Perché NON considero il ketchup sulla pizza una bestemmia e un’offesa al Creato

 Uno va in Messico e pensa che non potrà mai più incontrare la pizza. Poi la trova, un bagliore di speranza. Poi la perde di nuovo. Perché? Vi spiego subito. La pizza esiste in America da sempre. Secondo alcuni dati che ho letto, la prima pizza è nata a Napoli nel 1889, ma la prima pizzeria aperta in America…è del 1910, a New York. Capite? Prestissimo!! Secondo un’ipotesi, la pizza sarebbe addirittura esplosa come fenomeno di massa negli Stati Uniti prima che in Italia, e sarebbe poi tornata come onda di riflusso, diventando famosa anche in Europa. Ecco quindi che si potrebbe parlare fin da subito di due tipi di pizze differenti. Un’italiana e un’americana. L’Italiana è l’ortodossa, o almeno così noi la vediamo. Tonda, fina, con solo alcuni ingredienti possibili, quasi tutti di origine mediterranea a parte il pomodoro. Si può condire solo con olio, origano e peperoncino, volendo. Poi c’è L’ALTRA, il mostro. Quella americana è spesso più alta, fino arrivare all’estremo della pizza Chicago che è un divano mangiabile, gli ingredienti sono…liberi, sdoganati tutti, può essere quadrata, ma ciò che la rende per noi “assurda” sono le salse che si mettono sopra. Orrore degli orrori, il ketchup, che qui chiamano katsup.Vado con ordine. Quali pizze hanno conquistato il Messico? Entrambi i tipi. Prima la gringa (nordamericana) poi l’italiana, l’ortodossa. Concluso? No! Perché i messicani hanno elaborato pure la loro versione della pizza. 100% Aztec. E non importa se gli italiani inorridiscono, sono buone, molto buone.

Andiamo sfatando il primo tabù. L’ananas. Il benedetto ananas. Che non è solo un frutto, è anche un fantastico condimento. Provatelo nei tacos al pastor!! Affrontiamo ora il mostro, la pizza Hawayana. Una pizza con prosciutto e ananas. Quando l’ho chiesta la prima volta, ho mangiato con sicurezza, convinto di trovare pezzetti di patate. Pessima idea. Ma è un buon approccio iniziale, vi dimostra che anche alcuni tipi di frutta possono finire in pizza. A parte l’obbrobio chiamato hawayana special, che ha prosciutto ananas e ciliegie. L’inventore merita lo squartamento, i suoi arti legati a quattro xoloescuincles inferociti (cani tipici messicani, sinceramente bruttissimi).

Quando mio fratello è venuto in Messico e ha provato la carne al pastor (se non sapete cosa sia: https://messicando.wordpress.com/2015/03/15/tacos-al-pastor-e-ananas-ambrosia-in-forma-di-trompo/), ci ha detto “Ma ve l’immaginate una pizza con pastor sopra?” Detto, fatto. Abbiamo telefonato alla pizzeria che consegna a domicilio e abbiamo chiesto una pizza al pastor, che come i tacos ha gli stessi ingredienti principali: carne marinata in salsa rossa, cipolle e ananas. Poesia in forma rotonda.


Andiamo alla pizza denominata azteca: essendo locale, o dovendo sembrare tale, ha gli ingredienti tipici della dieta messicana: purè di fagioli, chorizo(una sorta di salsiccia rossa), cipolla, pancetta e un peperoncino a fette, chiamato chile jalapeño. (Foto a inizio articolo)

Se esiste una pizza che si chiama Mafiosa…cosa vi aspettate? Ebbene sì, deve assomigliare a qualcosa di vagamente italiano, e quindi ha salami (??), funchi, pancetta e…jalapeño. Il tipico chile jalapeño di tradizione italiana.

Passo ora al tabù più difficile da distruggere: le salse. Cosa si mette sulla pizza? Basta andare in una pizzeria e vedere cosa ti offrono. Prima di tutto: salsa inglese. Non sapevo neppure cos’era, e ora mi basta pensarla per avere già il gusto in mente. La usano sulle pizze e sulla carne, principalmente. Poi, ketchup. Non guardatemi così, lo giuro!! Cos’altro si può mettere? Ah sì, la salsa Valentina, una salsa onnipresente nelle case messicane, leggermente piccante. Normalmente, ketchup e Valentina lavorano in coppia sulla pizza. Il duo fantastico. Cos’altro? La salsa tabasco, un altro tipo di salsa piccante. E l’origano? No. L’origano solo noi lo vediamo come qualcosa di ottimo sulla pizza. I messicani lo mettono sul pozole.

Esistono le pizzerie a domicilio? Certamente. Tutti e tre i tipi, pizze gringhe, italiane e messicane possono essere consegnate a casa. A riguardo, apro una breve parentesi. Ci sono catene di pizze nordamericane, la più famosa è Domino, che hanno grandissimo successo. La pizza che vendono è abbastanza collosa, ma non è cara e vandono anche pacchetti da 20 pesos, poco più di un euro, quindi tirchiamente è apprezzabilissima. Io poi sono di “bocca buona”, qui si dice di buen diente, quindi mangio tutto quello che viene generalmente chiamata pizza, anche se è Domino.

Bene, dicevo? Ah sì, la consegna a domicilio. Qui viene il bello. Le pizzerie messicane, che fanno pizza “alla messicana”, offrono sempre pacchetti incredibili. Per esempio, pizze al 2×1 con bibita compresa! Normalmente, ci sono tre pacchetti differenti, pizza mediana (150 pesos) grande (180 pesos, 10 euro) o familiare (200). Quindi, esempio, paghi 10 euro e ti consegnano due pizze enormi e una bibita. Non male, no? La prima volta che ho approfittato di questa promozione, ho subito chiesto le due familiari, e ho scoperto la bontà della versione messicana. Mia moglie mangia come un uccellino, io come Pappalardo. Verso la fine della cena, la mia dolce metà mi ha fatto notare che avevo mangiato quando una famiglia messicana media.

Concludendo: sono talmente messicano che ora metto ketchup e salsa inglese sulle pizze? …no. Ho sviluppato una doppia etica alimentare. Mangio pizza italiana? Ci metto olio piccante e origano (se c’è, quindi quasi mai). Mangio pizza gringa o messicana? La “rovino” con le salse. Paese che vai, pizza che trovi, e “salutami a soreta”

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3 risposte a Perché NON considero il ketchup sulla pizza una bestemmia e un’offesa al Creato

  1. Andrea ha detto:

    Devo ancora assaggiare la pizza messicana. Come sai vado matto per il tacos al pastor…Quindi, so già cosa provare tra meno di un mese!

    Mi piace

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