornando verso di te ogni volta che gli risulta possibile, sapendo che è proprio questo ciò che ti infastidisce. Usano monologhi triti e ritriti, che se ti han rubato un sorriso la prima volta per la pena e il patetico che ti sembrava il personaggio, ora ti danno solo un enorme fastidio. I monologhi dicono più o meno così:
“ciao a tutti! So quello che state pensando, ecco un altro pagliaccino, ma per favore, non mi ignorate! Ignorare un pagliaccio è come ignorare un cane. E io non sono un cane! Sono una cagna. Ah, quel pagliaccio è gay, no! Non sono gay, sono sposato”. A quel punto può continuare con due versioni

1) “tengo pareja (partner), amo a mi chava (ragazza, in Messico). Bè gli dico per affetto chava, si chiama Salvador (il nomignolo di Salvatore è chava)

2) “sono sposato felicemente, o no, güerito?” E chiede conferma al primo tipo pallido che incontra, generalmente sono io.
Poi continuano, possono virare sulla presunta vita familiare o improvvisare dipendendo da chi trovano nel bus o da chi gli presta attenzione o meno.
Vi mando un link di un video con il tipo di interazione che fanno i clown:


Pensate che nelle scorse elezioni di mid-term, c’è stato perfino un candidato pagliaccio, Lagrimita! Col rischio che per una volta i pagliacci al governo avrebbero finalmente avuto il viso dipinto.

  
Immagini da http://1080plus.com/Pg5RSGkK92A.video, 

http://m.unionjalisco.mx/articulo/2015/01/24/politica/guadalajara/lagrimita-da-conocer-lo-que-quiere-para-gdl

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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3 risposte a Los payasos (i pagliacci)

  1. giuliacalli ha detto:

    Io credo scenderei dal bus, non ce la posso fare coi pagliaccia, mi mettono una tristezza infinita!

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  2. consuelomurgia ha detto:

    Ieri ho letto il tuo articolo e stanotte ho avuto gli incubi! Odio i pagliacci, ma nel mio sogno si erano trasformati in un’orda di bambini rom che mi rincorrevano all’imbrunire in una strada deserta vicino alla stazione Termini di Roma e che poi continuavano a perseguitarmi sul treno dei pendolari chiedendo soldi con insistenza e cercando di rubarmi il portafoglio.

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  3. Pingback: A ognuno il suo giorno. Dal chimico al pagliaccio, dai biscotti ai maestri | Estoy Messicando!

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