Lei & Lei, Lui & Lui in Messico

  

La settimana scorsa è stato molto “di moda” il tema dei matrimoni gay, questo principalmente per una notizia giunta dagli Stati Uniti, dove si approvò una legge che rendeva legali e riconosciuti i matrimoni omosessuali in tutto il territorio nazionale. Abbiamo quindi visto un’esplosione di profili Facebook modificati con la foto sovrapposta ai colori della bandiera arcobaleno.
  
Qual è la situazione in Messico? 
Dalla fine del 2006 esiste a Città del Messico una legge che istituisce e rende civilmente riconoscibile il matrimonio omosessuale. Come può un paese cattolico ed estremamente legato alle tradizioni approvare una legge così al passo con le questioni civili del nostro periodo? Bisogna sempre ricordare che la capitale del Messico funziona quasi sempre come eccezione alla regola. Normalmente le novità vengono introdotte a Città del Messico prima che in periferia, e questo vale per le innovazioni economiche come per le etiche e civili. Dovete anche ricordare che il Messico è un paese in cui la divisione Stato-Chiesa è decisamente netta, perciò anche se la stragrande maggioranza dei cittadini professa una fede cattolica, il paese si regge su leggi di stampo laico. 

Questa innovazione legislativa nel Distrito Federal ha portato ad un adeguamento in altri Stati della Repubblica, come Quintana Roo e Coahuila, con il riconoscimento effettivo del matrimonio, ma ha anche creato una frangia molto ampia di reazioni giuridiche negli altri Stati. Per chi non lo sapesse, il Messico è una confederazione di Stati e questo significa che ogni Stato ha ampi poteri legislativi. 
Ma lo sapete che da un mese l’intero territorio nazionale messicano ha legalizzato il matrimonio omosessuale? No, vero? Ho fatto un breve sondaggio fra i miei studenti, e nessuno ne è al corrente. Eppure, il 12 giugno 2015 la Suprema Corte de Justicia de la Nación ha obbligato tutti i giudici messicani a celebrare il matrimonio fra le coppie etero o omosessuali. Perché questa notizia non si conosce e quella statunitense sì? Forse perché si ha sempre la falsa illusione che ciò che succede negli Stati Uniti ha importanza mondiale. 

 

Nella foto, due statunitensi che è meglio evitare di far arrabbiare.

 
Allora si capisce in parte il perché una riforma civile in Messico non abbia tanta risonanza internazionale. Ma possibile che gli stessi messicani non la conoscano? Sì, possibile. Perché la notizia non è stata pubblicizzata né ha avuto grande reazione dal punto di vista popolare. Io stesso sono venuto a sapere di questa legge solo grazie ad un sito di notizie su Facebook ma all’inizio l’avevo confusa con la novità della legge statunitense. 

Dunque, la situazione ora è chiara dal punto di vista legale? No. Perché altre parti del sistema burocratico non si sono ancora adeguate, come per esempio il sistema sanitario pubblico, diviso in Issste o Imss. Varie volte è già capitato che le coppie omosessuali non si vedono riconosciute dal sistema sanitario e hanno quindi problemi in orario di visita quando un coniuge ha gravi problemi di salute, o hanno problemi a chiedere l’assegno di vedovanza alla morte del partner. Ecco quindi come la struttura legale messicana deve ancora completare l’integrazione di tutti i casi possibili.
Per avere un’opinione più “di parte” sul tema, ho chiesto il gran favore di dare la propria testimonianza a Guido, un italiano che vive in Messico da tanti anni e che proprio qui ha potuto sposarsi nel 2013.
D: Qual è il ricordo più forte di quel giorno?
G: Ti ringrazio per questa occasione che mi dai e ti rispondo con sincerità!

Io e Manuel ci siamo sposati per ben 3 volte!

Un rito civile a Città del Messico il 23 maggio 2013. E nella mia vita non avrei mai creduto di poter provare quello che ho provato quel giorno! Mi sono sentito un cittadino a tutti gli effetti! Una persona a 360 gradi! Manuel ha pianto come una fontana, io invece ero felice come se stessi nascendo in quel momento. Le altre due volte sono state in San Miguel de Allende con una festa di 3 giorni, un rito buddista, al venerdì, con tutti gli invitati vestiti di bianco (ben 80), e l’altra al sabato con rito cattolico protestante, chierichetto, trio d’archi e le mamme che piangevano! Una cosa spettacolare!

  
 D: Dal punto di vista burocratico, ci sono stati problemi?
G: Cosa rara in Messico, è stato facilissimo! Il tizio che doveva darmi tutte le informazioni, al municipio de Arco de Belen, si è comportato molto male, sentivo il suo disgusto nel dover darmi le dovute informazioni, e senza perdermi d’animo sono andato da un suo superiore che l’ha messo in riga, subito ho ottenuto tutti i permessi. 

Il giudice che ci ha sposato è stato gentilissimo e molto disponibile! Una bellissima cerimonia. 
D: Credi che in Italia sarà possibile un riconoscimento dei matrimoni omosessuali in futuro?
G: Mi piacerebbe che anche in Italia fosse possibile sposarsi, così come lo fanno tutte le coppie eterosessuali. Io vedo che in Messico c’è molta libertà di espressione, al contrario della tanto “civile” Italia, dove stanno solo strumentalizzando la questione matrimonio, senza mai arrivare ad un’ approvazione con una legge definitiva. E questo gioco sporco del fare e non fare da parte del governo italiano fomenta solo un sentimento di odio e di omofobia! Come è possibile che esistano le sentinelle in piedi…In Messico nessuno si sognerebbe mai di privare la libertà di un altro essere, o discriminare per sesso, colore o religione.

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