La Llorona (2) “C’era qualcosa fuori”

L’anno scorso stavo dando una lezione di sera, verso le 7.30, e spiegavo quando usare passato prossimo e imperfetto. La maniera migliore di usarli in collaborazione è raccontare una storia. Ho chiesto quindi di raccontarmi un’esperienza, divertente, curiosa o interessante. Mentre un alunno ha raccontato di come ha rischiato di morire in un incidente, un’altra alunna, Diana, ci ha raccontato una storia da brividi, sulla Llorona. Sarà stato l’orario, il buio, il fatto che era silenzioso (la maggior parte degli impiegati se ne va alle 7), ma è stato un racconto che mi ha impressionato.Visto che sono in tema, le ho chiesto il favore di ripetermelo, per poterlo, condividere in questo blog. 
Diana è una messicana che lavora come impiegata nella zona di Santa Fe, Città del Messico. Ha un figlio e attualmente è divorziata. Studia italiano e la conosco ormai da quasi due anni, è una persona simpatica anche se arriva SEMPRE in ritardo in classe. Un suo collega, Rubén, ad ogni lezione le telefona in ufficio per avvisarla che siamo tutti lì, manca solo lei. Quando lei arriva, dice che Rubén è una persona cattiva.
13 anni fa, Diana era a casa dei suoceri in una zona che si chiama Bosque de Aragon, vicino al Rio (fiume) de los Remedios. La casa, di due piani, aveva una porta che dava verso la strada, con un garage sporgente e le camere al primo piano. Lei si trovava distesa in una delle camere, momentaneamente immobilizzata perché aveva subito un’operazione alle ginocchia, e a lato aveva il figlio di otto mesi. Suo marito (ex, insiste energicamente Diana) aveva finito di cenare e dopo aver parlato con i propri genitori era andato a farsi una doccia, e lei lo stava aspettando. Ad un certo punto, cominciò a sentire un suono forte. Sembrava un grido. Non era il suono delle voce di un uomo, ma NON POTEVA essere una donna. Più che lamentarsi, sembrava gridare straziata da qualche dolore. La “cosa” urlava con suoni talmente acuti da attirare vari cani, che si misero ad abbaiare, e tutti i suoni provenivano dalla stessa direzione, fuori in strada. Con ansia crescente, Diana si rese conto che cani e “cosa” si stavano avvicinando. Poi, i cani superarono la casa…ma la cosa che stava strillando no. Si rese quindi conto che i cani non erano attirati dalla voce, al contrario, ne erano spaventati! Gli strilli ormai erano sotto casa. Allora arrivò un suono più spaventoso ancora, la cosa stava cercando di entrare e batteva alla porta. Diana era ormai terrorizzata anche perché si rese conto che se la cosa saliva sul garage, poteva entrare in camera dato che la finestra era aperta. Allora si mise a chiedere aiuto, chiamando il marito e i suoceri, ma nessuno arrivava. Disperata, si strinse il figlio al petto e si mise a pregare…

“Pedí a todos los ángeles y los seres de luz que estuvieran con mi hijo y conmigo”. All’improvviso, suo (ex)marito e i suoceri piombarono in camera. La cosa/señora smise di gridare. Diana, ora incazzata, chiese se avessero sentito gli strilli della cosa e le sue urla quando chiedeva aiuto e perché non erano arrivati subito, ma suo marito le rispose che non avevano sentito nulla, fino a poco prima. 
Perché ho messo questa testimonianza dopo l’articolo sulla Llorona? Perché molti sono gli elementi che la collegano a questa “creatura”. La presenza di un fiume (Río de los Remedios), le grida laceranti, un bambino, il figlio di Diana.

Città del Messico ha avuto varie apparizioni della Llorona in parti della città in cui è (o era) presente dell’acqua. Le zone più gettonate dalla Lorona sono il centro, la zona del metro Revolución, , la rete del Metro in generale, Xochimilco dove appare galleggiando sulle acque, Tlahuac, Coyoacan, San Angel.
La Llorona ha avuto pure dei risvolti economici. Ogni anno a Xochimilco durante le festività del giorno dei morti si organizza uno spettacolo, in cui si rappresenta la leggenda della Llorona sulle zattere (trajineras). Un altro risvolto è stato il film Km 31, che racconta la storia di una serie di morti e incidenti misteriosi al km 31 della strada Desierto del los leones (spaventosamente vicino a casa mia) e li collega con lo spettro della signora in bianco. 

