Il festival di Sanremo…a Tepepan, Messico.

Il sabato do lezioni di italiano in una sede universitaria del Politecnico Nacional, chiamato da tutti semplicemente il Poli. Se non mi sbaglio dovrebbe essere la seconda università pubblica per dimensioni in Messico.Sabato scorso, per l’approssimarsi della chiusura del ciclo di lezioni, la scuola ha realizzato una splendida iniziativa. Un festival di Sanremo, un festival della canzone italiana a Tepepan, in pieno Messico. Come? Con un’operazione ibrida. 
I vari gruppi, dal basico all’avanzato, sono stati invitati a tradurre alcune canzoni dallo spagnolo all’italiano. Una volta passate all’italiano, il testo doveva “starci” col ritmo. Già qui c’era una difficoltà perché le frasi possono allungarsi, accorciarsi o essere difficilmente traducibili. In tal caso, si usavano sinonimi, frasi equivalenti o altre espressioni che potessero avere un senso simile. Altrimenti si ricorreva a licenza poetica, amore poteva funzionare anche con Amor 🙂
 Il giorno dell’esibizione, in un’aula magna sono state invitate tutte le classi e sono stati chiamati anche tre giudici, due dei quali non parlano italiano quindi potevano a maggior ragione sentire se il testo quadrava con il ritmo o no. Tre erano i fattori che si dovevano valutare, la correttezza della traduzione, il ritmo con il nuovo testo e l’impegno nella preparazione.
Io ho fatto da “Pippo Baudo” della situazione, presentando l’ordine dei vari gruppi. Sapevo che, come diceva Pippo “comunque vada sarà un successo”. Ma è stata una sorpresa enorme vedere lo sforzo che alcuni gruppi hanno messo nell’impresa. Non solo certe classi hanno curato il vestiario e la coreografia, ma sono sorti addirittura dei corpi di ballo. Un gruppo a fine esibizione ha lanciato una pioggia di caramelle. Sicuramente non si può considerare tentativo di corruzione perché le caramelle sono andate verso il pubblico, non verso i giudici 🙂 
Alcune coreografie prevedevano addirittura un cambio di abiti e di canzone a metà della performance. Si è visto anche un esibizione sfociare in ballo di gruppo, con i partecipanti che pescavano altre persone con cui ballare fra il pubblico.
 Addirittura, una classe ha creato in una settimana una canzone inesistente, una sorta di opera lirica dai toni epici, chiamata Supramundi, dato che l’anima del protagonista di questa storia sarebbe finita sulla luna invece che nell’inframundo di tradizione azteca.

Alla fine ha vinto una classe che aveva proposto due canzoni, la prima una traduzione di musica norteña (dello stile del nord del paese), il tutto accompagnato da una recitazione esilarante. Vi allego una parte del video della canzone vincente! 

  
Come diceva Pippo, già lo sapevo che comunque fosse andata sarebbe stato un successo.

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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