Pedalando con (o come?) un mona per Reforma, gioiello del Messico

Due settimane fa ho potuto provare una delle attrazioni “sane” che offre Città del Messico, la ciclopista domenicale lungo Reforma! Ma partendo dalla base, cos’è Paseo de la Reforma?Si potrebbero definire gli Champs Élises della capitale messicana, e infatti proprio con questo proposito è stato progettato questo viale. Iniziato nientepopodimeno che dall’Asburghissssssimo Imperatore Massimiliamo, questo viale ebbe il primo nome di Paseo de la Emperatriz, perché era dedicato alla imperatrice Carlotta, e doveva collegare il castello di Chapultepec, casa imperiale, con Palacio Nacional nel Zocalo, sede di governo. Una volta terminata la brevissima e disastrosa esperienza imperiale, acquisì il nome che conosciamo oggi. Questo viale non è solo una splendida via alberata e costellata da monumenti della patria. Si potrebbe anche vedere come una linea del tempo materializzata. In ogni punto di incrocio, in ogni rotatoria, sono stati collocate statue o simboli di determinati momenti storici, o almeno punti cardini di quella che è la storiografia nazionale. Abbiamo quindi una sequenza, talmente netta e separante da essere, per forza di cose, falsa. 

Nel tratto più “bello”, abbiamo un Caballito, enorme figura gialla che con tantisssssima fantasia dovrebbe somigliare ad un cavallo, e che sostituisce un altro cavallino che era collocato in questo punto, questo sì, abbastanza equino: una statua equestre del re Carlos IV, che fu rimossa.

  
Seguiamo con la statua di Colon, cioè la statua a Cristofo Colombo, che dovrebbe rappresentare la scoperta dell’America da parte degli Europei (come dice sempre un mio annullo, l’America non si doveva “scoprire” dato che era già ben abitata!)

  
Abbiamo poi una statua di Cuauhtemoc, imperatore azteca, che rappresenta dominio di questo popolo nel Messico precolombiano. 

  
Segue la Glorieta de la Palma, una rotatoria con al centro una palma immensa, con già più di cento anni di vita, punto di riferimento e quasi faro.

  
Arriviamo quindi al vero simbolo di Città del Messico, El Ángel de la Independencia. Questo monumento chiaramente deve far ricordare l’indipendenza del Messico, avvenuta a inizio XIX secolo, e viene usato come punto di ritrovo per gli abitanti della capitale ogni volta che la squadra nazionale di calcio vince qualcosa di importante. Abbastanza raramente (permettetemi la pugnalata).

  
 Segue un altro simbolo della capitale, la Diana Cazadora (cacciatrice). È un monumento curioso, considerando che il nome attuale non è il nome che il suo creatore le aveva dato. La modella che ha posato per la statua è rimasta sconosciuta per cinquant’anni, e il volto della statua non è quello della ragazza che posò originalmente. I governi bigotti del Messico hanno sempre visto questo monumento come un po’ troppo osé, finché arrivarono a mettergli una gonna, poi per fortuna tolta. 

  
Qualcos’altro di bello che segue? Potremmo dire di no, perché c’è la Suavicrema. Cos’è? Il nome originale è Estela de Luz, e doveva essere il monumento celebrante i 200 anni di vita indipendente del Messico. In realtà è stata una delusione totale. Le opere non sono finite in tempo per la celebrazione dell’anniversario e il costo dell’opera è lievitato tanto da trasformarla in monumento alla corruzione e al malgoverno. Perché la chiamano Suavicrema? Perché somiglia a un dolcetto che vendono con questo nome. Un enorme wafer di cemento. 

  
Ma stavo per parlare della Ciclopista. Allora, ogni domenica il governo del Df chiude Reforma alla circolazione automobilistica e permette di trasformare questa meraviglia di viale in una pista ciclabile. Chiaramente chi ha una bici ne può approfittare, ma anche chi non ce l’ha può noleggiarla se arriva MOLTO presto, o prendere in prestito le Ecobici che il governo offre, ma deve restituirle entro mezz’ora (credo). Quando siamo arrivati noi, abbiamo però approfittato di un mezzo “alternativo” l’oruga (bruco in spagnolo). Cos’è? È un bici-bruco, con una bici guida all’inizio, a cui seguono coppie di bici incastrate una con l’altra, per formare un unico mezzo. Bellino, devo dire! Il noleggio è economico, 3 euro per un giro di mezz’ora. Si parte e il conducente ti segnala ogni volta che bisogna frenare alzando il braccio. Così si evita di passare dritto un semaforo, o di spiaccicare una bambina che va dove le pare. Chiaramente e per contratto, questo conduttore deve essere sempre carichissimo di energia e entusiasmo, quasi un cocainomane, o un animatore di villaggio turistico. Continua a sparare neologismi su base ciclistica, come Bicisaluto, bicifoto, biciamici, bicibacio. Che bicipalle. Ad ogni stop scatta delle foto alla gente, foto che il giorno dopo si possono trovare e scaricare dalla pagina Facebook dell’iniziativa. A parte l’animatore su due ruote, è proprio una splendida esperienza, e ve la consiglio. Potrete godere di Reforma in santa pace, senza stancarvi e da un punto di vista leggermente insolito!
(Immagini da http://www.avasc.com.mx/Paginas/contacto.htm, http://tlalpan.info/2013/06/16/sera-palma-patrimonio-del-df-el-zocalo-cancha-de-futbol-tlalpan/, http://www.animalpolitico.com/2012/09/ni-genoves-ni-catalan-ni-portugues-cristobal-colon-era-de/, http://www.mapio.cz/o/3574671/)

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4 risposte a Pedalando con (o come?) un mona per Reforma, gioiello del Messico

  1. rita ha detto:

    deve essere proprio una bella passeggiata, molto belle anche le fontane.

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  2. Darío ha detto:

    Lo sai che la Diana Cazadora c’è anche ad Acapulco, originariamente tale e quale a quella del DF, poi negli anni le hanno tolto la fontana e tappata di cemento, fino a deturparla del tutto un paio di anni fa. Ora è un vero orrore. Ma se vedi delle foto d’epoca noterai la somiglianza con quella chilanga. Chissà qual è l’originale?

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  3. carlo francia ha detto:

    a dicembre ripercorrero questo stupendo viale che porta in centro ( dal parco fino alla reforma a piedi x far calare la pancia.

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  4. Pingback: Todos al Angel! | Estoy Messicando!

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