Concludo con una nota decisamente più allegra, che ho trovato per caso mentre cercavo alcune informazioni 🙂
Sucedió en la carretera al Desierto de los Leones en el km 31, una noche lluviosa de octubre, unicas como las que solo hay en esos meses.
Un tipo estaba parado cerca del mencionado km bajo una arreciada lluvia nocturna que no dejaba ver más allá de algunos cuantos centimetros de él. Con la sensación de que es observado por alguien y los nervios a flor de piel, trata de caminar, llevaba cerca de 3 horas ahi y ni un vehiculo se detenia a auxiliarlo.
De pronto, en la obscura noche y con la lluvia que se volvia más y más fuerte ve como se acerca havia él lente, muy lentemente un carro con las intermitentes encendidas, se detiene y sin pensarlo 2 veces se sube y el carro continua avanzando, lentemente, muy lentemente, muy despacio.
Cual es su asombro al darse cuenta que no hay nadie manejando el auto y entre lo poco que dejaba ver aquella lluvia se da cuenta de lo aproximado que estaba una curva. Encomendado a todos los santos, el hombre aquel viendo de frente su cruel destino, no se ha aliviado de su sorpresa cuando por la ventanilla del conductor entre una mano tenebrosa que con firmeza pero suavemente gira el volante.
Paralizado de terror y sin aliento, se aferra con todas sus fuerzas al asiento, inmóvil e impotente, ve como sucedía lo mismo en cada curva del tenebroso y horrible camino, mientras la tormenta aumentaba su fuerza.
Ya pues, con todo el valor del que se puedo hacer cargo, se baja corriendo del vehiculo y sigue corriendo y corriendo hasta llegar a la primera parada de camiones que puede. Al llegar, cuenta la horrible experiencia por la cual acababa de pasar. Los pocos traileros que estaban ahi, escuchaban atentos sin hacer comentario alguno.
Después de algunas horas, cuando el susto había pasado un poco, entran a la cafeteria 2 tipos empapados.
Uno le dice al otro muy molesto: – Mira compa….este es el cabrón que se subio al carro mientras lo empujabamos…..!!!!!

Breve traduzione: 

Un ragazzo stava fermo al km 31 della strada Desierto de los leones, era una notte tempestosa e cercava disperatamente un passaggio. Ad un certo punto si avvicina molto lentamente una macchina con le luci di emergenza accese, senza pensarci due volte il ragazzo salta su. Poco dopo si avvicina una curva, e si rende conto che nessuno sta guidando la macchina! Ormai convinto di morire, è grande la sua sorpresa quando una mano entra dal finestrino e con fermezza gira il volante, assecondando la curva. Lo stesso succede nelle curve successive. Il ragazzo terrorizzato scende correndo non appena trova la prima fermata del bus, e spiega la storia ai pochi camionisti lì presenti. Qualche ora dopo, due persone entrano nel bar di quella fermata e gridano: Ecco il coglione che è salito sulla macchina mentre la spingevamo!

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Informazioni su merkaura

Sono un ragazzo dell’85 della campagna vicentina che la vita ha catapultato in una metropoli antropofaga. Ho una laurea in Storia e una laurea Magistrale in Scienze delle Religioni. Mi guadagno da vivere a Città del Messico dando lezioni di italiano, francese e spagnolo a messicani e stranieri che abitano in Messico, per scuole, imprese o privati. Vivo in una casa in collina, tranquilla e circondata da un bosco miracolosamente salvatosi dall’espansione cittadina. Sono sposato con una messicana e abbiamo due cani a cui parlo in dialetto. Amo mangiare, bere, viaggiare, leggere, scrivere, infatti da quasi 3 anni amministro un blog in cui scrivo ogni settimana descrivendo questo paese, https://messicando.wordpress.com/. Odio le attività adrenaliniche, guidare e non mi interessa lo sport in generale. Unica eccezione delle lunghissime camminate, di 5 o 6 ore in ambiente urbano o in campagna. Sono una persona timida ma quando do lezioni indosso una maschera spigliata e molto più divertente. Se avete bisogno di informazioni su questo paese o volete spettegolare un po’, scrivetemi pure!
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